Eraserhead

Eraserhead

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L’esordio al lungometraggio di David Lynch, Eraserhead, oggetto di culto per milioni di cinefili, torna in dvd grazie alla RaroVideo.

A Dream of Dark and Troubling Things
Slogan del film.
Eraserhead is the most spiritual of all my films.
No one understands what I mean by this, but that’s the way it is.

David Lynch, Acque profonde. Meditazione e creatività

La testa di un uomo, ripresa orizzontalmente, è in sovrimpressione su una galassia comprendente un pianeta circondato da stelle; l’uomo fluttua nello spazio. Movimento di macchina sulle rocce del pianeta, che termina nel nero. Il tetto sfondato di una casa; all’interno un uomo con un’escrescenza tumorale sul viso guarda fuori da una finestra rotta. L’uomo della prima inquadratura spalanca la bocca. Di nuovo l’uomo di fronte alla finestra. Dalla bocca dell’uomo nello spazio esce un ectoplasma verminoso. L’uomo nella casa distoglie l’attenzione dalla finestra e tira una delle molteplici leve che ha di fronte a sé. Un urlo, nella cui direzione l’uomo nello spazio sposta lo sguardo; lo strano verme fluttua via. L’uomo nella casa tira una seconda leva, e poi una terza. Il verme cade dall’alto in una pozzanghera, dove sprofonda. La macchina da presa ritrova dunque la via della luce, fuoriuscendo da un buco. Lo schermo bianco vede apparire il volto allucinato dell’uomo della prima inquadratura, ora in uno squallido ambiente urbano.

Questo l’incipit di Eraserhead, folgorante lungometraggio d’esordio di David Lynch, nella quale il regista di Missoula (Montana) condensa già gran parte della propria poetica autoriale: la libertà narrativa, l’amore per le avanguardie storiche, l’attenzione al misterioso, al deviato, al diverso, e via discorrendo. Un film che a prima vista può anche apparire “irraccontabile”, ma che in realtà nasconde al suo interno la descrizione di un’umanità malata perché “normale”, in cui la piccola borghesia acquista il valore di un onirismo incubale, mostruoso e destinato alla dissoluzione. Film sul terrore della paternità e sull’atto creativo come orgiastico momento che prelude alla disperata (auto)distruzione, Eraserhead non assomiglia a nulla di ciò che l’ha anticipato. Si può facilmente immaginare cosa possa aver rappresentato questa visione altra per il pubblico dei midnight movies (1) sul finire degli anni Settanta: un nuovo grande maestro del cinema donava la chiave d’ingresso alla propria deflagrante immaginazione. Anche per questo motivo, per quanto non si tratti di una prima uscita in dvd, la riedizione curata dalla sempre meritoria RaroVideo è davvero imperdibile: con una resa visiva e sonora di altissimo livello, anche il pubblico dei più giovani può venire a contatto con un film fuori da ogni schema prestabilito, in cui la realtà e la dimensione onirica si fondono fino a perdere contorni ben definiti, come sottolinea la perturbante figura della “lady in the radiator” che canta In Heaven – coverizzata nel corso degli anni Ottanta dai bostoniani Pixies. Un oggetto d’arte contemporanea che è cinema nella sua essenza primigenia e primaria, puro e malsano allo stesso tempo.

Per rendere ancora più evidente l’importanza dell’uscita per l’home video di Eraserhead – il titolo, al di là del potere evocativo e quasi sciamanico che emana, trova una sua terracea giustificazione nel corso della pellicola, nel corso di una delle sequenze più giustamente celebrate – la RaroVideo ha pensato bene di accompagnarlo, nei contenuti speciali, dai lavori d’esordio di Lynch. Si tratta di tre cortometraggi più o meno sconosciuti alla stragrande maggioranza del pubblico, e che pure trovarono una loro collocazione televisiva sia su TelePiù che durante le insonni nottate di Fuori Orario – Cose (mai) viste. I titoli? Six Men Getting Sick, The Alphabet e The Grandmother. Se i primi due appartengono più a quella branca dello sperimentalismo che oggi chiameremmo videoarte – all’epoca, non è neanche il caso di sottolinearlo, Lynch girò le opere in pellicola –, con Six Men Getting Sick che prevedeva di partenza un loop incessante e ipnotico e The Alphabet che gioca con una delle filastrocche più conosciute dell’universo infantile immergendola in un universo cupo e paranoide e combinando live action e animazione, The Grandmother rappresenta il primo confronto di Lynch con una forma narrativa riconoscibile e compiuta. L’idea di un bambino tiranneggiato dai genitori che cerca una via di fuga dalla sua situazione facendo letteralmente spuntare una “nonna” dal terreno rappresenta alla perfezione l’idea di fiaba nera che attraversa come filo conduttore l’intera carriera del cineasta statunitense: ancora una volta Lynch lavora in contemporanea sul live action e sull’animazione, dimostrando fin dai primordi della sua arte la capacità di incidere sull’immaginario senza accontentarsi di riciclare idee a lui precedenti.

Qualora qualcuno ancora nutrisse (irragionevoli) dubbi sull’essenzialità di un dvd di questo livello, a completare l’opera arriva un agile libretto bilingue che raccoglie dichiarazioni di Lynch, brandellid di sceneggiatura, foto di scena, storyboard, locandine originali e molto altro. Il modo migliore per  entrare nel mondo di Lynch, universo spaventoso e meraviglioso allo stesso tempo in cui miracolosamente convivono la Hollywood del tempo che fu e l’espressionismo, Antonin Artaud e il mainstream, la love story e il mostruoso. Cosa aspettate a prendervi parte?

Note
1. Le proiezioni di mezzanotte, tipiche dei cinema statunitensi, hanno fatto nel corso dei decenni la fortuna di molti film di culto: tra questi vale la pena ricordare quantomeno The Rocky Horror Picture Show di Jim Sharman, Invocation of My Demon Brother di Kenneth Anger, El Topo di Alejandro Jodorowsky, Pink Flamingos di John Waters, La casa di Sam Raimi.
Info
Il trailer di Eraserhead.
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