Il rapporto tra uomo e natura nell’opera di Miyazaki [8]

Il rapporto tra uomo e natura nell’opera di Miyazaki [8]

…paragrafi precedenti
1.10 – ADDIO NAUSICAÄ
1.11 – CITAZIONI E RIFERIMENTI STORICO-POLITICI NELLE OPERE DI MIYAZAKI

L’onda gigante che si abbatte su Hyarbor in Conan, il ragazzo del futuro; la marea infuriata dei mostri-tarlo di Nausicaä della Valle del vento; il corpo in disfacimento del Didarabotchi di Mononoke Hime…

 

1.12 – L’ONDA GIGANTE

Era a più di metà della salita quando sentì qualcuno urlare, e si girò verso uno strano rumore dietro di lui. Vide il fenomeno dell’acqua risucchiata fuori dal porto da una cosa invisibile che si stava avvicinando al di là del promontorio. Mentre guardava, si rese conto della figura in giacca di pelle di pecora che cercava debolmente di risalire il sentiero.
Conan deglutì e buttò via il bastone. Di colpo si precipitò giù per la discesa, prese Orlo con entrambe le braccia, e iniziò a risalire velocemente quanto riusciva a muovere il suo corpo, per nulla esausto.
Raggiunse la metà del sentiero e intravide il Commissario, che stava abbarbicato a un albero e guardava con una sorta di incredulità assente giù, verso la barca che adesso giaceva su un lato nel porto quasi vuoto. Urlò all’uomo di stare attento e proseguì con grande sforzo, ma era salito solo di pochi metri quando il mondo improvvisamente esplose dietro di lui.
Conan non vide l’enorme massa d’acqua infrangersi attraverso il promontorio e istantaneamente sommergere il porto con una marea violenta. Ma sentì il violento rimbombo che produsse, e la terra remare sotto di sé…Poi il mondo fu distrutto in spruzzi enormi, e una marea turbinante raggiunse velocemente la salita, travolgendolo e trascinandogli i piedi dal di sotto.
Cercò in qualche modo di restare attaccato al suo carico e si attaccò a un albero con un braccio. Finì tutto in pochi secondi, l’acqua si ritirò dal pendio tanto velocemente come era arrivata. Si mise in ginocchio e cercò di alzare Orlo e tirarsi su. Questa volta gli mancò la forza.
Ma da tutt’intorno, sollecitamente, arrivarono mani pronte ad aiutarlo. [1]

Questo devastante maremoto conclude il romanzo The Incredible Tide di Alexander Key e nella serie Conan, il ragazzo del futuro, in cui la trama diviene più lunga e complessa, è l’assoluto protagonista catastrofico di tutto l’anime ed è al centro del diciannovesimo episodio, L’onda gigante, segnando una svolta negli avvenimenti e nella psicologia di molti personaggi.

Nei due lungometraggi maggiormente legati a Conan, Nausicaä della Valle del vento e Princess Mononoke, Miyazaki rielabora la forma dello tsunami [2] , conferendogli ancor più chiaramente il significato di evento catastrofico naturale causato dalle azioni negative dell’uomo.
L’onda gigante che si abbatte sull’isola di Hyarbor è l’ultima delle reazioni scatenate dal conflitto mondiale che venti anni prima aveva quasi cancellato la Terra e tutti i suoi abitanti. Una guerra senza limiti che aveva trasformato il mondo in una sfera di fuoco e aveva causato la rottura della crosta terrestre, inclinando irreversibilmente il suo asse. Questo innaturale mutamento geomorfologico generò la Grande Onda che sommerse i cinque continenti, risparmiando poche isole.
L’onda “affrontata” da Conan chiude il periodo di assestamento terrestre ed è il segnale, già anticipato dal saggio dottor Rao, dell’imminente fine di Indastria, ultimo baluardo di una civiltà guerrafondaia.
Nel diciannovesimo episodio viene rievocato il disastro della Grande Onda attraverso un flashback sull’infanzia di Monsley, che rivive il momento in cui, ancora bambina e indifesa, perse i suoi genitori e il suo adorato cane. Il riaffiorare di questo triste ricordo e l’arrivo del nuovo maremoto incrinano definitivamente le convinzioni e le certezze di Monsley, fino ad allora fiera ed efficiente donna-soldato di Indastria. Anche agli altri soldati non rimane che deporre le armi e unirsi agli abitanti di Hyarbor, pronti a organizzarsi per andare a salvare gli ignari abitanti della città.

Nella versione cinematografica delle avventure della principessa della Valle del Vento, il maremoto si materializza sotto forma di una moltitudine di mostrli-tarlo infuriati, che avanzano travolgendo qualsiasi ostacolo: l’immagine in campo lunghissimo della carica degli insetti giganti ha lo stesso effetto visivo dell’onda di Conan, il ragazzo del futuro.
L’avanzata dei mostri-tarlo, provocata ad arte dai soldati di Pejite per distruggere l’esercito di Tolmekia, stanziato nella Valle del Vento, non viene frenata dall’inutile utilizzo del Soldato Invincibile, un gigantesco guerriero dotato di armi potentissime, ma dal generoso sacrificio di Nausicaä. Gli eroi e le eroine di Miyazaki affrontano senza paura la vita e la morte e hanno un rapporto ancestrale con la natura: Conan, Nausicaä e Ashitaka sono l’ideale anello di congiunzione tra l’uomo del passato e una nuova generazione pronta a integrarsi in un sistema ecologico stabile.
Come le acque si erano lentamente ritirate da Hyarbor, così i mostri-tarlo tornano pacificamente verso la foresta tossica, lasciando dietro di loro la speranza che non è mai mancata in nessuna opera di Miyazaki, nemmeno nella manga Nausicaä della Valle del Vento o in Princess Mononoke, i suoi lavori più cupi. L’onda gigante, qualsiasi sia la sua forma, è il segno di un cambiamento che, seppur traumatico, ritorna sempre alla vita.
Nel manga Nausicaä, più dettagliato della versione cinematografica, viene rievocato il Daikaisho, la Grande Ondata di Marea, che in tre momenti successivi inghiottì gran parte delle terre, espandendo la Foresta Tossica.

«Nelle cronache viene chiamata col nome di “Grande Ondata di Marea” una sorta di maremoto […] tutti gli sforzi fatti per arrestare l’avanzata di queste creature caddero nel vuoto. Le città furono inghiottite una ad una dall’enorme ondata degli ohmu […] utilizzando i cadaveri rannicchiati degli ohmu come una specie di vivaio, le spore sparsero batteri per tutta la zona […] e infine germogliarono tutte insieme. La cupa foresta, espandendosi di cadavere in cadavere, poco a poco trasformò il deserto nel vasto Mare della Putrefazione». [3]

Il finale di Princess Mononoke si distingue dai precedenti per la sua ambiguità e per la forte vena di tristezza e dolore che pervade il senso di speranza. Eboshi, padrona della Città del Ferro, e Jiko-bou, emissario dell’imperatore, rubando la testa allo Shishigami, il dio-cervo della Foresta Sacra, uccidono la foresta stessa, travolta dall’onda creata dal corpo in disfacimento del Didarabotchi, la colossale forma notturna del dio-cervo.

Questa onda organica e spirituale travolge tutto ciò che si trova sul suo cammino, estinguendo la fiamma vitale di ogni forma vegetale, animale e sovrannaturale. La Città del Ferro viene completamente distrutta e molti dei suoi abitanti muoiono: solo la restituzione della testa, da parte di San e Ashitaka, ferma il dio oramai morente che, allo spuntare del sole, crolla nella vallata. L’ultimo soffio di vita abbandona il corpo dello Didarabotchi e irradia tutto ciò che lo circonda di nuova energia: il ciclo infinito della natura si è nuovamente rinnovato, come l’alternarsi delle stagioni, come la vita e la morte.

«Mononoke Hime ci colpisce per il suo messaggio complesso, contemporaneamente angosciante e rassicurante: non è vero che il bene vince sempre, ma non è neanche vero che vinca il male; a vincere è sempre la vita, che è costituita dalla fusione inscindibile di eventi positivi e negativi». [4]

Con Ponyo sulla scogliera, opera che esclude qualsiasi forma di conflitto e ostacolo, sposando perfettamente il punto di vista del piccolo Sosuke, le onde gigantesche, che apparentemente si presentano come minacciose, non sono più l’espressione di un mondo ferito ma, al contrario, rappresentano l’irresistibile vitalità della protagonista, e la spettacolarità del maremoto non ha nessuna connotazione drammatica. La forza devastante della natura, in questa tenera favola, non si ricollega tanto agli tsunami di Conan, il ragazzo del futuro e Nausicaä della Valle del vento e all’ondata organica di Princess Mononoke, ma alle improvvise e “inspiegabili” folate di vento di Tonari no Totoro.

 

…seconda parte
PRINCIPESSE ED EROI, GIGANTI E MAIALI

 

Note
1. Alexander Key, Conan il ragazzo del futuro – The Incredible Tide, Bologna, Kappa Edizioni, 1999, pp. 161-162. Si è citata la fine del romanzo.
2. Tsunami, «maremoto […] icona di timore referenziale (soprattutto) giapponese cui l’animazione fa spesso ricorso: vedi Baldios (Uchu Senshi Baldios, 1980-81)».
Mario A. Rumor, Conan. Il ragazzo del futuro dalla A alla Z, «Man-ga», I, 1, maggio 2001, p. 63.
3. Hayao Miyazaki, Nausicaä della Valle del Vento, «Nausicaä», I, 2, novembre 2000, pp. 85-87.
4. Vittorio Bertola, Mononoke Hime: l’epica della vita, in Id., Guida alla visione di Mononoke Hime in Italia, bertola.eu.org/mononoke/.
Info
La scheda di Hayao Miyazaki su animenewsnetwork.com.
Il sito ufficiale dello Studio Ghibli.
Il sito Nausicaa.net dedicato allo Studio Ghibli.
Il sito del Museo Ghibli.
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