Il rapporto tra uomo e natura nell’opera di Miyazaki

Il rapporto tra uomo e natura nell’opera di Miyazaki

Le avventure di Conan, diviso tra la pacifica e rurale isola di Hyarbor e la temibile e iperindustrializzata città di Indastria, si svolgono in un mondo post-olocausto in cui la natura ha lentamente ma inesorabilmente ripreso il sopravvento…

 

1.01 IL SOPRAVVISSUTO

L’edizione italiana di The Incredible Tide è stata definita, dagli stessi editori, «un atto di indicibile, romantico egoismo» [2]. Nella prefazione al romanzo di Key ci viene raccontato il tortuoso percorso di quasi quattro anni, tra svariati editori e parenti dello scrittore, tra Stati Uniti e Giappone, che ha portato alla pubblicazione di questa misconosciuta avventura antimilitaristica. Alexander Key è più noto per altri due romanzi, Escape to Witch Mountain e Return from Witch Mountain, dai quali la Disney ha tratto due lungometraggi nel 1975 e 1978: Incredibile viaggio verso l’ignoto e Ritorno dall’ignoto (senza contare il recentissimo Race to Witch Mountain, diretto da Andy Fickman).

«Gli uccelli marini, gli unici amici di Conan, lo svegliarono all’alba schiamazzando e lanciando sassolini sulla sua capanna. Il ragazzo sgusciò fuori impaziente e si precipitò verso la spiaggetta, sicuro che un banco di pesci fosse entrato in una delle sue trappole. Gli uccelli lo chiamavano sempre in quel modo quando i pesci erano stati catturati. Ma le trappole, come andò a costatare, erano vuote, e i gabbiani e le rondini di mare continuavano a volare in cerchio sopra di lui, facendo un gran frastuono.
Cosa stavano cercando di comunicargli?
Si girò e salì di corsa i gradini fino al punto più alto del suo isolotto roccioso, e si arrampicò sulla piattaforma in pietra che aveva costruito tanto tempo prima. A prima vista c’era solo il vuoto, eccetto le due isole più piccole dell’arcipelago, che si scorgevano da entrambi i lati, distanti e indefinite. I confini del suo mondo. Oltre a quelle isole, e tutt’intorno nel mare perennemente immerso nella foschia, niente era visibile, nemmeno l’orizzonte.» [1]

La rinascita editoriale del romanzo, difficile da rintracciare nei cataloghi statunitensi, è indissolubilmente legata alla ben più fortunata sorte della serie Conan, il ragazzo del futuro. I responsabili della Kappa Edizioni, estimatori di Conan e di Miyazaki, hanno voluto soddisfare il loro – e nostro – desiderio di conoscere questo libro, il cui titolo appariva, per pochi istanti, nella sigla finale della serie animata.

Miyazaki si è liberamente ispirato a The Incredible Tide, limando i toni troppo cupi e aggiungendo azione e fantasia, ma è innegabile che le due versioni abbiano in comune il forte messaggio antimilitarista ed ecologista.
Il giovane e coraggioso Conan, partito dal suo sperduto isolotto per salvare il mondo, è riuscito a sopravvivere nella dimensione animata e a risorgere oggi, quasi inaspettatamente, in quella cartacea: sarebbe impossibile parlare di Miyazaki senza ricordare che ha scelto proprio questo piccolo romanzo quando ha avuto la possibilità di diventare un grande autore. Nel futuribile mondo, devastato e sofferente, descritto da Key, Miyazaki ha trovato terreno fertile in cui far sviluppare la sua poetica e la sua carriera.

 

1.02 EFFETTO HIROSHIMA

La Germania di Hitler era crollata e l’ultima resistenza da sbaragliare era il testardo e orgoglioso Giappone, terra di samurai e kamikaze. Il paese del Sol Levante, duro e tenace, disponeva di un esercito estremamente preparato e di notevoli risorse, sia dal punto di vista bellico che militare. La resa era quasi impossibile. Il presidente americano Harry Truman, successore di Roosvelt, prese la decisione di ricorrere alla bomba atomica. Il Giappone respinse l’ultimatum e il 6 agosto 1945 fu sganciato il primo ordigno nucleare sulla città di Hiroshima. Tre giorni dopo anche Nagasaki veniva rasa al suolo in un istante. Il 14 agosto l’imperatore Hiro Hito dichiarò la resa.

L’animazione nipponica non ha mai dimenticato l’orrore e i fantasmi di quei giorni e, soprattutto la generazione dei mangaka degli anni Settanta, ha portato sulla carta e sulla pellicola il tormento del ricordo e la paura di un possibile riaccendersi del conflitto. Quante volte Tokyo è stata distrutta da spietati e verdi alieni, arrestati nella loro opera di devastazione dall’intervento dei vari Goldrake e Mazinga.

«Questi enormi apparati meccanici altro non sono che estensioni del corpo umano che li pilota, dotati di sofisticati e micidiali dispositivi: missili che partono dal petto, pugni che si sganciano, raggi laser; ma anche di armi tradizionali: boomerang, spade, aste, che si ricollegano chiaramente all’eredità culturale dei samurai nella civiltà giapponese […] dietro alle produzioni robotiche spesso è sottesa una metafora conservatrice che vede gli alieni come coloro che vogliono sconvolgere l’ordine delle cose, e la squadra di protagonisti, coadiuvati dalla tecnologia (punto d’orgoglio del Giappone postbellico), baluardo a difesa dell’integrità del popolo.» [3]

L’infinita saga fantascientifica ideata da Reji Matsumoto (Starblazers, Capitan Harlock, Galaxy Express 999, La regina dei 1000 anni) [4], in versione sia cinematografica sia televisiva, il kolossal Akira [5] di Katsuhiro Ōtomo o Evangelion [6] di Hideaki Anno, sono solo alcune delle opere legate alle tematiche postnucleari. Le atmosfere desolate e gli ecosistemi stravolti, le mutazioni umane e gli incredibili e infiniti viaggi verso nuovi mondi e nuove speranze sono la proiezione dei ricordi e dei traumi di una generazione segnata dall’olocausto atomico. Miyazaki, crescendo nell’immediato dopoguerra, ha, come i suoi coetanei, maturato un profondo spirito antimilitarista ed ecologista, ma le sue produzioni sono permeate da un ottimismo e una solarità che lo collocano in uno spazio personale. All’universo cupo di Matsumoto o al frenetico e violento mondo cyberpunk di Otomo, Miyazaki contrappone la visione di un futuro di ricostruzione e di maturazione.

Le avventure di Conan, diviso tra la pacifica e rurale isola di Hyarbor e l’iperindustrializzata e temibile città di Indastria, si svolgono in un mondo post-olocausto in cui la natura ha lentamente ma inesorabilmente ripreso il sopravvento, cancellando quasi del tutto le tracce del conflitto. Vent’anni dopo la fine della guerra l’umanità è stata notevolmente ridotta di numero ed è sparsa sulle poche terre ancora emerse. In una di queste isole, l’Isola Perduta, vivono Conan, un ragazzino dodicenne dotato di una forza sovrumana e di incredibili capacità natatorie, e suo nonno. L’improvviso arrivo della piccola Lana, sfuggita al controllo dei militari di Indastria, sconvolge la vita di Conan. La ragazza viene nuovamente rapita, poiché è l’unica a poter comunicare telepaticamente con suo nonno, il dottor Rao, ultimo scienziato in grado di far funzionare la torre solare di Indastria, e il nonno di Conan viene ucciso. Il giovane protagonista, dopo aver costruito una bizzarra zattera con mezzi di fortuna, abbandona l’Isola Perduta alla ricerca di Lana. Durante il lungo viaggio conoscerà nuovi amici e avrà la possibilità di crescere e maturare, dovendosi scontrare con la dura realtà di un mondo ancora in bilico tra un futuro di pace e ricostruzione o un cieco ritorno alla distruzione.

«Miyazaki evita la banale divisione buoni-cattivi, ma è evidente la netta contrapposizione tra Hyarbor e Indastria. Alla rigogliosa isola felice di Hyarbor si contrappongono le brulle e sterili piane di Indastria, dove il cielo sembra ancora pronto a popolarsi di bombardieri, il cui silenzio è straziato dalle sirene echeggianti lungo il pozzo che si apre nella torre di Lepka fino alle viscere della terra, dove i prolet muoiono di fame, marchiati a fuoco per aver osato ribellarsi al dittatore.» [7]

 

…continua
1.03 – INDASTRIA

 

Note
1. Alexander Key, Conan il ragazzo del futuro – The Incredible Tide, Bologna, Kappa Ed., 1999, p. 11. Si è citato l’inizio del primo capitolo: Il sopravvissuto.
2. Ivi, p. 7.
3. Silvia Lucianetti, Andrea Antonini, Manga. Immagini del Giappone contemporaneo, Roma, Castelvecchi, 2001, pp. 98-99.
4. Matsumoto è uno dei più noti mangaka giapponesi. Da molte sue opere sono state tratte serie tv o lungometraggi. Tra le serie tv: Starblazers (Uchu Senkan Yamato, 1974 -75), Capitan Harlock (Uchu kaizoku Captain Harlock, 1978 – 79), Galaxy Express 999 (Ginga Tetsudo 999, 1978 – 81), La regina dei 1000 anni (Shin Taketori Monogatari – Sennen Joo, 1981-82).
5. Akira (1988) è diretto da Ōtomo e tratto dal suo stesso manga. Cult-movie cyberpunk e film più costoso della cinematografia giapponese.
6.  Evangelion (Shinseiki Evangerion, 1995) nasce come serie televisiva di straordinario successo. In seguito è realizzata la versione manga da Yoshiyuki Sadamoto.
7. Alberto Corradi, Hayao Miyazaki. Viaggio nel mondo dei bambini, Venezia, Akromedia, 1996, p. 6.
Info
La scheda di Hayao Miyazaki su animenewsnetwork.com.
Il sito ufficiale dello Studio Ghibli.
Il sito Nausicaa.net dedicato allo Studio Ghibli.
Il sito del Museo Ghibli.
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