Principesse ed eroi, giganti e maiali [4]

Principesse ed eroi, giganti e maiali [4]

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2.04 – SOLO I BAMBINI POSSONO VEDERE TOTORO!
2.05 – GIOVANI CON LE RUGHE

Il mastodontico uomo di roccia de Il segreto della spada del Sole; Il Gigante di Conan, il ragazzo del futuro; i mostri-tarlo di Nausicaä della Valle del Vento; il robot custode dell’isola volante di Laputa; il Didarabotchi di Mononoke Home…

 

2.06 – PALADINI DEL MALE, FIGLI DEL POTERE

Miyazaki non ha mai prestato molta attenzione ai personaggi completamente negativi, ai cosiddetti cattivi. Scorrendo la lista dei personaggi opposti ai protagonisti si scopre che i veri e classici personaggi perfidi e ripugnanti sono solo tre: Lepka di Conan, il ragazzo del futuro, il Conte di Cagliostro de Il castello di Cagliostro e Mushka di Laputa, il castello nel cielo.

Lepka è il direttore di Indastria e l’ultimo rappresentante di una classe politica guerrafondaia, responsabile dei disastri che avevano sconvolto la Terra. Il suo unico obiettivo è ripristinare la Torre del Sole e ottenere l’energia solare sufficiente per assoggettare tutte le piccole comunità sopravvissute e creare un mondo a immagine e somiglianza dell’artificiale Indastria. È un personaggio viscido e crudele, disposto a qualsiasi nefandezza ma, in fin dei conti, debole e codardo. Accecato dalla sete di conquista, non considera le parole del dottor Rao e i chiari segni premonitori della prossima fine della sua città. Vistosi oramai sconfitto non esita a decollare con il Gigante, ultimo dei super bombardieri che avevano raso al suolo il pianeta, per raggiungere e distruggere Hyarbor.

«Autentico villain della situazione […] è strenuo difensore dei bellicosi valori d’anteguerra e per lui la Grande Catastrofe è un capitolo di storia da revisionare. La sua morte si perpetua nella citazione: in Laputa c’è un cattivo più crudele di lui, il biondo e statuario Muska». [1]

Il Conte di Cagliostro, «modellato sui toni classici utilizzati ad esempio per Rupert di Hentzau, l’abile canaglia del romanzo Il prigioniero di Zenda» [2], nasconde, dietro i modi aristocratici, un animo oscuro che, come il suo castello, cela terribili segreti. Erede di una dinastia di falsari e assolutamente privo di coscienza, rapisce e vuole sposare Clarisse per puro interesse. Di fronte alla furbizia di Lupin perde il proprio self-control, svelando tutta la sua pazzia e crudeltà. L’immagine del Conte con il suo abito cerimoniale, con il simbolo del Caprone sul capo, visualizza perfettamente il suo spirito diabolico.

L’ultimo dei cattivi è l’agente governativo Mushka, discendente della casa reale di Laputa. Per anni ha covato il sogno segreto di impossessarsi delle micidiali armi dell’isola volante, che gli spianerebbero la strada verso la conquista del mondo. Freddo e calcolatore è una versione ringiovanita, snellita e abbellita di Lepka.

Risultano molto più convincenti i personaggi ambigui come Kushana ed Eboshi o redenti come Mosley. I pirati della Dola Gang e della banda Mamma Aiuto di Porco Rosso, così come il pilota hollywoodiano Donald Curtis, sono dei “finti cattivi”, inseriti ad arte nelle sequenze comiche.

Rimane un personaggio sgradevole come Jiko-Bou, il monaco ed emissario dell’imperatore di Princess Mononoke: manovra alle spalle di tutti e, senza remore, insegue esclusivamente il proprio profitto. Eppure non può essere considerato un classico cattivo, ma un uomo troppo cinico e un po’ codardo, schierato dalla parte sbagliata. Inoltre non possiede il fisico da cattivo e accetta la sconfitta con rassegnazione, senza tentare inutili e isteriche vendette.

«Ho realizzato il personaggio di Jiko Bou senza sapere quale tipo di ruolo avrebbe svolto. Egli poteva diventare una spia del governo Muromachi […] un seguace di qualche gruppo religioso o un ninjia, oppure egli poteva semplicemente essere un bravo ragazzo. Alla fine il personaggio ha recepito tutti questi elementi». [3]

 

2.07 – GLI ESSERI GIGANTI

Miyazaki ha un gusto particolare per le strutture e gli esseri di dimensioni smisurate. Le sequenze iniziali e finali de Il segreto della spada del Sole, affidate al suo talento, sono due chiari esempi di questa curiosa mania di grandezza. Nella scena d’apertura della pellicola, il giovane protagonista, durante un furibondo scontro con un branco di lupi, risveglia un mastodontico uomo di roccia e, in un interessante mix tra la leggenda di re Artù e una favola di Esopo, estrae una magica spada che era fastidiosamente conficcata nella spalla dello stesso gigante.

Nella scena conclusiva l’uomo di roccia accorre in aiuto del suo giovane amico, scontrandosi con un mammut di ghiaccio di pari dimensioni.

In Conan, il ragazzo del futuro l’escalation di strutture sempre più grandi da distruggere rispondeva a criteri spettacolari e narrativi che introducevano, passo dopo passo, l’inevitabile sconfitta di Indastria. Nel ventiquattresimo episodio Il Gigante e nel successivo La fine di Indastria, Conan e i suoi amici sono costretti a misurarsi contro la minaccia più terribile, il super bombardiere Gigante [4], ultimo esemplare delle fortezze volanti che avevano oscurato i cieli e sconvolto il pianeta nel conflitto mondiale. In Albatross le ali della morte, Miyazaki ripropone la medesima situazione, sostituendo il gruppo di Conan con la banda di Lupin. Il regista giapponese ha spesso citato nei nuovi lavori personaggi di lavori precedenti o a lui particolarmente cari, ma in questo caso si può parlare di un vero e proprio remake.

Il ruolo di ultimo rappresentante dei mostri bellici che distrussero il mondo è ereditato dal Guerriero Invincibile di Nausicaä della Valle del vento, uno dei colossali soldati bio-chimici che avevano spazzato via la società precedente nella guerra dei “Sette Giorni di Fuoco”. Sepolto sotto la città di Pejite, il guerriero viene risvegliato dall’esercito di Tolmekia e utilizzato da Kushana contro l’onda dei mostri-tarlo. Non ancora ripresosi dalla secolare inattività, crolla a terra dopo aver sparato due colpi: la soluzione di forza di Kushana si dimostra ancora una volta sbagliata e inutile. Solamente l’estremo gesto di Nausicaä ha il potere di frenare l’onda devastante.

In Nausicaä della Valle del vento e in Princess Mononoke hanno un ruolo fondamentale gli animali giganti, Omhu (mostri-tarlo) e Araburu Kamigami (divinità-animali). Nel conflitto tra uomo e natura, queste maestose creature sovrastano, non solo per grandezza, ma anche per dignità e spiritualità, i rappresentanti del genere umano. Solamente due personaggi illuminati come Nausicaä ed Ashitaka riescono a comprendere l’importanza di stabilire un dialogo e di abbandonare qualsiasi soluzione violenta.

Un altro essere gigante impartisce lezioni di umanità: il robot custode dell’isola volante di Laputa. Sfuggito oramai al controllo dei suoi creatori, ha raggiunto la perfetta simbiosi con l’ecosistema dell’isola. Nonostante l’aspetto minaccioso, si rivela dotato di una particolare sensibilità, conquistando immediatamente la fiducia di Pazu e Sheeta. Un suo simile si era già dimostrato estraneo alla natura perfida e violenta di Mushka, che proprio la sua potenza voleva sfruttare, difendendo Sheeta da qualsiasi minaccia in maniera davvero commovente. La sequenza dell’arrivo dei due protagonisti su Laputa, accolti da questo inusuale e gentile guardiano, è una delle vette della poetica e del cinema del maestro nipponico. Miyazaki riesce ancora una volta a fondere la spettacolarità e l’abilità artistica con dei messaggi mai banali o retorici.

Il character design del robot di Laputa era già stato utilizzato nell’ultimo episodio della seconda serie di Lupin III, I ladri amano la pace, ed era stato preso in considerazione come possibile design del Soldato Invincibile di Nausicaä della Valle del vento. Anche nell’episodio di Lupin III dei loschi individui tentano di sfruttare il robot per i loro meschini interessi, arrivando a mettere a ferro e fuoco il centro di Tokyo.

L’essere gigante più significativo nell’opera di Miyazaki è Didarabotchi di Mononoke, la forma assunta durante la notte dallo Shishigami, il dio-cervo, incarnazione del potere della natura. Quando Eboshi lo colpisce nella sua forma di cervo, riuscendo a prendergli la testa che, secondo la leggenda, donerebbe l’immortalità, Didarabotchi scatena la sua forza distruttrice, uccidendo tutto ciò che viene sfiorato dalla forma fluida del suo corpo. La trasformazione del dio crea una mortale onda fangosa che travolge la foresta e distrugge il Tatara-ba: molti uomini, animali e spiriti perdono la vita. Recuperata la testa, il colossale Didarabotchi crolla esanime e il soffio vitale che lo abbandona invade la vallata e le montagne. Dei piccoli germogli ricoprono la vecchia foresta: il potere rigenerante della natura ha compiuto l’ennesimo miracolo.

«La Natura non è senza fine ed i suoi poteri rigenerativi […] non sono garantiti. Per quanto potremo approfittare di questi poteri e sfruttarli per i nostri scopi, e quanto lontano dobbiamo considerare il futuro che i nostri discendenti erediteranno?» [7]

La valenza spettacolare degli “esseri giganti” è enfatizzata nelle opere più recenti. Le corpulente divinità che frequentano la stazione termale de La città incantata (come l’indimenticabile spirito del ravanello) rappresentano un valore aggiunto, una dimostrazione della forza immaginifica di Miyazaki, capace di arricchire, con le sue creature, la già affollatissima iconografia fantastica del Sol Levante. E la capacità di stupire dell’autore giapponese sembra aver raggiunto vette inarrivabili con Il castello errante di Howl: il castello che emerge dalle nebbie con le sue agili “zampette” è un capolavoro di mecha design (forse i due aspetti più significativi della pellicola sono proprio il design del castello e il raffinatissimo e mutevole character design della protagonista). Dopo gli imponenti castelli di Cagliostro e Laputa (senza dimenticare il “progenitore” de Il gatto con gli stivali), l’ultimo castello di Miyazaki prende vita, diventando un vero e proprio protagonista. E la spettacolarità si fonde con l’umanizzazione di una creatura meccanica.

 

…continua
2.08 – CUCCIOLI E CUCCIOLI D’UOMO
2.09 – MY LIFE AS A PIG

 

Note
1. Mario A. Rumor, Conan. Il ragazzo del futuro dalla A alla Z, «MAN-GA», I, 1, maggio 2001, p. 62.
2. «He is modelled on such classic rogues as Rupert of Hentzau, archvillain of the novel The Prisoner of Zenda».
Helen McCarthy, Hayao Miyazaki. Master of Japanese Animation, Berkeley, California, Stone Bridge Press, 1999, p. 58.
3. «I made the character of Jiko Bou without knowing what kind of role he would play. He could be a spy of the Muromachi government […] a henchman of some religious group, or a Ninja, or he could actually be a very good guy. In the end, he became a character who has all of those elements.»
Intervista a Hayao Miyazaki, It’s not bad people who are destroying forests, «Mononoke Hime Theater Program», 12 luglio 1997.
4. Il nome scelto inizialmente, Goliath, verrà poi utilizzato per la colossale nave volante di Laputa.
5. Miyazaki ha derivato il termine Ohmu da Sando Waamu, il nome giapponese dei vermi della sabbia di Dune, e da Oh Mushi (re insetto) e Ohkii Mushi (grande insetto).
6. «The Ohmu are not a ravening swarm bent on mindless destruction from some cheap monster B flick, but creatures with as credible a place in their world as the humans, whose needs and motives are just as credible. There is tenderness and kindness in the way Miyazaki draws his characters that shows a genuine warmth toward human frailty».
Helen McCarthy, Hayao Miyazaki. Master of Japanese Animation cit., p. 91.
7. «Nature is not endless and its regenerative powers […] are not guaranteed. How far can we trade on those powers and exploit them for our own purposes, and how far do we need to consider the future our descendants will inherit?»
Ivi, pp. 201-202.
Info
La scheda di Hayao Miyazaki su animenewsnetwork.com.
Il sito ufficiale dello Studio Ghibli.
Il sito Nausicaa.net dedicato allo Studio Ghibli.
Il sito del Museo Ghibli.
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