Principesse ed eroi, giganti e maiali [5]

Principesse ed eroi, giganti e maiali [5]

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2.06 – PALADINI DEL MALE, FIGLI DEL POTERE
2.07 – GLI ESSERI GIGANTI

I personaggi di Miyazaki sono affiancati dai vari Teki, Teto e Jakkul, rappresentanti di una natura che ha piena fiducia in questi giovani eroi.

 

2.08 – CUCCIOLI E CUCCIOLI D’UOMO

Non è difficile notare, a fianco dei giovani protagonisti delle avventure di Miyazaki, delle presenze fedeli e silenziose, dei veri e propri amici, legati indissolubilmente ai vari Ashitaka, Nausicaä, Lana…
Dal gabbiano Teki di Conan fino allo stambecco Yakkul di Mononoke, questi animali sono un punto di riferimento e un’ancora di salvataggio, e vivono un rapporto quasi simbiotico con l’essere umano di riferimento.
Yakkul non rappresenta per Ashitaka solamente un valido mezzo di spostamento, ma un inseparabile compagno di viaggio e al momento del bisogno entrambi dimostrano il loro reciproco attaccamento. Miyazaki, che aveva già disegnato un animale simile nel manga Shuna no Ryoko (trad. Il viaggio di Shuna, 1983), preferisce un animale così inusuale al classico cavallo per distinguere bene la figura di Ashitaka dalla tipica icona del samurai.
Jiji, il gatto della streghetta Kiki’s Delivery Service, è l’unico di questi animali dotato della facoltà di parlare, ma è anche il solo che finisca per allontanarsi dalla protagonista.

«Come per molti dei suoi personaggi femminili, anche Kiki è in compagnia di un animale, il delizioso gattino nero Jiji, esilarante e umanissima spalla. Jiji dialogherà con Kiki finché la piccola strega non si innamorerà di un suo coetaneo […] Il mutismo di Jiji, che da un atteggiamento umano tornerà a quello tipico dei felini, segna la fine di una stagione della vita della ragazza». [1]

L’amore di Kiki per Tombo e il contemporaneo passaggio di Jiji da gatto perdigiorno a padre responsabile rompono il rapporto precedente, riportandolo al più classico, e senza dialogo, animale-uomo.

«Il legame ragazzo/animale, spalla minuta ma importantissima, solo nel caso di Kiki è bruscamente interrotto dall’amore della strega per un altro bambino […] terribile il ritorno del gattino al classico miagolare; è un’assenza che pesa per tutta l’ultima parte del film. Lo spettatore ha la netta sensazione di avere perso anch’egli qualcosa». [2]

Nausicaä, modellata a partire dalla leggendaria principessa che amava gli insetti descritta nel Tsutsumi Chunagon Monogatari (trad. Storia del consigliere Tsutsumi), riesce a instaurare con qualsiasi animale un rapporto profondo e privilegiato: con la sua capacità di comunicare con i mostri-tarlo e con gli altri insetti si propone come un ideale tramite tra mondo animale e umano. L’eroina della Valle del Vento comprende e difende qualsiasi forma di vita.

«Nausicaä non è un protagonista che combatte un nemico, ma un protagonista che capisce, o accetta. Lei è qualcuno che vive in una dimensione differente». [3]

È esemplare il flashback, già citato (1.07), in cui, ancora bambina, Nausicaä cerca di proteggere dal suo stesso popolo e dai genitori un cucciolo di mostro-tarlo. Un episodio simile si ripropone alla fine del film, quando non esita a rischiare la vita per un altro piccolo omhu.
Il legame con la volpe-scoiattolo Teto, distante anni luce dagli animali canterini delle produzioni Disney, dimostra l’ascendente di Nausicaä sugli animali e la fiducia che questi ripongono in lei. Il commento del personaggio di Lord Yupa, suo mentore, sottolinea la straordinaria natura dell’eroina: «che incredibile potere…le volpi-scoiattolo non si lasciano addomesticare dall’uomo»[4].
Lana, protagonista di Conan, il ragazzo del futuro, è un character femminile più remissivo e timido, che Mario A. Rumor collega ad un’altra notissima icona degli anime.

«Lana […] è un preludio silente e fastidioso (per i nemici che osservano senza capire) all’intrecciar di nocche di un’altra “religiosa” per eccellenza degli anime: Anne Shirley di Anna dai capelli rossi (1979)». [5]

Il gabbiano Teki, prima di Conan, è l’unico amico della ragazzina, è una figura preziosa che la sostiene nei momenti difficili. Grazie ai poteri paranormali dell’eroina, la loro comunicazione è intima ed esclusiva: nella fredda e artificiale Indastria, Teki rappresenta la speranza, gli affetti e l’amata isola di Hyarbor.

«Miyazaki associa il gabbiano Teki a Lana unendo i due in comunicazione telepatica, silenziosa: un mondo di parole nascoste che una bambina confida a un amico segreto, finché a rompere questa barriera di silenzio non si intromette nel dialogo un nuovo personaggio (Conan)». [6]

Nell’episodio Un grande cerchio, ventiseiesimo e ultimo della serie, Lana riesce a rintracciare il disperso Conan grazie al suo legame telepatico con Teki: utilizzando il suo potere psichico, si “alza in volo” con il gabbiano e “raggiunge” il ragazzo.

Questa sequenza, oltre alla tematica del volo, cara al regista, accentua il ruolo di Teki: i personaggi di Miyazaki «rivelano un salto di qualità rispetto al mondo adulto in cui sono nati» [7] e il loro cammino verso una società migliore è accompagnato dai vari Teki, Teto e Jakkul, rappresentanti di una natura che ha fiducia nei giovani eroi.

«Sono forse i personaggi femminili a mostrarsi in massima sintonia con la natura: Lana (al pari di Nausicaä e Mononoke) sa leggere nel cuore degli animali e non è un caso che tutte e tre abbiano la loro casa, la loro origine, proprio nel cuore della natura. Si tratta insomma di nuove figure, migliori nel corpo e nello spirito, personaggi che costruiscono il futuro con coraggio, responsabilità e apertura mentale». [8]

Il lato più poetico del rapporto tra i giovani protagonisti delle storie di Miyazaki e i loro amici animali è splendidamente tratteggiato in Tonari no Totoro. L’amicizia “naturale” e immediata tra le due sorelline e Totoro e l’immersione delle ragazzine nell’atmosfera magica e idilliaca del bosco è commovente e riporta lo spettatore a un’età lontana e lieta. Il character design di Totoro, un colossale batuffolo di pelo con tanto di occhi, orecchie e una bocca smisurata, è entrato prepotentemente nella storia dell’animazione giapponese e, con grande gioia dello Studio Ghibli, nella storia del merchandising.

 

2.09 – MY LIFE AS A PIG

Come ogni grande autore che si rispetti, Miyazaki ha riversato sulla pellicola le sue riflessioni, le passioni e i suoi timori. Il rapporto tra l’uomo e la natura e la speranza nelle nuove generazioni, l’amore per gli aerei e per le battaglie si intrecciano con le delusioni politiche e le esperienze negative, così come la sua cultura giapponese è contaminata dall’ammirazione per il mondo europeo. Nei film di Miyazaki c’è tutto questo…ma a ben guardare si trova un ulteriore e bizzarro elemento: i maiali.
Il regista di Akebono ha in grande simpatia questi rosei e paffuti animali, tanto da chiamare il suo studio Buta-ya, la casa del maiale. Spesso disegna se stesso con delle fattezze suine, magari mentre striglia i suoi poveri collaboratori durante la lavorazione di un film.

Il suo nuovo studio è amichevolmente conosciuto come Buta-ya (il posto del maiale) e un allegro maiale vittoriano adorna la targhetta nel portico, mentre un’intera squadriglia di buffi maiali, stampati come timbri fatti di patate, decora il piano superiore della casa. [9]

Il protagonista di Porco Rosso è un aviatore che si è trasformato in un maiale antropomorfo: una metafora del rifiuto della propria appartenenza al genere umano da parte di chi ha vissuto, durante la Prima Guerra Mondiale, esperienze psicologicamente devastanti. Porco Rosso ha perso la speranza di una società migliore e ha rinunciato alla propria “umanità”. In un’intervista rilasciata nel 1993, a proposito della scelta del protagonista, Miyazaki disse, «sono indignato dall’idea che l’uomo sia l’ultimo essere vivente scelto da Dio. Ma credo che in questo mondo ci siano cose belle, importanti, per cui vale la pena lottare. Il mio eroe è un maiale perché è ciò che più si accorda con i miei sentimenti» [10].
Ryoko Toyama indica nel personaggio del Capitano John Silver de Gli allegri pirati dell’isola del tesoro, un «lontano progenitore» di Porco Rosso [11].
I maiali tornano anche in una delle ultime fatiche del regista nipponico, La città incantata.
In Conan, il ragazzo del futuro il personaggio di Jimpsy scopre, dopo aver lasciato l’isola in cui viveva come un eremita, i maiali e se ne innamora. Abbandona l’idea di vivere come un cacciatore e si dedica all’allevamento dei suini. Nell’ultimo episodio Un grande cerchio, sulla nave che raggiunge l’Isola Perduta per fondare una nuova comunità rurale, c’è anche l’allegra famigliola di maiali di Jimpsy.

 

…terza parte
UN REGISTA TRA LE NUVOLE: IL VOLO, GLI AEREI, LE ACROBAZIE

 

Note
1. Alberto Corradi, Hayao Miyazaki. Viaggio nel mondo dei bambini, Venezia, Akromedia, 1996, p. 11.
2. Ibidem.
3. «Nausicaä is not a protagonist who defeats an opponent, but a protagonist who understand, or accepts. She is someone who lives in a different dimension».
Interview with Hayao Miyazaki, «Young», 20 febbraio 1984.
4. Hayao Miyazaki, Nausicaä della Valle del Vento, «Nausicaä», I, 1, p. 21.
5. Mario A. Rumor, Conan. Il ragazzo del futuro dalla A alla Z, «MAN-GA», I, 1, maggio 2001, p.62.
6. Alberto Corradi, Hayao Miyazaki. Viaggio nel mondo dei bambini cit., p. 11.
7. F. Filippi, Conan, il ragazzo del futuro, in Marco Pellitteri, Mazinga Nostalgia. Storia, valori e linguaggi della Goldrake-generation, Roma, Castelvecchi, 1999, p. 401.
8. Ivi, p.402.
9. «His new studio is affectionately known as Buta-ya (Pig’s Place) and a jolly Victorian pig adorns the nameplate on the porch, while a whole flight of blocky, potato-print-style pigs is painted around the upper story of the house».
Helen McCarthy, Hayao Miyazaki. Master of Japanese Animation, Berkeley, California, Stone Bridge Press, 1999, p. 160.
10. «I’m disgusted by the notion that man is the ultimate being, chosen by God. But I believe that there are things in this world that are beautiful, that are important, that are worth striving for. I made the hero a pig because that was best suited these feelings of mine».
Oshiguchi, Takashi, The Whimsy and Wonder of Hayao Miyazaki, «Animerica», I, 5-6, luglio-agosto 1993, p. 58.
11. «Captain John Silver is a mean-looking pig, and he might be a distant ancestor of Porco».
Ryoko Toyama, Earlier Films by Hayao Miyazaki and Isao Takahatawww.nausicaa.net.
12. Intervista a Miyazaki in Giuseppina Manin, Miyazaki: «I miei disegni contro il consumismo», «Corriere della Sera», 18 febbraio 2002.
Info
La scheda di Hayao Miyazaki su animenewsnetwork.com.
Il sito ufficiale dello Studio Ghibli.
Il sito Nausicaa.net dedicato allo Studio Ghibli.
Il sito del Museo Ghibli.
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