Atlante sentimentale del cinema per il XXI secolo

Atlante sentimentale del cinema per il XXI secolo

Un atlante sentimentale per muoversi, a mo’ dei marinai del Diciannovesimo Secolo, attraverso le maree del cinema contemporaneo. Cinquanta interviste con registi di oggi, di ieri e di domani. A cura di Donatello Fumarola e Alberto Momo.

Nella sterminata produzione editoriale italiana legata al mondo del cinema, microcosmo che si muove in direzione contraria rispetto alla marea montante, laddove il flusso principale degli interessi culturali sembra aver smarrito nella stragrande maggioranza dei casi qualsivoglia interesse verso la Settima Arte, l’apparizione di un volume come Atlante sentimentale del cinema per il XXI secolo deve necessariamente essere accolta come un’epifania. Non si tratta, sic et simpliciter, di riconoscere l’importanza del lavoro condotto nel corso degli anni da Donatello Fumarola e Alberto Momo, ma soprattutto di rilevare l’anomalia di un’opera che vive attraverso l’eruzione continua e inarrestabile di piccoli (si perdoni l’ossimoro) Big Bang. Alla stessa stregua di qualsiasi mappatura, cartografica spirituale filosofica o antropologica che sia, anche Atlante sentimentale del cinema per il XXI secolo illustra mondi non sempre collegati tra loro, tracciando percorsi (im)possibili che li mettano gli uni di fronte agli altri, assolvendo a una funzione dialettica che non cade mai nella trappola della confusione, o del meticciamento critico a posteriori.
Cinquanta interviste a cinquantuno autori del cinema di oggi (ma anche di ieri e, soprattutto, di domani), cinquanta incontri in cui l’immagine in movimento si sposta da fulcro centrale del dialogo a periferia lontana, eco artistica della necessità pulsante dell’esistenza. Per quanto sia forse il testo più “importante” dato alle stampe negli ultimi anni sul cinema, sarebbe alquanto riduttivo catalogare Atlante sentimentale del cinema per il XXI secolo come un libro sul cinema. Si tratta piuttosto di un volume in perenne movimento, indagine filosofica prima ancora che artistica, dominata da un umanesimo vitale, dolente, entusiasta e disilluso allo stesso tempo. Un atlante sentimentale, per l’appunto, perché nessun titolo (neanche il più sfavillante) sarebbe stato in grado di restituire con la medesima potenza questa piccola ma incontrovertibile verità.
L’incontro con Stan Brakhage, per esempio, avvenuto a Rotterdam il 31 gennaio del 2002 (le interviste si sono protratte dal 2001 al 2013, nonostante un primo tentativo con Naderi nel 1997, abortito per problemi tecnici), si concentra solo in maniera parziale sul cinema, al punto da non avere a disposizione nemmeno una domanda iniziale. Il flusso di coscienza di Brakhage la precede, iniziando così, con parole e tensione drammatica degna di un diario intimo “Ho sofferto per tutta la vita. Quando ero un bambino, stavo molto male. Avevo un’ernia e dovevo sempre portare un cinto, soffrivo di asma e avevo dei problemi al seno frontale. Hanno dovuto fare dei buchi nella fronte per farmi guarire”.

Come ogni atlante sentimentale che si rispetti, anche quello allestito da Fumarola e Momo fa riferimento a una geografia (im)possibile, cinematografica e culturale. Si viaggia dunque dalla Hollywood di Quentin Tarantino all’indipendenza di Monte Hellman (intervistato in due occasioni distinte), dalla Hong Kong “popolare” di Johnnie To alla Cina ultra-sommersa, e osteggiata, di Wang Bing, dalla Russia di Kira Muratova e Aleksandr Sokurov all’Italia underground di Alberto Grifi e Tonino De Bernardi, dal Sud America di Lisandro Alonso e Julio Bressane alle Filippine di Lav Diaz, Adolfo B. Alix jr., Khavn de la Cruz, Raya Martin e John Torres. Uno spaesamento indispensabile per riuscire a mettere a fuoco, e a trovare una forma credibile a questo folle mondo visionario che si articola da più di un secolo attraverso percorsi spesso misteriosi e criptici. Anche per questo Atlante sentimentale del cinema per il XXI secolo deve essere considerata una lettura indispensabile per chiunque ami aggirarsi per i viottoli meno battuti della Settima Arte: nel suo giro del mondo a 360°, noncurante delle maree montanti e dei vuoti d’aria, l’atlante sentimentale di Fumarola/Momo rappresenta allo stesso tempo un punto di partenza e di arrivo. I viaggiatori consumati da decenni di visioni vi troveranno all’interno la malinconica dolcezza delle dimore avite, risvegliati proustianamente nella memoria da questo autore o da quel film citato – impossibile resistere al profluvio cinefago di Amir Naderi –, mentre i novelli marinai vi rintracceranno i primi vagiti di ciò che li segnerà in maniera inevitabile negli anni a venire.
Difficile, e profondamente ingiusto, operare una classifica all’interno delle cinquanta interviste, tutte illuminanti, e assolutamente appassionanti. Ci permetteremo dunque di lasciar spazio al nostro personale atlante sentimentale, ammettendo di non aver resistito alla tentazione di tornare, e ritornare, e ritornare sulle parole di Alberto Grifi, David Lynch, Werner Herzog, Amir Naderi, Quentin Tarantino, Jean-Marie Straub, Aki Kaurismäki, Lav Diaz, Julio Bressane ed Enrico Ghezzi, che conclude le peripezie attorno al globo del volume elargendo pura poesia dell’immagine in movimento. Ghezzi critico, ça va sans dire, ma anche cineasta, come hanno prontamente ricordato i due autori durante la serata di presentazione del libro e di visioni libere e incontrollate tenutasi al Teatro Valle Occupato, dove è stato proiettato anche Gelosi e tranquilli, cortometraggio diretto da Ghezzi nel 1989 all’interno del film collettivo Provvisorio quasi d’amore.
Atlante sentimentale del cinema per il XXI secolo si chiude ironicamente (ma anche sentimentalmente) sulla foto autografata di Clint Eastwood, ricordo delle interviste tentate ma che non è stato possibile portare a termine. Ma il viaggio, forse, è appena cominciato…

Donatello Fumarola, Alberto Momo
Atlante sentimentale del cinema per il XXI secolo
Incontri con cinquanta registi contemporanei
Derive Approdi
Roma, 2013
Prezzo di copertina: 25 euro

 

INFO
Il sito internet di Derive Approdi
http://www.deriveapprodi.org/
La presentazione del libro
http://www.deriveapprodi.org/2013/09/atlante-sentimentale-del-cinema-per-il-xxi-secolo/

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