Royal Affair

Royal Affair

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Più interessato al legame d’amicizia tra Struensee e il re e alla storia d’amore tra lo stesso medico e la regina, Arcel lascia in secondo piano il pensiero e le azioni politiche: una scelta indubbiamente lecita, ma che finisce per ridimensionare l’affresco storico e gli stessi personaggi. In concorso alla sessantaduesima edizione del Festival di Berlino, Royal Affair esce nelle sale italiane con Academy Two.

C’è nel regno una bimba in più

Danimarca, seconda metà del Settecento. Una giovane regina, Carolina Matilde, sposata a un sovrano dalla mente fragile e instabile, si innamora del medico personale del re, un tedesco dalle idee illuministe. I due amanti saranno tra i fautori di una rivoluzione che cambierà per sempre i destini di una nazione… [sinossi]

Tra le ultime pellicole in concorso alla sessantaduesima edizione del Festival di Berlino, il lungometraggio danese Royal Affair (En kongelig affære), scritto e diretto da Nikolaj Arcel, sembra non riuscire a esprimere tutto lo spessore umano e politico di Johann Friedrich Struensee, medico illuminista che ha spinto la Danimarca verso dei cambiamenti epocali sia a livello sociale che culturale. Una figura complessa, legata dal fato e da un’innegabile ambizione a Christian VII, affetto da depressione e schizofrenia, e alla regina regina Caroline Mathilde: un anticipatore, un riformatore instancabile, accentratore ma attento alle necessità del popolo, un brillante medico, un moderno pensatore, eppure incapace di resistere a una passione proibita e autodistruttiva.

Più interessato al legame d’amicizia tra Struensee e il re e alla storia d’amore tra lo stesso medico e la regina, una passione che appare quasi inevitabile, Arcel lascia in secondo piano il pensiero e le azioni politiche: una scelta indubbiamente lecita, ma che finisce per ridimensionare l’affresco storico e gli stessi personaggi. E appare quasi sprecata, in questo senso, la presenza di Mads Mikkelsen, attore talentuoso e dal fascino magnetico, qui un po’ sottotono: alla tragedia ampiamente annunciata, tanto da tirare in ballo Lancillotto e Ginevra, manca uno sguardo più attento alle idee illuministe, ai concreti risultati della presa di potere del medico di corte, ai sedici mesi ribattezzati non a caso Time of Struensee.
La presenza scenica di Mikkelsen e le buone interpretazione di Mikkel Boe Følsgaard (Christian VII) e Alicia Vikander (Caroline Mathilde), giovane attrice emergente che rivedremo presto in Anna Karenina di Joe Wright e The Seventh Son di Sergey Bodrov, si perdono un po’ tra le pieghe di una scrittura che tira troppo per le lunghe il côté melodrammatico. Non giovano, tra l’altro, alcune scelte registiche che sottolineano con enfasi eccessiva e visivamente poco coerente alcuni snodi narrativi – come la macchina da presa che stringe con tre inquadrature sul primo piano di Mikkelsen.

Ad alcune sequenze ispirate, come il primo incontro tra Caroline Mathilde e Christian VII, nascosto dietro un albero, o il ballo in maschera, con le linee degli sguardi che rivela l’insana passione, non corrisponde alla lunga una convincente costruzione drammaturgica, con alcuni personaggi lasciati troppo in secondo piano, appena abbozzati, come la regina madre Juliane Marie (Trine Dyrholm), il cinico Høegh-Guldberg (David Dencik), altra figura storica che avrebbe meritato maggiore rilievo, e i due illuministi Brandt (Cyron Bjørn Melville) e Rantzau (Thomas W. Gabrielsson). La storia d’amore e  di amicizia finisce per fagocitare qualsiasi altro piano narrativo, stringendo in un angolo il contesto storico e costringendo ad accelerare alcuni snodi narrativi, soprattutto nella parte finale. Il passaggio dalle riforme alla restaurazione, ad esempio, è brusco e superficiale, soprattutto considerando la durata della pellicola: dalle oltre due ore di Royal Affair era lecito aspettarsi uno sguardo più attento, che non si impantanasse nel triangolo Caroline Mathilde/Struensee/Christian VII.
Prodotto dalla Zentropa Entertainments di Lars von Trier, il film di Nikolaj Arcel ha quantomeno il merito di rilanciare l’attenzione su una figura storica rilevante, già portata sul grande schermo da film come Il principe folle (Herrscher ohne Krone, 1957) di Harald Braun e Il dominatore (The Dictator, 1935) di Victor Saville.

Info
Il trailer originale di Royal Affair.
Il sito ufficiale di Royal Affair.
La pagina facebook di Royal Affair.
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