Il rapporto tra uomo e natura nell’opera di Miyazaki [6]

Il rapporto tra uomo e natura nell’opera di Miyazaki [6]

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1.07 – IL GRANDE ALBERO O MADRE DEGLI SPIRITI DELLA FORESTA

L’evoluzione del pensiero politico di Miyazaki, segnato dagli avvenimenti internazionali degli anni Ottanta e Novanta: da Nausicaä della Valle del vento a Princess Mononoke, da un “idealismo utopico” a un “umanesimo gentilmente maturo”.

 

1.08 – DALL’UTOPIA ALL’UMANESIMO

Lo stretto legame tematico tra Nausicaä della Valle del vento e Princess Mononoke è evidente anche a un occhio disattento e non è sicuramente azzardato interpretare la seconda pellicola come uno sviluppo coerente e maturo della visione politica di Miyazaki. Nel concludere il suo viaggio all’interno dell’universo miyazakiano, Helen McCarthy individua con puntualità i termini di questo cambiamento: «dall’idealismo utopico di Nausicaä della Valle del vento, la visione di Miyazaki si è sviluppata fino a racchiudere l’umanesimo gentilmente maturo di Princess Mononoke» [1].
Il passaggio tra l’idealismo utopico e l’umanesimo gentilmente maturo è il risultato di un lento e doloroso percorso interiore vissuto dal regista nipponico, un percorso che ha la sua svolta negli avvenimenti politici mondiali a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta: il crollo del Muro di Berlino e il dramma della guerra in ex-Jugoslavia incrinano le certezze di Miyazaki, mettendo in crisi le sue idee giovanili.

«Nella prima parte del manga Nausicaä e ancor più nel film, le linee sono tracciate chiaramente tra Nausicaä e la sua visione di vivere con la Natura contro gli sforzi degli imperi per conquistare e vincere la Natura. Parte di questa visione utopica viene dagli stessi ideali politici di Miyazaki. Era stato un socialista da giovane ed ancora credeva nella possibilità che un giorno, se la gente fosse educata ed illuminata in modo giusto, la società avrebbe potuto raggiungere uno stato ideale di questo tipo. Ma col passare degli anni 80 e dei primi anni 90, lui e la sua visione cambiarono. Ha detto che il vedere la disintegrazione della ex Jugoslavia in un pugno di stati battaglieri lo aveva scoraggiato enormemente […] Col diventare più nere le visioni di Miyazaki, il manga di Nausicaä si fece più oscuro […] Alla fine giunse a credere che non può mai esserci una completa riconciliazione tra gli umani e la Natura, ci sarà sempre lotta e conflitto». [2]

Il manga Nausicaä della Valle del Vento impegna Miyazaki per dodici anni e la prima parte della vicenda è trasposta nell’omonima pellicola, così come Princess Mononoke rappresenta l’elaborazione dei temi trattati nella parte conclusiva: Princess Mononoke è il seguito spirituale di Nausicaä della Valle del vento ed è, dal punto di vista politico e ideologico, una sorta di conciliazione tra speranza e realtà, tra sogno e concretezza.
Si è già affermato che Princess Mononoke è una tragedia sui generis, mancando un vero cattivo, e avendo un finale ambiguo, né lieto né negativo: una tragedia in cui ognuna delle fazioni in lotta persegue il proprio interesse secondo la propria visione del mondo. In Princess Mononoke non sono scomparsi l’importanza dell’equilibrio tra uomo e Natura, la necessità di continuare a sperare in un futuro migliore o l’invito alla riscoperta della genuinità dei sentimenti, temi fondamentali della poetica di Miyazaki, ma sono emersi i lati più riflessivi e dolorosi dell’evoluzione di questo pensiero: la consapevolezza che le sofferenze, la malvagità e gli squilibri sono anch’essi un elemento necessario della vita. La vita, nella sua lenta evoluzione, non ha né vinti né vincitori, ma solamente nuovi equilibri e lo scontro tra uomo e natura perde il suo status di conflitto, avendo perso la possibilità di poter decretare la supremazia.
Nella vignetta conclusiva del manga Nausicaä della Valle del Vento, oltre al poscritto che echeggia la coda di “non ritorno” del Signore degli Anelli, appaiono, sovrastando i personaggi in un campo lunghissimo, le ultime parole di Nausicaä: «…dobbiamo sopravvivere…».

 

1.09 – NON SI PUÒ VINCERE CONTRO GLI STUPIDI

L’animazione giapponese, soprattutto quella seriale, non ha sempre goduto di doppiaggi fedeli e all’altezza della versione originale: molti sono i casi di prodotti orribilmente storpiati da un adattamento insulso, oltre che da tagli o immotivati e imperdonabili rimontaggi. Due serie già di scarso valore come L’ape Magà (Konchu monogatari minashigo Hutch, 1970-71) e Sailormoon (Bishojo senshi Sailormoon, 1992), hanno raschiato l’abisso dell’indecenza grazie all’intervento “artistico” delle reti Mediaset. Il finale della serie culto Rocky Joe (Ashita no Joe, 1970 e 1980-81) è stato completamente rovesciato: nella versione originale il giovane pugile Rocky Joe muore alla fine dell’ultimo round dell’incontro per il titolo mondiale, nella versione italiana vince e vive per il resto dei suoi giorni felice e contento…

Il destino delle opere di Miyazaki è decisamente più positivo, assolutamente ottimo se confrontato con il trattamento ricevuto nei paesi anglosassoni, ma non mancano le note dolenti. Tralasciando alcune scelte sui doppiatori o alcuni cambiamenti di nomi di personaggi o luoghi, non può passare inosservata la cattiva traduzione di un dialogo che modifica radicalmente il senso originale.
La battuta finale di Princess Mononoke, pronunciata da Jiko-Bou, monaco buddista e agente dell’imperatore, tradotta fedelmente dalla versione originale è «non si può vincere contro gli stupidi» [3, nella versione italiana diventa «non si può vincere contro la Natura». Il cambiamento è evidente ed è facilmente intuibile: il termine “stupidi” non si presta a una rapida comprensione, mentre il concetto “non si può vincere contro la natura” è semplice e immediato. Ma non è ciò che aveva pensato Miyazaki. Inoltre, questa frase chiude il film, assumendo un’importanza ancor più rilevante.

“Stupidi”, per il cinico Jiko-Bou, sono Ashitaka, San e gli abitanti della città del ferro, poiché si oppongono al suo volere e a quello dell’imperatore; “stupidi” nella loro ostinata ricerca di mediare tra il progresso dell’uomo e la sopravvivenza della foresta sacra. Jiko-Bou rappresenta invece il potere dominante, quel potere che vuole orientare, anche con la forza, il mondo verso il progresso economico e tecnologico, senza badare troppo agli equilibri naturali. Jiko-Bou ammette la sua sconfitta contro un gruppo che si è unito, nonostante le differenze, contro un nemico che sembrava insuperabile. Miyazaki sembra dirci che, nella caotica società di oggi, l’unione di coloro che hanno una visione alternativa al pensiero dominante può funzionare. Nel corso degli anni Miyazaki ha rivisto le sue convinzioni politiche, ma non ha mai perso lo stimolo di trasmettere messaggi di speranza.

«È insieme un messaggio di speranza e di rivoluzione, ma una rivoluzione un po’ folle; non certo una rivoluzione cupa e violenta come quelle che hanno segnato il Novecento, ma piuttosto una allegra presa di coscienza di come la società moderna tenda a prendersi troppo sul serio, e ad imporre la triste e presuntuosa lotta contro le forze della natura, contro lo stesso inevitabile scorrere degli eventi, come modo di vita alienante, da sbeffeggiare, con una nascosta serietà, a forza di stupidaggini». [4]

 

…continua
1.10 – ADDIO A NAUSICAÄ
1.11 – CITAZIONI E RIFERIMENTI STORICO-POLITICI NELLE OPERE DI MIYAZAKI

 

Note
1. «From the utopian idealism of Nausicaä of the Valley of the Wind, Miyazaki’s vision has developed to encompass the mature kindly humanism of Princess Mononoke».
Helen McCarthy, Hayao Miyazaki. Master of Japanese Animation, Berkeley, California, Stone Bridge Press, 1999, p. 203.
2. Marc Hairston, Manga, Anime and Miyazaki, intercom. publinet. it/manga/Nausicaä.
3. Utilizzate le traduzioni di Vittorio Bertola, su bertola.eu.org/mononoke/, e di Claudia Baglini, nella versione italiana dell’anime comics La Principessa Mononoke edito dalla Planet Manga in quattro volumi.
4. V. Bertola, Mononoke Hime: l’epica della vita, in Id., Guida alla visione di “Mononoke Hime” in Italia, bertola.eu.org/mononoke/.
Info
La scheda di Hayao Miyazaki su animenewsnetwork.com.
Il sito ufficiale dello Studio Ghibli.
Il sito Nausicaa.net dedicato allo Studio Ghibli.
Il sito del Museo Ghibli.
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