Non buttiamoci giù

Non buttiamoci giù

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Tratta dal bestseller di Nick Hornby, Non buttiamoci giù è una commedia sull’amore e sull’amicizia e sullo scavare dentro di sé facendo squadra anche con chi non avresti mai pensato.

“Angeli” in caduta libera

Quattro sconosciuti, durante la notte di Capodanno, si incontrano in cima al grattacielo più alto di Londra con lo stesso intento, ovvero quello di saltare giù. Questa coincidenza è talmente grottesca da farli desistere temporaneamente e stringere un patto: nessuno dei quattro si suiciderà per almeno 6 settimane, ma la notte di San Valentino si ritroveranno sullo stesso grattacielo per fare il punto della situazione sulle loro vite… [sinossi]

«[…] secondo me, il suicidio, la gente, lo capisce: la maggioranza, anche se l’ha nascosto chissà dove nel profondo, ricorda un momento della sua vita quando si è chiesta se aveva veramente voglia di svegliarsi il giorno dopo. Voler morire sembra un po’ parte dell’essere vivi» [1]. Vogliamo partire proprio da queste parole di JJ (Aaron Paul), il rocker fallito, per farvi percepire come Non buttiamoci giù sia in grado di farci entrare in empatia con i personaggi più di quanto possiamo apparentemente immaginare.

Il libro dello scrittore inglese, prima, e il film diretto da Chaumeil, dopo, mettono in campo le domande esistenziali della vita facendo leva sull’ironia pungente dell’autore di Alta fedeltà – una cifra stilistica che a tratti può risultare dissacrante, tanto più di fronte a un tema (e ci suona quasi riduttivo definirlo tale) come il suicidio. In realtà, facendo i conti con la sceneggiatura curata da Jack Thorne e con l’evoluzione della storia in sé, si comprende che è proprio questa la chiave giusta per arrivare al cuore di chi guarda, ci si sente a tratti schiaffeggiati, soprattutto dalle battute di Jess, interpretata da una straordinaria Imogen Poots – qualche volta vorremmo persino intervenire nel difendere il bersaglio umano a cui la ragazza riserva qualche frase forte e che ci suona fuori luogo. Ma è solo cammin facendo, vivendo parallelamente a loro quel viaggio, tra impulsi di morte e vita, che capiamo le tante sfumature dell’esistenza. In Non buttiamoci giù ci sono dei momenti in cui vorresti saperne di più di Martin (Pierce Brosnan), Maureen (Toni Collette), Jess e JJ e – per chi non l’avesse ancora letto – viene istintivo correre a leggere il romanzo di Hornby sperando di poter colmare questo aspetto; d’altro canto, però, la trasposizione non era delle più semplici. Il romanzo si presenta sotto forma di diario, i quattro si alternano raccontandosi e raccontando in soggettiva, non solo gli eventi e il loro punto di vista sui fatti, ma riferendo anche dei dialoghi. Lo sceneggiatore inglese è riuscito a mantenere l’idea dei quattro punti di vista dando vita a una struttura a staffetta, dove il voice-over del personaggio di turno ci introduce nel nuovo capitolo e un po’ più a fondo nella propria e nella loro vita. A rendere il tutto fluido e lineare ci pensa Chaumeil: il regista de Il truffacuori (2010) ci dimostra di saper dar corpo sullo schermo all’humour tipicamente britannico. Non buttiamoci giù rappresenta proprio questo mix scoppiettante e significativo.

Hornby, si sa, è bravissimo nel descrivere con leggerezza i mali anche sociali ed è proprio in quest’ottica che mette in scena l’arma a doppio taglio costituita dalla notorietà (vedi il discredito subito da Martin) e dalla macchina del quarto potere. Martin pensa di poter dominare i media, sfruttarli a suo favore, ma non è così semplice, neanche per una vecchia volpe come lui. Nell’adattamento cinematografico emerge ancor più la fragilità umana, in particolare nelle sembianze e nella corazza costruita da Jess.
Martin non avrebbe mai pensato di poter essere così tanto in compagnia in cima alla Topper Tower per quanto fosse considerato un luogo cult per compiere quel gesto. Chaumeil riprende da diverse angolazioni quel momento clou, lì dove tutto ha un (re)inizio, lì dove si crea un legame tra quattro persone così diverse per età, estrazione, vita, eppure pronte (inconsapevolmente) a farsi angeli custodi per l’altro. Tutti ci trasmettono la sensazione di cosa significhi essere/sentirsi sul bordo (il titolo originale è A Long Way Down), non riuscire a vedere il fondo e sentirsi falliti rispetto alla vita avuta sino a quel momento.

NOTE
1. Nick Hornby, Non buttiamoci giù, Le Fenici 2005.
INFO
Il trailer ufficiale di Non buttiamoci giù.
Non buttiamoci giù: la clip “la cena in vacanza”.
La scheda di Non buttiamoci giù sul sito della Berlinale.
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  1. Trackback: La mia recensione di NON BUTTIAMOCI GIU’ dal bestseller di Nick Hornby | marylucytang

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