Sergio Leone. America e nostalgia

Sergio Leone. America e nostalgia

Colpisce, nell’analisi di Roberto Donati, la capacità di coinvolgere il lettore non solo sul piano critico, ma anche dal punto di vista emozionale. La lettura di Sergio Leone. America e nostalgia si rivela utile e coinvolgente, sia per esigenti critici che per neofiti incuriositi. La qualità della scrittura è troppo spesso uno dei punti deboli di molti saggi e pubblicazioni: piace, quindi, la scorrevolezza di Donati, critico col piglio del narratore.

A quel tempo io ero un ragazzo
che giocava a ramino, fischiava alle donne.
Credulone e romantico, con due baffi da uomo.
Se avessi potuto scegliere fra la vita e la morte,
fra la vita e la morte, avrei scelto l’America.
Bufalo Bill, Francesco De Gregori

Definire Sergio Leone un grande regista, un autore, può sembrare al giorno d’oggi un’affermazione scontata. Il tempo ha infatti cancellato i dubbi (chiamiamoli così) di certa critica italiana degli anni Sessanta e Settanta (e anche Ottanta) e il regista romano ha finalmente trovato la giusta collocazione nell’Olimpo degli autori. L’agile saggio Sergio Leone. America e nostalgia di Roberto Donati, sentito e ponderato omaggio all’arte e alla poetica leoniana, ripercorre e analizza i film della maturità, quella trilogia del tempo (C’era una volta il west, Giù la testa e C’era una volta in America) che ha segnato la storia del cinema italiano, del genere western e dell’immaginario mondiale.
Giovane cinefilo, Roberto Donati parte dalla definizione, citando Bernard Dort, del western come genere nostalgico, che descrive un’America sempre più lontana eppure sempre presente, sia nell’immaginario collettivo che in molte tracce tangibili, come «nelle 5.000 città-fantasma che drizzano le loro carcasse polverose su tutto il paese» (Roger Tailleur, L’Ovest e i suoi echi). Una nostalgia che apparteneva ai pionieri che inseguivano il sogno americano lasciandosi alle spalle la vita precedente, e ai civilizzatori che finivano per rimpiangere le praterie, le distese infinite e le mandrie di bufali. Il concetto di nostalgia può essere applicato con successo al cinema di Sergio Leone, indubbiamente legato al tema del passato (anche quello americano, seppur non suo) e del ricordo. La trilogia del tempo è intrisa dal sentimento della nostalgia, a partire dallo sguardo stesso del regista romano: il rimpianto per un’America idealizzata, per un’epoca passata, per un cinema d’altri tempi. Rintracciando le fonti d’ispirazione di Sergio Leone (da L’uomo che uccise Liberty Valance a Il cavaliere della valle solitaria, da Anthony Mann a Budd Boetticher, fino ai noir di Raymond Chandler e Dashiell Hammet), oltre a definire le coordinate dell’universo leoniano, Donati sembra quasi volerci far assaporare e comprendere le sensazioni dettate dal rimpianto del passato: il pistolero John Wayne e il politico invecchiato Jimmy Stewart del meraviglioso film di John Ford ne sono un esempio perfetto e indimenticabile.

Donati pone l’accento sui vari livelli di questa nostalgia: quella del genere western, del regista italiano, dei suoi personaggi, eroi (o antieroi) in bilico tra il rimpianto del passato e la necessità di un futuro. Il saggio procede con certosina precisione con l’analisi dei temi e delle sequenze più illuminanti. Donati riesce a coniugare senza pesantezze sia l’analisi tematica che quella tecnico-artistica, aspetto fondamentale se consideriamo l’importanza della rielaborazione dei codici del genere western effettuata da Leone. Il regista italiano è infatti riuscito nell’impresa di plasmare un genere (e un mito) che non gli apparteneva e, cosa non da poco, a rigenerarlo, contribuendo a renderlo immortale.
Colpisce, nell’analisi di Roberto Donati, la capacità di coinvolgere il lettore non solo sul piano critico, ma anche dal punto di vista emozionale. La lettura di Sergio Leone. America e nostalgia si rivela utile e coinvolgente, sia per esigenti critici che per neofiti incuriositi. La qualità della scrittura è troppo spesso uno dei punti deboli di molti saggi e pubblicazioni: piace, quindi, la scorrevolezza di Donati, critico col piglio del narratore.
Edito dalla Edizioni Falsopiano nella collana Falsopiano Light, Sergio Leone. America e nostalgia è diviso in tre capitoli (ovviamente dedicati ai tre film della trilogia) ed è arricchito da due interviste (Sergio Donati e Luca Beatrice). Più interessante, anche perché più sentita e personale, l’intervista a Sergio Donati, sceneggiatore di Leone: un ritratto onesto e assolutamente non idilliaco del rapporto creativo/interpersonale/conflittuale tra regista e sceneggiatore.

Roberto Donati
Sergio Leone. America e nostalgia
Edizioni Falsopiano, Alessandria 2005

Pagine: 192
Prezzo: € 10.00

ISBN: 8887011877

Info
Sergio Leone. America e nostalgia sul sito della Falsopiano.
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