Resnais, mon amour

Resnais, mon amour

Sì è spento ieri sera a Parigi, all’età di 91 anni, il cineasta francese Alain Resnais. Un altro gigante della settima arte che ci lascia, un altro tassello fondamentale di una stagione che sta oramai volgendo al termine.

Non è poi così strano ritrovarsi a riflettere sulla vitalità di un regista novantenne, sulla freschezza di un Autore che ci aveva appena regalato la sua ultima opera, Aimer, boire et chanter, premio Alfred Bauer alla Berlinale 2014, in uscita a marzo nelle sale francesi.
Nel nostro immaginario gli artisti non dovrebbero morire mai.

Nato a Vannes nel 1922, figlio di un farmacista, il giovane Resnais non gode di buona salute e passa le sue giornate immergendosi nella lettura. A 12 anni scopre il cinema grazie a una 8 mm ricevuta in regalo. Nel 1939 si trasferisce a Parigi per seguire i corsi di René Simon e diventare attore. Nel 1943 si iscrive all’Institut des hautes études cinématographiques, specializzandosi in fotografia e montaggio. Realizza alcuni corti e mediometraggi e un lungometraggio in 16 mm, Ouvert pour cause d’inventaire (1946). Passato attraverso il cinema pubblicitario, Resnais si dedica con eccellenti risultati al cinema documentario. Citiamo quantomeno Van Gogh (1948), Guernica (1950), Gauguin (1950), Les statues meurent aussi (1953), girato a quattro mani con Chris Marker, e il capolavoro Notte e nebbia (1956), straziante testimonianza storica sull’Olocausto.

Il passaggio dal documentario alla fiction è trionfale e Resnais si conferma una delle figure centrali del cinema transalpino: Hiroshima, mon amour (1959), L’anno scorso a Marienbad (1961), Muriel, il tempo di un ritorno (1963), La guerra è finita (1966)…
Verranno poi, tra gli altri, Stavisky, il grande truffatore (1974), Providence (1977), Mon oncle d’Amérique (1980), Voglio tornare a casa! (1989), Smoking/No Smoking (1993), Parole, parole, parole (1997), Cuori (2006), Gli amori folli (2009).
Il cinema di Alain Resnais, letterario e teatrale, sempre elegante, riflette su passato e presente, sulla morte, sul gioco della vita, sulle difficoltà delle scelte affettive e personali. Un cinema che si è fatto via via sempre più ludico, leggiadro, divertito e divertente gioco di attori, come l’ultimo Aimer, boire et chanter, altro testo di Alan Ayckbourn portato sullo schermo (Smoking/No Smoking, Cuori).

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Filmografia

Aimer, boire et chanter (2014)
Vous n’avez encore rien vu (2012)
Gli amori folli (2009)
Cuori (2006)
Mai sulla bocca (2003)
Parole, parole, parole (1997)
Smoking/No Smoking (1993)
L’encyclopédie audio-visuelle – Gershwin (1992)
Contre l’oubli (1991)
Voglio tornare a casa! (1989)
Mélo (1986)
L’amour à mort (1984)
La vita è un romanzo (1983)
Mon oncle d’Amérique (1980)
Providence (1977)
Stavisky, il grande truffatore (1974)
L’an 01 (1973)
Cinétracts (1968)
Je t’aime, je t’aime – Anatomia di un suicidio (1968)
Lontano dal Vietnam (1967)
La guerra è finita (1966)
Muriel, il tempo di un ritorno (1963)
L’anno scorso a Marienbad (1961)
Le chant du Styrène (1959)
Hiroshima, mon amour (1959)
Le mystère de l’atelier quinze (1957)
Tutta la memoria del mondo (1956)
Notte e nebbia (1955)
Les statues meurent aussi (1953)
Pictura (1951)
Gauguin (1950)
Guernica (1950)
Châteaux de France (1948)
Les jardins de Paris (1948)
Malfray (1948)
Van Gogh (1948)
Journée naturelle (1947)
L’alcool tue (1947)
La bague (1947)
Le lait Nestlé (1947)
Portrait d’Henri Goetz (1947)
Visite à César Doméla (1947)
Visite à Félix Labisse (1947)
Visite à Hans Hartung (1947)
Visite à Lucien Coutaud (1947)
Visite à Oscar Dominguez (1947)
Ouvert pour cause d’inventaire (1946)
Schéma d’une identification (1946)
L’aventure de Guy (1936)

Info
La notizia della morte di Resnais su Libération.
La pagina di wikipedia francese su Resnais.

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