Dallas Buyers Club

Dallas Buyers Club

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L’ultima fatica dietro alla macchina da presa di Jean-Marc Vallée, Dallas Buyers Club, che torna sul grande schermo a distanza di due anni da Café de Flore. Presentato al Festival di Roma 2013 e in corsa per gli Oscar.

1985. Ron Woodroof, texano, elettricista e cowboy dalla vita sregolata, scopre di essere sieropositivo e di avere solo un mese di vita. Ron non accetta la sentenza di morte. La disperata e inutile ricerca di cure autorizzate negli Stati Uniti lo spinge in Messico dove è possibile curarsi con terapie alternative. Omofobo, Ron trova un improbabile alleato nel transessuale Rayon, anche lui malato di Aids. Insieme riscoprono la voglia di vivere e si lanciano in una spericolata impresa commerciale: sfidare le comunità mediche e scientifiche contrabbandando negli USA i medicinali vietati dalle leggi statunitensi. [sinossi]

Quando si tratta un tema delicato come l’AIDS, il pericolo di spettacolarizzazione è sempre dietro l’angolo. Cinematograficamente parlando, la Settima Arte se ne è occupata innumerevoli volte negli scorsi decenni, con esiti non sempre all’altezza del peso specifico che un simile argomento comporta. La lista in tal senso è sterminata e comprende titoli provenienti dalle diverse latitudini, alcuni dei quali, vedi Philadelphia di Jonathan Demme o Notti selvagge di Cyril Collard, capaci come pochi di maneggiare con la giusta misura, distanza ed equilibrio, la matteria drammaturgica e narrativa di cui è fatto il racconto di turno. Tra questi, un posto di diritto spetta senza ombra di dubbio a Dallas Buyers Club, l’ultima fatica dietro alla macchina da presa di Jean-Marc Vallée, che torna sul grande schermo a distanza di due anni da Café de Flore.

La pellicola, nelle sale nostrane a partire dal 30 gennaio 2014 grazie alla lungimiranza della Good Films, prosegue la sua corsa inarrestabile nel circuito festivaliero internazionale guadagnandosi un posto in concorso all’ottavo Festival Internazionale del Film di Roma, dopo avere fatto tappa alle recenti edizioni di Toronto prima e di San Sebastián poi. Il pluri-premiato cineasta canadese, autore di film apprezzati dagli addetti ai lavori e non solo (dal thriller erotico Liste Noir al racconto di formazione C.R.A.Z.Y.) firma un’opera dolorosa e intensa, che sfiora e scuote contemporaneamente le corde del cuore. Tra biopic e dramma intimista, il film ripercorre la dolorosa vicenda umana di Ron Woodroof, attraverso l’odissea sanitaria e legale che lo vide protagonista alla fine degli anni Ottanta, per farsi e fare riconoscere a chi come lui aveva contratto l’AIDS, il diritto a poter autonomamente scegliere a quale cura ricorrere per provare a debellare la malattia.

Lo script del duo Craig Borten-Melisa Wallack parte proprio dalla storia vera del controverso cowboy statunitense per tessere sullo schermo i fili di un racconto esistenziale, che rinnega dal primo all’ultimo fotogramma utile qualsiasi tentazione elegiaca. Woodroof è l’anti-eroe per antonomasia, che sceglie la strada della redenzione solo dopo avere compreso il significato della vita. Una vita, la sua, alla quale non aveva dato nessuna importanza, almeno fino a quando la malattia non l’ha segnata in maniera indelebile. La narrazione segue l’inesorabile flusso cronologico, sfogliando per immagini e suoni le tappe chiave del suo tracciato vitale, in un countdown che tiene saldamente incollato lo spettatore alla poltrona. La personale battaglia contro la malattia condotta da un uomo confluisce in una “guerra” contro un Sistema statale, le cui leggi mettono seriamente in discussione la libertà dell’individuo e di un’intera collettività. Dallas Buyers Club è anche una storia di dignità, ma soprattutto un atto d’accusa nei confronti dell’ignoranza, quella che caratterizza tutte quelle persone che, ieri come oggi, non sanno o non vogliono sapere come rapportarsi a un male come l’AIDS e a coloro che ne sono affetti.

Il tutto confluisce in una sceneggiatura solida e calibrata, che sa come scegliere e dosare i registri a disposizione. Ciò permette a Vallée di mettere in quadro una regia straordinariamente efficace e una direzione degli attori che diventa il vero valore aggiunto del film, grazie alle interpretazioni monumentali offerte da un McConaughey in stato di grazia, supportato da spalle magnifiche come Garner e Leto.

INFO
Il sito ufficiale di Dallas Buyers Club: focusfeatures.com/dallas_buyers_club
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