Principesse ed eroi, giganti e maiali [2]

Principesse ed eroi, giganti e maiali [2]

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2.01 – UN FUTURO DI GIOVANI EROI
2.02 – L’ATTORE PREFERITO DA MIYAZAKI

Nausicaä rappresenta una rivoluzione rispetto alle tendenze degli anime e dei fantasy: Miyazaki rifiuta i dogmi dei film costruiti sui protagonisti maschili, considerando più adatto e realistico un personaggio femminile.

 

2.03 – L’EPOCA DELLE DONNE

Nausicaä è uno dei personaggi più amati dagli appassionati giapponesi di anime e manga [1] e ha varcato i confini nipponici, vantando eccellenti estimatori [2]. La genesi della principessa della Valle del Vento passa attraverso l’ispirato lavoro di Kazuo Komatsubara [3], animatore e character design di prestigio, che sostituiva Otsuka, impegnato con la TMS, e l’inesauribile vena creativa di Miyazaki che si ispirò a due differenti fonti letterarie.

«Miyazaki, per la figura di Nausicaä, si ispirò all’omonima regina dell’Odissea, leggendo il Girisha Shinwa Kojiten (Piccolo Dizionario dei Miti Greci) di Bernard Ewslin. Donna di straordinaria bellezza, si allietava al suono della cetra e amava la natura: anche nella letteratura giapponese del tardo periodo Heian (XII sec.) troviamo un personaggio simile alla nostra Nausicaä, in un capitolo del racconto Tsutsumi Chunagon Monogatari (La principessa che amava gli insetti). Questa principessa amava la natura al punto da attenersi alle sue regole, trascurando quelle della propria società, oltre che rifuggire il dialogo con gli altri esseri umani. [4]

Andrew Osmond, nel suo articolo Nausicaä e il fantasy di Hayao Miyazaki, indica come «avi» di Nausicaä «Clarisse, la principessa angelica de Il castello di Cagliostro (a cui dette la voce l’attrice Sumi Shimamoto [5], la stessa doppiatrice di Nausicaä), e Lana, l’eroina psichica di Conan che conversa con gli uccelli». Indubbiamente vi sono dei punti in comune tra le tre eroine, ma Nausicaä rappresenta una notevole rivoluzione rispetto alle tendenze degli anime e dei fantasy in generale: Miyazaki rifiuta i dogmi dei film costruiti sui protagonisti maschili, considerando più adatto e realistico un personaggio femminile.

«Abbiamo raggiunto un momento in cui il modo di pensare maschile sta raggiungendo un limite. La ragazza o la donna hanno maggiore flessibilità. È questa la ragione per cui un punto di vista femminile è più adatto ai tempi attuali. [6]

Nausicaä “eredita” da Conan la dinamicità e l’abilità nel combattimento e ha la stessa capacità di attirare su di sé l’interesse di tutti i personaggi che incontra durante il suo cammino, influenzandoli positivamente: è una
principessa sui generis, una guerriera al servizio della vita e un esempio anche per i suoi nemici. La sequenza finale del lungometraggio conferisce inoltre alla principessa uno status messianico di grande impatto emotivo, ma che non aveva convinto pienamente il suo autore.

«Miyazaki non era soddisfatto della fine del film di Nausicaä, che aveva bisogno di un miracolo per risolvere il conflitto tra esseri umani e natura con un lieto fine. Così egli impiegò altri dieci anni cercando di risolvere la questione (il rapporto tra uomo e natura), scrivendo il manga Nausicaä, che finalmente concluse nel 1994. Mononoke Hime verrà basato su questa conclusione: non esiste lieto fine nella battaglia tra gli esseri umani e gli dei adirati». [7]

Osmond individua nel romanzo Dune di Frank Herbert una possibile fonte di Nausicaä della Valle del Vento, sottolineando che entrambe le vicende sono «fantasie potentemente messianiche anche se Nausicaä, a differenza di Paul Atreides, non riconoscerà mai il suo stato iconico». [8]

Il personaggio della coraggiosa principessa appare altre due volte nelle opere di Miyazaki: nell’ultimo episodio della seconda serie di Lupin III e in On Your Mark. In I ladri amano la pace, il nipote giapponese del ladro gentiluomo corre in aiuto di Maki, fanciulla che ha le fattezze di quella che sarà una delle possibili Nausicaä nella fase di studio del character design. Anche il robot che comanda, riutilizzato successivamente in Laputa, il castello nel cielo, è identico a una delle versioni del Soldato Invincibile.
A proposito di On Your Mark, di cui si è già ampiamente parlato mettendo in risalto il suo valore di omaggio a Nausicaä, può essere utile ricordare che Miyazaki si è più volte riferito all’angelo del videoclip come alla «ragazza uccello», stessa definizione che ha usato frequentemente nel manga e nelle interviste per descrivere la sua eroina.
Inoltre, nella sequenza dei titoli di testa di Nausicaä della Valle del vento, la principessa, nell’interpretazione messianica, ha le fattezze di un angelo.

San, la ragazza selvaggia di Princess Mononoke, può essere considerata una versione rivista e corretta di Nausicaä, più cupa e sofferta, in linea con la visione politica e storica maturata da Miyazaki negli ultimi anni. Il suo rapporto con gli esseri umani è oramai conflittuale e, perfettamente integrata con il mondo animale, rifiuta qualsiasi possibilità di riconciliazione, tanto da sentirsi come una figlia naturale di Moro, il dio-lupo.
Nausicaä-San non ha più una Valle del Vento da difendere ma un Tatara-ba da attaccare e distruggere: la sua vita e la sua anima appartengono alla foresta sacra e, come gli altri animali, si considera un mononoke. [9]

«Lei è vestita con uno stile molto più primitivo rispetto a qualsiasi altra persona del film, in parte per enfatizzare il fatto di vivere separata dagli uomini soltanto con ciò che riesce a trovare o a fabbricare per vestirsi, in parte per evidenziare che il suo modo di vivere, con i suoi dei e le sue credenze, sta morendo mentre nuove persone e idee avanzano nella foresta». [10]

L’indole aggressiva e l’odio di San si affievoliscono grazie all’amore di Ashitaka, che risveglia in lei il bisogno di affetto e di comprensione. Mononoke, come è chiamata abitualmente dagli abitanti del villaggio, passa attraverso un percorso di maturazione che è comune a tutte le eroine miyazakiane. Le varie Lana, Sheeta, Kiki, Chihiro e Sophie sono costantemente impegnate nella ricerca dell’auto-conoscenza e si distinguono dalla massa per la loro spiccata sensibilità, segno non di debolezza ma di crescita interiore. Con le sue eroine, Miyazaki «sovverte gli schemi patriarcali sia nella realizzazione filmica che nel racconto di una storia». [11]

«Miyazaki scava più a fondo nel descrivere le personalità dei propri personaggi femminili, spesso protagonisti dei suoi lungometraggi. Caratteri forti e maturi ammantati in una parvenza di fragilità come Lana, capaci di prese di posizione mascoline e caparbie (Monsley, Kushana), resistenti alle privazioni nonostante la giovane età (Satsuki e Mei, Kiki): questo universo femminile gli è valso il titolo di creatore dell’Epoca delle Donne (Onna no Jidai)». [12]

Nel serial Conan, il ragazzo del futuro, nonostante il protagonista sia un ragazzo, l’attenzione di Miyazaki per le figure femminili dà vita a personaggi complessi e di tutto rilievo: Lana, co-protagonista della serie, e Monsley, rigida dirigente di Indastria che riesce a liberarsi dall’ideologia distruttiva della città della plastica.
Carlo Savorelli, nel dossier su Miyazaki apparso sul primo numero di «G-Generation», riveste di particolare importanza i personaggi di Lana, Monsley e Meisa (la zia di Lana), considerandoli il perfezionamento del «percorso evolutivo iniziato con Hilda» e la base dei personaggi futuri, che sarebbero delle «variazioni sul tema» [13]. Considerare Lana e Monsley il punto d’arrivo dei personaggi femminili è probabilmente eccessivo, ma è innegabile che vi sia un filo conduttore che lega la coppia a Nausicaä e, quindi, a San. Si potrebbe dire che la principessa della Valle del Vento è modellata sulle caratteristiche migliori delle ragazze di Conan, il ragazzo del futuro, ereditando l’audacia e la combattività di Monsley e mantenendo la sensibilità e la forza morale di Lana.

Anche nelle pellicole più “leggere” come Il castello di Cagliostro e Porco Rosso, Miyazaki conferma la sua ammirazione per le donne, omaggiandole con altri convincenti ritratti di ragazze moderne ed emancipate. Clarisse, la bella e gentile principessa rapita dal maligno Conte di Cagliostro, è una fanciulla che ha una scarsa conoscenza del mondo ma che affronta con insospettabile coraggio le situazioni più rischiose. Fujiko, abile e seducente ladra, maneggia mitragliatrici e moto roboanti con naturalezza e rivaleggia senza timori anche contro killer spietati.

«Il suo ruolo è meno importante rispetto ad altri film o alla serie tv, ma il suo rapporto con l’innocente Clarisse fornisce un interessante confronto con il rapporto successivo di Gina con Fio in Porco Rosso». [14]

Fio è una giovane e promettente designer di aircraft che riesce a dimostrare tutto il suo talento anche a un riluttante e schivo Porco Rosso, condividendo l’immagine di donna indipendente e capace negli affari con la seducente Gina, proprietaria del lussuoso Hotel Adriano e talentuosa cantante.
Tra tante eroine positive non potevano mancare due personaggi ambigui, in bilico tra bene e male. Kushana, comandante di sangue regale dell’esercito di Tolmekia e inarrestabile guerriera, ed Eboshi, padrona della Città del Ferro, sono donne di grande carattere e di indiscutibile valore, ma sono schierate contro Nausicaä e San e contro ciò che queste ultime rappresentano.
Kushana è spinta dalla sete di conquista e dall’odio nei confronti dei mostri-tarlo che l’hanno orrendamente menomata. Non si fa scrupoli a far rivivere l’ultimo Soldato Invincibile, una delle armi micidiali che avevano causato la distruzione del vecchio mondo. Eppure non è una donna malvagia, è leale e alla fine riesce a capire il messaggio di Nausicaä. Kushana è un nemico accattivante, non attira su di sé il disprezzo dello spettatore come Lepka di Conan, il ragazzo del futuro o Muska di Laputa.

Eboshi è una figura particolarmente complessa: cerca con tutte le energie di realizzare la sua idea di Paradiso Terrestre e di salvaguardare il bene degli abitanti del Tatara-ba, mostrandosi generosa e comprensiva, ma non esita a sbarazzarsi di qualsiasi ostacolo, anche di un dio. Accoglie i lebbrosi, che per lei costruiscono le armi da fuoco, e le donne in difficoltà, alle quali offre una vita sicura e dignitosa. È un’acerrima nemica di San pur ammirandone la forza ed il coraggio. Non si può ragionare in termini di personaggio positivo o negativo: Eboshi difende con ardore il suo popolo, dal quale è molto amata, e il suo modello di vita, ma non riesce a capire, se non dopo la morte dello Shishigami, l’importanza della Foresta Sacra e della natura in generale.
Un personaggio, anche se minore, merita un accenno: Toki, vivace e brillante ragazza che lavora alla fornace del Tatara-ba e che nel drammatico finale guida con notevole sangue freddo gli abitanti verso la salvezza. Toki emerge dalla schiera di donne lavoratrici di Princess Mononoke, un’immagine che Miyazaki aveva già mostrato in Porco Rosso, dove la fabbrica milanese di aeroplani veniva gestita da un gruppo tutto al femminile, per sopperire alla partenza degli uomini emigrati in America.

La sequenza di Porco Rosso, un valido esempio dell’attenzione e della cura posta dal regista nipponico in ogni aspetto dei suoi film, è stata interpretata come un omaggio di Miyazaki alla parte femminile del suo staff principale (supervising animator, art director e color design).

«Alcuni non hanno condiviso un tale punto di vista affermativo, immaginando che lo stato di Piccolo come boss e la sua lode verso l’etica del lavoro delle donne implicasse il messaggio che le lavoratrici sono più facilmente sfruttabili e che, visto che le donne sono meno assertive, esse diventano una forza di lavoro di massa più facilmente controllabile. Tuttavia è opportuno notare che è Fio, non uno dei suoi zii o fratelli, che eredita la corporazione Piccolo e che, mentre gli uomini della storia sono avventurieri senza radici che vivono ai margini della società, lei e Gina vengono descritte come indipendenti e capaci donne d’affari». [15]

Centralità della donna e riflessioni sul lavoro che tornano negli ultimi lungometraggi, La città incantata e Il castello errante di Howl: Chihiro e Sophie sono oramai le assolute protagoniste delle storie miyazakiane e il loro processo di crescita interiore si concretizza attraverso il lavoro. La piccola tuttofare Chihiro e l’improvvisata governante Sophie rappresentano, in fondo, la rigorosa etica di Miyazaki: la realizzazione di se stessi attraverso la soddisfazione e l’impegno, a prescindere dalla professione e dal ruolo.

 

…continua
2.04 – SOLO I BAMBINI POSSONO VEDERE TOTORO!
2.05 – GIOVANI CON LE RUGHE

 

Note
1. Nausicaä conquista la prima posizione nell’Anime Gran Prix che la rivista Animage indice ogni anno e la mantiene fino al 1991.
2. Jean “Moebius” Giraud ha omaggiato il talento di Miyazaki realizzando un disegno di Nausicaä.
3. Komatsubara ha collaborato alle migliori produzioni di Go Nagai ed è stato character designer di Capitan Harlock (Uchu Kaizoku Captain Harlock, 42 ep., 1978-79) e di Goshu il violoncellista di Takahata.
4. Alberto Corradi, Hayao Miyazaki. Viaggio nel mondo dei bambini, Venezia, Akromedia, 1996, pp. 7-8.
5. Sumi Shimamoto ha inoltre prestato la voce al personaggio di Maki in I ladri amano la pace.
6. Intervista a Miyazaki in Kaboom: Explosive Animation from America and Japan, Sidney, Museum of Contemporary Art, 1994, pag. 129.
7. «Miyazaki wasn’t satisfied with the ending of the movie Nausicaä, which needed a miracle to bring a happy ending to solve the conflict between humans and nature. So he took another ten years pursuing this issue (the relationship between nature and man), writing the manga Nausicaä, which he finally concluded in 1994. Mononoke Hime will be based on this conclusion: “there is no happy ending to the fight between humans and Raging Gods” (from the project proposal)».
Ryoko Toyama, Princess Mononoke. Frequently Asked Questions, www.nausicaa.net.
8. Andrew Osmond, Nausicaä and the Fantasy of Hayao Miyazaki, «Foundation», Issue 72, primavera 1998.
9. Mononoke significa “lo spirito di una cosa”. Con questo termine i giapponesi indicano lo spirito degli esseri e degli oggetti più disparati. Un mononoke può essere lo spirito di un oggetto inanimato o di un defunto, lo spirito di una persona viva o di un animale, oppure uno spirito maligno o uno spirito della natura. Anche Totoro può essere considerato un mononoke.
10. «She’s dressed in a more primitive style than any other human in the film, partly to emphasise that she’s living apart from humans with only what she can find or make to wear, and partly to show that her ancient way of life, with its gods and beliefs, is dying as new peoples and ideas move into the forests».
Helen McCarthy, Hayao Miyazaki. Master of Japanese Animation, Berkeley, California, Stone Bridge Press, 1999, p. 192.
11. Andrew Osmond, Nausicaä and the Fantasy of Hayao Miyazaki cit.
12. Alberto Corradi, Hayao Miyazaki. Viaggio nel mondo dei bambini, pp. 5-6.
13. «Completando il “percorso evolutivo” iniziato con Hilda, le “ragazze” di Miyazaki assumono i tratti d’ora in poi abituali nelle opere del regista. Non è un’esagerazione affermare che molti personaggi successivi siano “variazioni sul tema” di Lana, Monsley e Meisa».
Carlo Savorelli, Dossier: Hayao Miyazaki cit., p. 19.
14. «Her role is less prominent than in the other movies or the TV series, but her relationship with the innocent Clarisse provides an interesting comparison with the later relationship of Gina with Fio in Porco Rosso».
Helen McCarthy, Hayao Miyazaki. Master of Japanese Animation cit., p. 56.
15. «Some didn’t take such an affirmative view, thinking that Piccolo’s status as boss and his praise for women’s work ethic implied that women workers are easy to exploit, and may put across the message that since women are less assertive they make for a more easily controllable mass workforce. However, it should be noted that is Fio, not one of her uncles or brothers, who inherits the Piccolo corporation, and that while the men of the story are rootless adventurers living on the fringes of society, she and Gina are shown as independent and capable business-women».
Ivi, p. 171.
Info
La scheda di Hayao Miyazaki su animenewsnetwork.com.
Il sito ufficiale dello Studio Ghibli.
Il sito Nausicaa.net dedicato allo Studio Ghibli.
Il sito del Museo Ghibli.
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