Un regista tra le nuvole: il volo, gli aerei e le acrobazie [2]

Un regista tra le nuvole: il volo, gli aerei e le acrobazie [2]

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3.01 – UN REGISTA TRA LE NUVOLE
3.02 – INIZIARE DALL’ALTO

Nausicaä si allontana dal mehve e si appresta a penetrare nella foresta: rispetto alle gigantesche piante, la valorosa principessa sembra così piccola da essere solo un dettaglio ininfluente…

 

3.03 – LA LIBERTÀ È LEGGERA LEGGERA

Tra le sequenze iniziali dedicate al volo, la più suggestiva ed emozionante è quella di Nausicaä della Valle del vento, in cui la protagonista sorvola la Foresta Tossica con il mehve [1], una sorta di aliante a motore.
Come nelle migliori tradizioni del genere fantasy, la versione cinematografica di Nausicaä della Valle del Vento è un viaggio anche interiore, una ricerca di conoscenza. La principessa, a bordo del mehve, vive come in una dimensione privilegiata e irraggiungibile, e la sequenza d’apertura, che si conclude con l’atterraggio ai bordi della Foresta Tossica, sembra indicare il passaggio da questa dimensione a una più cruda e inevitabile realtà. Questa sequenza racchiude in sé il talento visivo e la sensibilità non comune di Miyazaki. In meno di un minuto, con un montaggio fluido, coadiuvato dalla colonna sonora di Joe Hisaishi [2], alternando piani fissi a movimenti di macchina e con un’attenzione particolare per i colori e per il paesaggio, il regista di Akebono riesce a trasmettere tutta la pace interiore e lo spessore umano della sua eroina.

«Il volo come desiderio di libertà, il cielo come punto di osservazione privilegiato, al di sopra dei pregiudizi e dei conflitti, delle meschinità umane e delle loro nefaste conseguenze. La giovane Nausicaä ama librarsi tra le nuvole sul suo mehve, inconsapevolmente alla ricerca di una purezza e di una tranquillità interiori che le è difficile incontrare al suolo». [3]

La scena del volo di Nausicaä, che dopo il prologo e i titoli di testa apre il lungometraggio, dura cinquantacinque secondi ed è priva di dialogo e di qualsiasi rumore in campo o fuori campo. Solamente la colonna sonora di Hisaishi accompagna e sostiene le traiettorie morbide del mehve.

La sequenza si apre con una dissolvenza incrociata: dall’ultima immagine dei titoli di testa, la rappresentazione di Nausicaä come un angelo (fig. 1), che anticipa il suo status messianico, si sfuma gradualmente (fig. 1-2) a un’inquadratura del cielo e delle nuvole (fig. 2).

La dissolvenza incrociata è resa ancor più fluida dalla preminenza del colore azzurro nelle due immagini, particolare che contribuisce alla naturalezza del passaggio tra le sequenze e che sottolinea il forte nesso di senso tra l’icona dell’angelo e di Nausicaä sul mehve. La mdp è fissa e l’impressione del movimento è resa dallo spostamento delle nuvole.

L’inquadratura successiva (fig. 3) introduce uno degli elementi fondamentali del lungometraggio, la Foresta Tossica, alla quale non è conferita nessuna valenza negativa ma, al contrario, contribuisce a rendere il paesaggio più affascinante. Anche in questo caso la dinamicità è determinata dalle nuvole, mentre la mdp zooma in avanti impercettibilmente.

Con lo stacco successivo entra in scena il mehve, in un’inquadratura in campo lunghissimo. Delle nuvole rimangono solo due enormi ombre che si spostano verso i lati opposti dell’immagine. La mdp è fissa e il mehve taglia orizzontalmente, da destra verso sinistra, la porzione di spazio inquadrata (fig. 4). I titoli di testa, cominciati precedentemente, continuano nei quattro piani centrali di questa sequenza (fig. 4, 5, 6 e 7) e si concludono con l’ultima inquadratura (fig. 12), ben integrati nelle varie immagini.

Prima che il mehve esca di campo, si passa a un’inquadratura più ravvicinata: l’aliante è ripreso sempre dall’alto ed è possibile distinguere la figura di Nausicaä (fig. 5). La mdp è in movimento, con una traiettoria che tende per alcuni istanti a coincidere con il volo del mehve. Lo stacco, come il precedente, anticipa l’uscita di campo del mezzo di Nausicaä.

Nella nuova inquadratura (fig. 6), un primo piano del mehve, sono mostrati contemporaneamente il cielo e la foresta. La mdp segue l’aliante in modo da mantenerlo sempre alla stessa distanza e angolazione, senza perdere l’impressione di movimento. Lo spostamento alto-basso-alto dell’aliante rende l’idea del suo abbandonarsi dolcemente alle correnti d’alta quota.
I resti di uno dei Soldati Invincibili, visti in azione nella sigla d’apertura, ribadiscono la collocazione post-nucleare della vicenda e il concetto di avanzamento incontrollabile della Foresta Tossica a discapito della civiltà umana sopravvissuta (fig. 7a). Il mehve entra in campo da sinistra, attraversando orizzontalmente l’inquadratura con una traiettoria che segue il profilo della testa del Soldato e rimanendo un piccolo dettaglio rispetto a una delle devastanti armi che sconvolsero il pianeta (fig. 7b). Il cranio del Soldato Invincibile è l’unica traccia umana in un paesaggio altrimenti idilliaco.

Lo stacco successivo ci porta a quote molto basse e la porzione di cielo inquadrata non è che un breve scorcio (fig. 8a), a indicare che stiamo per entrare in un “altro mondo”. La mdp è, per pochi istanti, immobile in attesa del mehve (fig. 8b). Quando l’aliante entra in campo, la mdp inizia a muoversi, seguendo la fase dell’atterraggio: ora il paesaggio è costituito esclusivamente dalla foresta, di cui si iniziano a intuire le notevoli dimensioni delle piante (fig. 8c).

La fase conclusiva dell’atterraggio inizia con uno stacco sull’ombra proiettata sulla sabbia dal mehve (fig. 9a), che entra poi in campo (fig. 9b) e che finalmente termina il suo volo (fig. 9c).

La continuità col piano precedente, nonostante lo stacco, è garantita dal mantenimento della stessa velocità e traiettoria. La mdp segue lateralmente il movimento del mehve, fermandosi solo ad atterraggio ultimato. Questo piano (fig. 9a-9b-9c), come il precedente (fig. 8a-8b-8c), al quale è legato, rafforza l’impressione di estrema fluidità dell’intera sequenza, giocata abilmente su piani in movimento e piani fissi.

Le successive due inquadrature sono più brevi e ravvicinate. La prima (fig. 10) è un particolare di Nausicaä che prende un fucile, per infilarlo su una spalla nel seguente piano americano (fig. 11a). In questa inquadratura, oltre a Nausicaä, si vede come sfondo solo il cielo: la principessa esce di campo e per meno di un secondo davanti ai nostri occhi si presenta l’azzurro, limpido e immobile (fig. 11b).

L’immagine del cielo è prontamente rovesciata dall’inquadratura successiva, che chiude la sequenza. Con un campo totale, Miyazaki ci pone, assieme alla sua eroina, di fronte alla maestosità della Foresta Tossica (fig. 12). Nausicaä si allontana dal mehve e si appresta a penetrare nella foresta: rispetto alle gigantesche piante, la valorosa principessa sembra così piccola da essere solo un dettaglio ininfluente. L’eroina di Miyazaki, che si muove nell’aria come un uccello, deve ora confrontarsi con una realtà diversa, meno protettiva e non del tutto rassicurante. Rimane una certezza: fuori campo, verso l’alto, il cielo continua a essere azzurro e tranquillo. Una dissolvenza in nero chiude definitivamente il volo di Nausicaä.

 

3.04 – UN HANGAR SENZA FINE

La fantasia di Miyazaki, unita alla passione per il volo, ha prodotto un notevole numero di aerei e mezzi volanti dalle forme più strane. Nell’episodio Antiche monete d’oro (Ogon no daishobu!), ventitreesimo e ultimo della serie Lupin III, il ladro gentiluomo mostra ai suoi complici uno dei suoi tanti rifugi, situato sotto una discarica sulla baia di Tokio. Con orgoglio li invita a visitare una sorta di museo degli aeroplani utilizzati dai suoi antenati. Gli apparecchi, vecchissimi, cadono oramai a pezzi. Quegli stessi aerei tornano lucenti e rombanti in Porco Rosso, per il quale Miyazaki crea un hangar senza fine, tra fantasia e attenta ricostruzione storica: il Savoia S-21 di Porco Rosso, il Curtis R3C-O di Donald Curtis, il Dabohaze della banda Mamma Aiuto, i Macchi M-39 e M-5, il Savoia Marchetti S55, il modello CR20 della FIAT…

Porco Rosso, «autoreferenziale, come è dato da vedere dai richiami simbolici quali l’immortale passione per il volo, la somiglianza tra il protagonista e il suo autore e, non ultima, la dicitura “Ghibli” sul bordo del nuovo motore del Savoia» [4], si ricollega all’infanzia e alla storia familiare di Miyazaki nella parte ambientata a Milano, nell’azienda dei Piccolo: anche lo zio del regista, durante la Seconda Guerra Mondiale, produceva parti meccaniche di aerei.
Conan, il ragazzo del futuro, il primo lavoro che ha permesso al regista di Akebono di realizzare con notevoli mezzi e libertà le proprie idee, deve il suo ritmo incalzante a molte scene aeree e ai relativi mezzi volanti. Oltre al bombardiere Gigante, distruttiva minaccia del passato riemersa dalle viscere di Indastria e assoluto protagonista degli ultimi episodi, altri oggetti volanti, in linea con l’ambientazione fantascientifica della serie, hanno un ruolo rilevante. Il Falco, utilizzato da Monsley, si vede già dal primo episodio e rappresenta, per Conan e i suoi amici, una minaccia costante. Importanti per lo sviluppo della storia sono la Flying Machine e la Name Kuji Machine, mezzi avanzatissimi abilmente sottratti dal dottor Rao a Indastria.
In linea con lo spirito comico e sgangherato della serie italo-nipponica Il fiuto di Sherlock Holmes, la fantasia del maestro giapponese si abbandona totalmente al non-sense, sfornando strampalate macchine volanti e non. L’aereo rosa a forma di pterodattilo che sorvola il centro di Londra nell’episodio La piccola cliente ne è un valido esempio!

Miyazaki invade il cielo con veri e propri castelli volanti, come il Gigante di Conan, il ragazzo del futuro, il Goliath di Laputa, il castello nel cielo, gli aerei dell’esercito di Tolmekia di Nausicaä della Valle del vento e degli eserciti de Il castello errante di Howl o la mongolfiera di Kiki’s Delivery Service, che spesso rappresentano un ostacolo o un pericolo per i protagonisti. Allo stesso tempo fornisce ai suoi eroi dei mezzi più discreti e, alla fine, più efficaci. Mentre i mastodontici aerei finiscono per inabissarsi nell’oceano o per esplodere in mille pezzi, il delicato mehve di Nausicaä continua a seguire la forza del vento. E lo spettatore non può immaginare che la scopa magica di Kiki o la trottola volante di Totoro possano smettere di volare.
Laputa, che ha influenzato autori del Sol Levante come Hideaki Anno, che ha riproposto le stesse atmosfere della sequenza d’apertura in Le ali di Honneamise e Il mistero della pietra azzurra, è stata fonte d’ispirazione anche per un colosso dell’animazione americana. John Lasseter, tycoon della Pixar, ha reso omaggio alla sequenza del salvataggio di Sheeta coi flaptors, sorta di aerei-insetto ideati da Miyazaki.

«Se la scena del salvataggio […] vi è apparsa vagamente familiare, allora probabilmente avete visto A Bug’s life. La scena in A Bug’s life dove Flik salva la principessa Dott attaccandosi al dorso di un insetto volante è stata fatta come omaggio a Miyazaki e a questa scena». [5]

Il fascino delle opere di Miyazaki risiede nella loro completezza e nel loro equilibrio: le tematiche più profonde e drammatiche e i momenti più poetici si fondono brillantemente con le sequenze più spettacolari, spesso aeree, dando vita a uno spettacolo avvincente e stimolante.

 

…continua
3.05 – IL GUSTO PER LE ACROBAZIE
3.06 – QUEL BOLIDE DELLA FIAT 500!
3.07 – OMAGGIO A CARTOONIA

 

Note
1. La parola viene dal tedesco moewe, gabbiano, una radice europea che riflette l’ambientazione.
2. Hisaishi, classe 1950, autore inizialmente di minimalist music, compone tutte le colonne sonore dei film di Miyazaki a partire da Nausicaä. È noto soprattutto per la sua lunga collaborazione con Takeshi Kitano, per il quale realizza il soundtrack di film come Sonatine, Hana-Bi, L’estate di Kikujiro.
3. Davide Castellazzi, Sulle ali della fantasia, «Nausicaä», I, 1, settembre 2000, p. 4.
4. Mario A. Rumor (a cura di), Miyazaki Hayao. Cinema tra le nuvole, «Yamato», IV, 12, dicembre 1996, p. 16.
5. Marc Hairston, Lo Studio Ghibli, in Id., Manga, Anime and Miyazaki, www. intercom. publinet. it/manga/Nausicaä.
Info
La scheda di Hayao Miyazaki su animenewsnetwork.com.
Il sito ufficiale dello Studio Ghibli.
Il sito Nausicaa.net dedicato allo Studio Ghibli.
Il sito del Museo Ghibli.
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