Il lato positivo – Silver Linings Playbook

Il lato positivo – Silver Linings Playbook

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Rom-com in grado di andare contro le regole del genere senza snaturarle in maniera completa ma adattandole, semmai, alla “normalità” disturbata dei suoi protagonisti, Il lato positivo è una delle sorprese di questi primi mesi del 2013.

Excelsior!

Pat esce dall’ospedale psichiatrico dopo otto mesi di trattamento con una sola idea in testa: rimettersi in forma e riconquistare la moglie Nikki. Un divieto di avvicinamento lo costringe, però, nel frattempo, in casa con la madre e il padre, che ha perso il lavoro e si è dato alle scommesse clandestine, e gli impone degli incontri settimanali con il dottor Patel. A questo punto, la già precaria autodisciplina di Pat viene sconvolta dall’incontro con Tiffany, giovane vedova con una recente storia di dipendenza da sesso e psicofarmaci. In cambio della sua intercessione presso Nikki, Tiffany vuole infatti che Pat le faccia da partner per un concorso di danza… [sinossi]

In Italia Il lato positivo arriva nelle sale dopo il trionfo personale durante la notte degli Oscar di Jennifer Lawrence (con tanto di rovinoso capitombolo prima di raggiungere il palco) e dopo aver “rischiato” di intitolarsi L’orlo argenteo delle nuvole, lo stesso nome con cui è stato pubblicato nella penisola il romanzo di Matthew Quick. Per una volta la filologia non avrebbe decisamente pagato, e con ogni probabilità l’anonimo Il lato positivo permette di comprendere meglio e con maggior facilità il messaggio di fondo del film.
Oscar e curiosità a parte, Silver Linings Playbook – questo il titolo originale – ha il pregio indiscusso di confermare le doti registiche di David O. Russell: un regista che in quasi venti anni di carriera si è mosso in maniera piuttosto autonoma, e spesso silenziosamente, tra gli angusti anfratti di Hollywood, cercando (e a volte riuscendo persino a trovare) traiettorie personali, istanti di cinema miracolosamente in bilico sul crinale che divide il mainstream più dichiarato dall’indipendenza, di pensiero prima ancora che economica. Velleità che trovano ne Il lato positivo una loro insospettabile compiutezza: se il percorso che sembra delinearsi fin dalle prime sequenze indirizza il film dalle parti di una piena presa di consapevolezza del dolore e della perdita, cercando di mitigare con irruzioni di comicità il lato più tagliente e drammatico della vicenda, da un certo punto in poi si avverte uno scarto improvviso, salvifico e a suo modo travolgente. Il dramma a fosche tinte – un uomo totalmente vittima delle sue crisi di nervi, due genitori anziani che non sanno come gestirle, una vita che non potrà forse mai tornare alla “normalità” – lascia il posto a una rom-com tenera e scorbutica allo stesso tempo, ricca di una mesta dolcezza che finisce inevitabilmente per colpire al cuore anche lo spettatore più refrattario agli sguardi languidi e alle storie d’amore.

Sotto un certo punto di vista Il lato positivo sembra l’aggiornamento, a distanza di dieci anni, di Ubriaco d’amore – Punch-Drunk Love, capolavoro firmato da Paul Thomas Anderson in cui un altro uomo fortemente problematico (e con famiglia affezionata ma incapace di comprenderlo) trovava la pace, per lo meno relativa, nell’amore per la collega di una delle sorelle. Se il paragone pende comunque a favore della straordinaria opera di Anderson, in cui si fondevano in maniera del tutto naturale istanze classiche con riuscite pretese avanguardiste, c’è da dire che David O. Russell ha il coraggio di orchestrare una messa in scena a suo modo rischiosa, in cui i limiti dell’esasperazione vengono in continuazione sfiorati, come dimostrano soprattutto i vari battibecchi familiari in salotto, con il padre di Pat (un Robert De Niro tornato finalmente a confrontarsi con un ruolo degno della sua classe attoriale, dopo anni passati a vivere di rendita inguainato in film senza particolari pretese) ossessionato da riti scaramantici da mettere in pratica durante gli incontri dei Philadelphia Eagles. A fronte di questo, il vero fiore all’occhiello dell’operazione di Russell risiede nella sorprendente alchimia fra la bravissima e incantevole Jennifer Lawrence e il convincente Bradley Cooper: la loro storia di attrazione, avvicinamento e amore è dominata da una sincerità espressiva persino emozionante, elemento deflagrante che trascina con sé la pellicola per tutta la seconda parte.
Il ritmo, all’inizio frenato dalla necessità di rendere appieno la quotidiana fatica a vivere dell’ottimista Cooper, diventa via via sempre più irrefrenabile, fino a culminare in un paio di sequenze memorabili, in cui divertimento e commozione si compenetrano l’uno nell’altra, fino a dare vita a forme del tutto autonome.

Dominato da un cast di prim’ordine (e coloro che si sono innamorati della coppia Cooper/Lawrence sappiano che nei prossimi mesi avranno nuovamente l’occasione di vederli insieme in Serena di Susanne Bier e nel nuovo progetto di Russell, un thriller storico a cui prenderà parte anche Christian Bale), Il lato positivo è senza dubbio alcuno una delle sorprese più piacevoli di questi primi mesi del 2013, rom-com in grado di andare contro le regole del genere senza snaturarle in maniera completa ma adattandole, semmai, alla “normalità” disturbata dei suoi protagonisti. Rappresentazione, a suo modo, di un paese che cerca di combattere la crisi in cui vive, sottolineata anche dalla perdita del posto di lavoro che costringe il padre di Pat a diventare un allibratore clandestino.

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