Il rapporto tra uomo e natura nell’opera di Miyazaki [2]

Il rapporto tra uomo e natura nell’opera di Miyazaki [2]

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1.01 IL SOPRAVVISSUTO
1.02 EFFETTO HIROSHIMA

La grigia e funerea Indastria, la città della plastica, parte oscura dell’umanità, città iperindustrializzata e senz’anima che ha causato – causerà? – la fine del mondo.

 

1.03 INDASTRIA

Il Barracuda, la nave da trasporto del capitano Dice, avanza lentamente tra macerie industriali semisommerse. Conan e Jimpsy, suo inseparabile compagno di avventure, osservano silenziosamente questo inquietante spettacolo: si arrampicano sull’albero maestro, scrutano l’orizzonte e, con immenso stupore, scorgono un mastodontico edificio triangolare, con tre torri circolari agli angoli. Ai piedi del gigante si sviluppa una fitta rete di capannoni e baracche. La nave attracca alla banchina e i prolet, marchiati in fronte con una croce, cominciano a scaricare il carico di plastica. Sotto la città, tra lunghi tunnel e stanze sotterranee, macchinari speciale-miyazaki-il-rapporto-tra-uomo-e-natura-2-conan-a-indastriacontrollati dai computer trasformano la plastica in pane. La Torre del Sole si erge, dominando, sulla città chiamata Indastria…

Con il quinto episodio Una città chiamata Indastria, Miyazaki ci introduce, rendendolo chiaro fin dai primi fotogrammi, nella parte oscura dell’umanità, nella città iperindustrializzata e senz’anima che ha causato – causerà? – la fine del mondo. Indastria rappresenta la possibilità sfuggita di mano all’uomo, incapace di controllare forze troppo grandi, immaturo e facile preda di ipocrisie, sete di potere e onnipotenza. E anche dopo un tremendo olocausto nucleare l’umanità è così ottusa da ricadere negli stessi errori, dimenticando che solamente in un equilibrato rapporto con la natura si può trovare la via per il futuro. Nel sesto episodio Il capitano si ribella, Conan dice di odiare questa città in cui «tutto è di pietra o ferro, senza un albero o un filo d’erba»: Miyazaki non si oppone ciecamente alla tecnologia e al progresso ma all’abbandono della nostra condizione di esseri appartenenti alla natura. Nel dodicesimo episodio Il centro chiamato Core, Lana e il dottor Rao scendono, attraverso la Torre del Sole, nella parte più profonda del sottosuolo fino a sbucare in una città sotterranea, una città fantasma con laghi e fiumi artificiali, resa ancor più cupa da un grigio parco di alberi morti e da una straziante distesa di croci. Il blocco Core, costruito durante laspeciale-miyazaki-il-rapporto-tra-uomo-e-natura-2-conan-cimitero guerra per contenere cinquemila persone e alimentato da un sole artificiale, è ora un desolato cimitero, ma il suo funereo esempio non scalfisce nemmeno per un momento i vertici politici di Indastria.

Nel ventitreesimo episodio La Torre del Sole, Indastria è stata finalmente liberata dal regime dittatoriale e i suoi cittadini sono pronti a trasferirsi ad Hyarbor. Il dottor Rao è riuscito a riattivare le macchine a energia solare e tutta la torre risplende, illuminando nella notte la città. I fantasmi del passato sembrano lontani. Mentre i preparativi per la partenza proseguono frenetici, il dottor Rao mostra a Conan, Lana e Jimpsy il Parco della Torre. In una vastissima stanza, spoglia e scura, l’anziano scienziato attiva degli ologrammi: prati, alberi, fiori, uccelli e farfalle appaiono tutti attorno ai tre ragazzi. Quindi il Parco, ora verde e rigoglioso, si riempie di gente allegra e festante. Jimpsy cerca di prendere una farfalla ma non può afferrarla. Conan passa sbigottito attraverso un albero. Lana vede un bambino che, inseguendo una palla, le corre incontro, allora tende le braccia ma viene attraversata dall’ologramma e scoppia in lacrime. Tutto è un’illusione, come era un’illusione quella degli scienziati che «pensavano di aver catturato il potere del sole […] convinti che con questa conquista avrebbero ottenuto tutto ciò di cui gli esseri umani hanno bisogno. Le conseguenze di quello sbaglio di valutazione furono molto più gravi perché portarono all’immensa catastrofe […] ma il sole splende sempre nel cielo e grazie a lui la terra e il mare nutrono gli animali e fanno crescere le piante. Non c’è altra vera possibilità per gli esseri umani che quella di vivere in mezzo alla natura». [1]

Le parole del dottor Rao hanno una chiara valenza didattica e possono sembrare troppo retoriche, ma il bambino-ologramma che attraversa il corpo di Lana è indubbiamente una delle immagini più crude e inquietanti dell’intera opera di Miyazaki.
La nave si allontana velocemente dal porto e la Torre del Sole sembra sempre più piccola. Una scossa sismica scuote le centinaia di passeggeri e all’orizzonte una grande luce avvolge Indastria. La terra si squarcia, spaventose eruzioni e onde anomale devastano la città. La mastodontica Torre, avvolta dalle acque, si inclina e si inabissa lentamente. In pochi istanti il mare torna calmo e piatto. Lana e tutti i passeggeri guardano attoniti e silenziosi il cielo ancora rosso: è La fine di Indastria, venticinquesimo e penultimo episodio delle avventure di Conan.

Nelle produzioni di Miyazaki abbondano gli esempi di piccole comunità, piuttosto che grossi agglomerati, che hanno mantenuto il giusto rapporto con la natura: al contrario, l’esempio negativo di Indastria è riproposto, in parte, da Laputa, l’isola fluttuante di Laputa, il castello nel cielo, e in modo assolutamente stemperato dalla Città del Ferro, l’insediamento costruito dagli uomini ai margini della foresta in Princess Mononoke.

 

…continua
1.04 HYARBOR E I PICCOLI PARADISI

 

Note
1.
Testo tratto dal ventitreesimo episodio La Torre del Sole.
Info
La scheda di Hayao Miyazaki su animenewsnetwork.com.
Il sito ufficiale dello Studio Ghibli.
Il sito Nausicaa.net dedicato allo Studio Ghibli.
Il sito del Museo Ghibli.
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