Franca, la prima

Franca, la prima

di

Più che un documentario su Franca Valeri, il nuovo film di Sabina Guzzanti – Franca, la prima – sembra un elogio che la regista, proponendo tra l’altro un confuso assemblaggio, vuole fare a se stessa.

La mia erede

Tutto nasce da una intervista alla Valeri in cui alla domanda su chi sia la sua naturale erede risponde: ”Sabina Guzzanti”. È l’inizio di una grande amicizia che porta la Guzzanti a conoscere più a fondo il lavoro e la grandezza della prima vera autrice-attrice satirica italiana e a progettare di raccontarne vita e personalità, arte e mestiere, in un documentario. [sinossi]

La cosa che più infastidisce è il continuo bisogno di un cineasta di mettersi in vetrina, dando sfogo a un’autoreferenzialità che in molti casi finisce con il fagocitare la propria creazione, al di là dei meriti e dei demeriti riscontrabili. Questo accade frequentemente al cinema, in particolar modo quando il regista non riesce obiettivamente a dare priorità al bene della rispettiva opera, a scapito dell’irrefrenabile tentazione di mettersi in mostra. In pochi riescono veramente a creare il giusto distacco, a essere creatori e allo stesso tempo protagonisti delle vicende raccontate. Solo quando sono l’armonia e l’equilibrio a dettare le regole del gioco accade che il protagonismo non prende il sopravvento.
Documentaristi come Moore o Spurlock in questo sono autentici maestri. Al contrario, sulla sponda tricolore, Sabina Guzzanti solo di rado riesce a farlo e la sua ultima fatica ne è la riprova.
Ci si chiede infatti se Franca, la prima, in concorso nella sezione Extra della sesta edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, sia l’ennesimo tributo a se stessa o un omaggio a Franca Valeri. Se nelle pellicole precedenti la regista era riuscita quantomeno a non far pesare troppo la sua presenza, qui probabilmente avrebbe dovuto mettersi da parte, fare da spalla a quella che per logica sarebbe dovuta essere la sola protagonista, vale a dire la grande Franca Valeri. L’attrice milanese classe 1920, infatti, appare più una spalla che la protagonista di un documentario a lei dedicato, un documentario che si doveva prima o poi fare. Non si tratta di un biopic, ma di un diario scritto strada facendo, un instant movie nel quale è possibile vedere, leggere e rivivere il passato e la carriera della Valeri dal presente.

La Guzzanti  improvvisa un confronto generazionale tra artiste che hanno fatto e che ancora fanno della satira e dell’arte comica le loro armi in più, ma anche un incontro fra donne che cercano un confronto sincero a viso aperto su temi che vanno oltre il “mondo” dello spettacolo: dalla maternità alle idee politiche, passando per gli affetti. Nel primo caso, il meccanismo innescato dalla regista non funziona, a causa di voli pindarici nella biografia della protagonista che riassumono superficialmente il percorso professionale dell’attrice. Probabilmente, i punti chiave, se selezionati, non sono stati approfonditi bene e restituiscono alla platea solo una minima parte della grandezza della Valeri. Nel secondo caso, invece, il confronto/incontro umano dà vita ai momenti più riusciti del documentario, come accade ad esempio nella scena del treno. Il resto convince poco, specchio che riflette fedelmente la mancanza di un’idea solida e chiara sulla strada narrativa e tecnica intrapresa.

Franca, la prima soffre la presenza di uno scheletro troppo fragile e discontinuo, che si limita a mescolare interviste, brani di backstage e repertorio. Ciò che ne rimane è di conseguenza un collage assemblato alla meglio, qualcosa che lascia l’amaro in bocca pensando a quello avrebbe potuto essere e invece non è stato.

Info
La pagina Wikipedia di Franca, la prima.
  • franca-la-prima-2011-sabina-guzzanti-1.jpg
  • franca-la-prima-2011-sabina-guzzanti-2.jpg
  • franca-la-prima-2011-sabina-guzzanti-3.jpg
  • franca-la-prima-2011-sabina-guzzanti-4.jpg

Articoli correlati

  • Biografilm 2017

    intervista-a-sabina-guzzantiIntervista a Sabina Guzzanti

    Regista, attrice, autrice di inchieste scomode. La carriera cinematografica di Sabina Guzzanti passa dai film di Giuseppe Bertolucci alle sue regie di fiction, fino al cinema di impegno civile. L'abbiamo incontrata al Biografilm.
  • Archivio

    la-trattativa-recensioneLa trattativa

    di Con La trattativa - fuori concorso a Venezia 71 - Sabina Guzzanti realizza il suo film migliore, mettendo da parte gli schematismi dei suoi precedenti lavori.
  • Archivio

    draquila-l-italia-che-trema-2010-sabina-guzzanti-recensioneDraquila – L’Italia che trema

    di Il nuovo documentario di Sabina Guzzanti, Draquila - L'Italia che trema, parte dal terremoto dell'Aquila per lanciare un atto d'accusa nei confronti di tutto il sistema-Paese.
  • DVD

    draquila-l-italia-che-trema-2010-sabina-guzzanti-recensioneDraquila – L’Italia che trema

    di Uno dei film più controversi della scorsa stagione esce in dvd, distribuito da Bim: Draquila - L'Italia che trema di Sabina Guzzanti, che molto aveva fatto discutere e che sembra essere già stato rimosso.
  • Archivio

    le-ragioni-dell-aragosta-2007-sabina-guzzanti-recensioneLe ragioni dell’aragosta

    di Sabina Guzzanti riunisce il gruppo di Avanzi e lo porta in Sardegna per ragionare sulle difficoltà dei pescatori e sul senso del mettere in scena avvenimenti distanti dal proprio quotidiano: Le ragioni dell'aragosta.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento