L’altra Heimat – Cronaca di un sogno

L’altra Heimat – Cronaca di un sogno

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Nuovo, meraviglioso capitolo dell’epopea familiare dei Simon, L’altra Heimat – Cronaca di un sogno di Edgar Reitz è stato uno dei fiori all’occhiello di Venezia 70. Ora in sala per due giorni grazie a Nexo Digital, Viggo e Ripley’s.

La patria che non c’è

A metà del XIX secolo centinaia di migliaia di europei emigrarono in America del Sud nel tentativo disperato di sottrarsi alle carestie, alla povertà e al dispotismo che dominavano i loro paesi. Il loro motto era: “Qualunque sorte è migliore della morte”. Die andere Heimat è un dramma familiare e una storia d’amore ambientata sullo sfondo di questa tragedia dimenticata. Il film si incentra su due fratelli consapevoli del fatto che solo i loro sogni potranno salvarli. Il più giovane, Jakob, legge tutti i libri su cui riesce a mettere le mani e sogna di lasciare il suo villaggio, Schabbach, per vivere avventure in un continente sconosciuto. Il ragazzo studia le lingue dei nativi sudamericani e tiene nota dei suoi eroici tentativi di spingersi oltre i confini delle campagne dello Hunsrück in un diario stupefacente, che non solo racconta la sua storia, ma rispecchia le aspirazioni e le filosofie di un’intera epoca. Chiunque incontri Jakob è trascinato nel vortice dei suoi sogni: i suoi genitori, il suo bellicoso fratello Gustav e soprattutto Henriette, l’avvenente figlia di un intagliatore di gemme caduto in disgrazia. Il ritorno di Gustav dal servizio militare è destinato a mandare in frantumi il mondo di Jakob e il suo amore per Henriette. [sinossi]

Ritrovare il ritmo cadenzato e ammaliante delle narrazioni sacre. Sembra essere questo l’obiettivo costante di una delle saghe più longeve e suggestive della storia del cinema, quella firmata da Edgar Reitz e iniziata nel 1984 con Heimat e proseguita poi con Heimat 2 – Cronaca di una giovinezza (1992), Heimat 3 – Cronaca di una svolta epocale (2004) e Heimat-Fragmente: Die Frauen (2006). Non siamo affatto dalle parti dei blockbuster hollywoodiani, eppure parlando con il loro gergo – oramai universalmente diffuso – potremmo definire Die andere Heimat – Chronik einer Sehnsucht (L’altra Heimat – Cronaca di un sogno), presentato fuori concorso a Venezia 70 e in sala in Italia per due giorni, il 31 marzo e il 1 aprile, una sorta di “prequel” dei precedenti capitoli, anch’essi incentrati sull’epopea familiare dei Simon. Questa volta Reitz si concentra sugli anni che vanno dal 1842 al 1844, dove in una Germania oppressa da un kaiser despota, i fratelli Gustav e Jacob Simon si contendono l’affetto dei genitori e l’amore di una donna, la bella Henriette. Con una narrazione avvolgente, l’autore teutonico immerge completamente lo spettatore in un universo umano governato dalle dure leggi di una natura non sempre ospitale e da quelle ancor più rigide e ingiuste di un sistema politico oppressivo, dove ad affiancare un Kaiser fasullo sono una serie di baroni locali capaci di arrogarsi qualunque tipo di diritto, compreso quello della prima mescitura del vino.
Nel proseguire l’esplorazione del concetto di “Heimat”, inteso non solo come patria, ma anche casa, famiglia e in senso lato dunque “appartenenza”, Reitz ne evidenzia tutta la contraddittorietà, mostrandoci dei personaggi costantemente scissi tra un insopprimibile desiderio di fuga altrove (nel dettaglio in Brasile, dove gran parte della popolazione del villaggio in cui abitano sta emigrando) e il forte legame con la terra natìa e la famiglia che la abita. La scintilla che li muove ha una natura tutta filosofica: è quella del positivismo ottocentesco, che i due fratelli fanno proprio – in particolare Jacob – rivelando una costante fiducia nel progresso e nella scienza che lo anima e governa. Da un lato abbiamo il ribelle e istintivo Gustav, inventore di una macchina a vapore che esplode come una polveriera e dall’altra il più posato fratello Jacob che, devoto agli studi nonostante i doveri familiari (il padre è fabbro, la madre di natura cagionevole) proprio grazie ai libri e a ciò che contengono riuscirà non solo a far funzionare il fumoso macchinario, ma anche ad allargare i propri orizzonti, la propria “visione del mondo” (la Sehnsucht del titolo). Nel suo percorso di formazione Jacob (nella cui onomastica riecheggia la natura giacobina) si troverà non a caso a intrecciare una fitta corrispondenza con il celebre naturalista tedesco Alexander von Humboldt cui sagacemente Reitz ha dato il volto e la fisicità imponente di Werner Herzog, suo sodale in quel manifesto di Hoberhausen che dette origine nel 1962 al Nuovo Cinema Tedesco.
Toccante è poi l’inno alla libertà e alla ribellione in questo affresco che ci mostra una Germania piegata da anni di oppressione napoleonica, alla quale era seguita una politica altrettanto dissennata e che vedeva tante famiglie soffrire la fame e altrettante emigrare all’estero.

Girato in digitale con una splendida fotografia in bianco e nero che a tratti illumina di colore alcuni elementi scenografici accuratamente selezionati, L’altra Heimat – Cronaca di un sogno è un film visivamente sontuoso, spettacolare, avvincente pur nella sua durata fluviale (230min, comunque pochi rispetto ai capitoli 1, 2 e 3 della saga, ben più corposi) peraltro perfettamente congeniale al nostro graduale ingresso nelle vite dei personaggi. Accanto a squarci epici con carovane di migranti a solcare l’orizzonte agreste e a momenti carbonari di afflato socialista (le une e gli altri riecheggiano il Michael Cimino de I cancelli del cielo e tanto western made in Usa) ci pervade un profondo senso di intimità, dallo statuto quasi osceno. Reitz ci posiziona infatti dritti al fianco dei suoi protagonisti, esponendoci alle intemperie, alla miseria, alla morte, alle nascite e alle piccole grandi crudeltà tipiche di una piccola comunità, con uno sguardo umanista appassionato capace di riservare allo spettatore non pochi momenti di commozione. Da convinto e tenace scienziato, Reitz con L’altra Heimat – Cronaca di un sogno ci offre un nuovo tassello della sua accuratissima mappatura umana e antropologica, forse l’unico studio possibile ed eticamente corretto della Storia.

INFO
La pagina facebook di L’altra Heimat – Cronaca di un sogno: facebook.com/DieAndereHeimat
Il sito ufficiale di L’altra Heimat – Cronaca di un sogno: die-andere-heimat.de
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