Knockout – Resa dei conti

Knockout – Resa dei conti

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Knockout – Resa dei conti dimostra una volta di più l’etica cinematografica di Steven Soderbergh, tra i registi più arguti, liberi e intelligenti della Hollywood contemporanea.

Mallory è un agente segreto: si occupa di missioni speciali delle quali i governi preferiscono non sapere nulla ed è la migliore in questo campo. Dopo un incarico a Barcellona, le viene assegnata un’altra missione a Dublino. Quando fallisce, Mallory scopre di essere stata ingannata. Dovrà usare tutte le sue capacità per non cadere nella trappola e ricambiare il favore di coloro che l’hanno ingannata. [sinossi]

Haywire: fuori controllo. Questo il titolo originale della ventiquattresima regia cinematografica di Steven Soderbergh (la venticinquesima, Magic Mike, passerà domani al festival di Karlovy Vary dopo essere già uscita nelle sale statunitensi e russe), che approda in blu-ray grazie alla distribuzione della Moviemax. Appare davvero incomprensibile l’ostracismo critico cui è andato incontro Knockout all’epoca della sua uscita nelle sale, durante i primi mesi del 2012: anche il suo passaggio alla Berlinale, dove era inserito nel fuori concorso, è passato per lo più sotto silenzio. Un trattamento indegno di una delle opere più libere, sinceramente popolari e coinvolgenti viste nel corso degli ultimi anni: un action che potrebbe tranquillamente essere letto come la versione spogliata, asciugata ed essenziale della riscoperta del b-movie. Un’operazione non troppo dissimile, a ben vedere, da quelle portate a termine da Quentin Tarantino nel corso della sua carriera: ma laddove Tarantino sceglie la via dell’iper-affabulazione e dell’espansione narrativa per dimostrare la sua adulazione per un modello produttivo oramai desueto, Soderbergh evita ogni tipo di fronzolo e costruisce una macchina cinematografica depurata di qualsiasi scoria cinefila o intellettuale.

Knockout punta diritto alla preda, senza divagazioni e senza indugiare nella citazione, più o meno spicciola: come Mellory, la sua protagonista, anche Knockout parla solo quando è essenziale e si concentra al massimo sull’azione. Lo dimostrano, al di là di qualsiasi speculazione critica, due sequenze: la lunga fuga di Mallory nel bel mezzo di Dublino, e il combattimento nella villa del padre di lei, dispersa nella natura selvaggia del New Mexico. Knockout infatti è anche un film che spazia in lungo e in largo per il mondo: in un’ora e mezzo (periodo durante il quale è concentrata la morte di una decina di persone e di un cervo) si viaggia da Barcellona a Dublino, per poi arrivare nello stato di New York, in New Mexico, a Vera Cruz e a Maiorca.

Un frullato di azione ad altissimo tasso di adrenalina, grazie anche e soprattutto all’interpretazione di Gina Carano, campionessa statunitense di arti marziali miste, qui alla sua prima prova da protagonista dopo la partecipazione in un ruolo minore a Blood and Bones di Ben Ramsey: la sua è una vera e propria rivelazione, giustamente rimarcata dai contenuti speciali presenti nel blu-ray. Gina Carano in Training permette di spiare da una posizione privilegiata il lavoro attoriale e sul corpo sviluppato per rendere materiale sullo schermo la risoluta e vendicativa Mallory: un passaggio obbligatorio per tutti gli amanti dell’action e delle arti marziali, e un’occasione più unica che rara per entrare nel dettaglio di un approccio alla materia recitativa senza dubbio poco ortodosso. Anche per questo motivo risalta ancora di più il contrasto tra questo contenuto e Tutti gli uomini di Knockout, che si concentra invece sugli attori presenti nel cast: quello interpretato da Gina Carano è infatti l’unico personaggio femminile dell’intero film, circondato com’è da uno stuolo di star come Michael Fassbender, Ewan McGregor, Antonio Banderas, Michael Douglas, Channing Tatum e Bill Paxton. Il loro punto di vista sulla sanguinosa rivendicazione di Mallory, agente segreto tradito e abbandonato al proprio destino, è senza dubbio molto interessante.

Se gli extra del blu-ray si esauriscono con il rituale trailer cinematografico, il supporto esaudisce fino all’ultimo desiderio degli spettatori sotto il profilo della qualità audio e video: l’immagine si presenta sempre perfettamente compatta, facendo risaltare il lavoro in digitale che da anni rappresenta la cifra stilistica di Soderbergh, mentre l’audio (presente in 5.1 sia in italiano che nell’originale inglese, quest’ultima versione accompagnata, se si vuole, dalla presenza dei sottotitoli in italiano per non udenti) è pressoché perfetto, garantendo una visione godibile dal primo all’ultimo minuto. L’occasione per (ri)scoprire uno dei film migliori dell’anno è ghiotta. Non fatevela scappare.

Info
Knockout, il trailer.
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