Galaxy Express 999 – Memorial Box 1

Galaxy Express 999 – Memorial Box 1

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Prodotto pressoché irrinunciabile per i cultori dell’animazione giapponese, Galaxy Express 999 – Memorial Box 1 offre agli accorti collezionisti i primi trenta episodi del lungo viaggio di Masai e Maisha.

Lontano futuro. L’umanità ha dilagato nello spazio, incontrando specie aliene su mondi strani e meravigliosi. Ma sulla madre Terra la situazione è crudele e senza speranza: gli umani di sangue e carne sono oppressi dall’elite che può permettersi un corpo meccanico. Masai, accompagnato dalla bella e misteriosa Maisha, sale a bordo del Galaxy Express, il treno che attraversa la galassia per raggiungere il pianeta dove anche un ragazzo povero può ottenere un corpo perfetto e immortale… [sinossi]

Il biennio 1978-1979, anche a un occhio disattento, appare come il periodo più ispirato dei già fulgidi anni Settanta dell’animazione giapponese: titoli come Gundam, Conan il ragazzo del futuro, Anna dai capelli rossi e Lady Oscar mantengono intatto, nonostante l’inesorabile scorrere del tempo, il loro fascino, distinguendosi ancora dal punto di vista tecnico, artistico e narrativo. Galaxy Express 999, serie prodotta nel 1978 dalla Toei Animation, rientra di diritto nel novero delle produzioni di culto, oltre a rappresentare un importante tassello della monumentale space opera realizzata dal mangaka e animatore Leji Matsumoto [1], già autore di Capitan Harlock e Corazzata Spaziale Yamato (aka Star Blazers e I guerrieri delle stelle) e, successivamente, del meno noto La regina dei mille anni. Le avventure della bionda ed eterea Maisha e del buffo ma coraggioso Masai a bordo del treno intergalattico, articolate in ben 113 episodi [2], dal cupo La ballata della partenza fino al conclusivo Il buco nero – seconda parte [3], si presentano come una sorta di trait d’union dei vari manga e anime fantascientifici di Matsumoto, e non solamente per i graditissimi cammei dei vari Capitan Harlock, Emeralda e via discorrendo.

Galaxy Express 999, grazie anche all’elevato numero di episodi e all’ampia fetta di universo narrativo matsumotiano messo in scena, affronta infatti un ampio ventaglio di tematiche, chiarendo fin da subito l’incisiva poetica dell’artista nipponico, tra gli interpreti più interessanti della generazione cresciuta a ridosso dell’olocausto nucleare di Hiroshima e Nagasaki. A parte il consueto character design, che esalta soprattutto le figure femminili, assai slanciate e ornate da capelli fluenti, e alcune suggestioni steampunk, emerge dai drammatici episodi di Galaxy Express 999 lo sguardo impietoso di Matsumoto nei confronti della disumanizzazione della società nipponica e internazionale. Tra le pieghe della science fiction del polivalente artista nipponico si scorge un’attenzione non comune nei confronti della realtà quotidiana, delle questioni politiche e morali: didascalico, ma senza fastidiosi eccessi, Matsumoto osserva e racconta, proiettandola in un futuro prossimo, la lotta dell’uomo per la sopravvivenza.

Galaxy Express 999 – Memorial Box 1, prodotto pressoché irrinunciabile per i cultori dell’animazione giapponese, offre agli accorti collezionisti i primi trenta episodi del lungo viaggio di Masai e Maisha: dal tragico incipit, il suddetto La ballata della partenza, in cui lo spettatore è catapultato in un’atmosfera di morte e di disperazione, passando per la cruda messa in scena delle programmatiche diseguaglianze sociali del sedicesimo episodio La città delle lucciole, fino a Il mondo fantasma, ennesima rappresentazione di un pessimismo che non fatichiamo a definire cosmico. Ed ecco, allora, la felicità negata anche agli uomini dal tanto agognato corpo meccanico de Il vento rosso di Marte (secondo episodio); la malefica seduzione dell’apparire de La tomba della gravità (settimo e ottavo episodio); i luoghi desertici e le megalopoli ultramoderne de Il nodo ferroviario di Tradar (nono e decimo episodio); l’ipocrisia e l’inganno de Il luogo del pentimento (episodio diciannove); il pianeta delle foglie morte e il generoso uomo col corpo di legno di radica de Il sacrificio di Yutaka (episodio ventuno); la follia generata dal potere de La crudele Egotelina (episodio ventiquattro); il pianeta in cui si producono continuamente armi del venticinquesimo episodio L’angelo d’acciaio e via discorrendo [4].

Il cofanetto Galaxy Express 999 – Memorial Box 1 contiene cinque dischi, il booklet con i disegni preparatori, extra gradito soprattutto a chi segue con attenzione il non facile lavoro sul character design, le sigle iniziali e finali sia italiane che giapponesi e il trailer del fornitissimo Yamato Shop. Audio italiano e giapponese, in DD 1.0, formato video originale e settecentocinquanta minuti di ritorno al passato, tra i pianeti e le stelle del sognatore Leji Matsumoto.
Quanto erano belli gli anni Settanta…

Note
1.
Tra i lavori di Akira Matsumoto, in arte Leji (o Reji, che significherebbe guerriero zero o samurai di mezzanotte: ma la L rimanda al termine inglese lion…), segnaliamo, tra manga e anime, Danguard, Starzinger, Cosmo Warrior Zero e Interstella 5555: The 5tory of the 5ecret 5tar 5ystem.
2. E i primi trenta episodi della serie, da La ballata della partenza fino a Il mondo fantasma, sono appunto contenuti nel cofanetto Galaxy Express 999 – Memorial Box 1, frutto della preziosa collaborazione tra Dolmen Home Video e Yamato Video.
3. Il primo episodio di Galaxy Express 999 andò in onda, nel Sol Levate, il 14 settembre 1978. La chilometrica serie si concluse il 26 marzo 1981.
4. Interessante un confronto con Cannon Fodder, terzo segmento di Memories (1995) di Katsuhiro Ōtomo.
Info
La scheda di Galaxy Express 999 su animenewsnetwork.com.
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