Diamante nero

Diamante nero

di

L’opera terza di Céline Sciamma, Diamante nero, conferma il talento della regista transalpina nel cogliere pulsioni e ambiguità dell’adolescenza. Alla Quinzaine des Réalisateurs del 2014.

Vic comme victoire

Oppressa dall’ambiente familiare, senza più prospettive nel percorso scolastico e soggetta alla legge dei ragazzi del vicinato, Marieme inizia una nuova vita dopo aver incontrato un gruppo composto da tre ragazze dallo spirito libero. Cambia il nome e il modo di vestire, e lascia la scuola per essere accettata dalla gang, sperando così di trovare la propria strada verso la libertà. [sinossi]

Una conferma. Prima ancora di essere citato per aver aperto ufficialmente l’edizione 2014 della Quinzaine des Réalisateurs o per i propri meriti artistici, Diamante nero (Bande de filles) dovrebbe essere portato alla ribalta perché conferma, oramai al di fuori di ogni dubbio, il talento registico di Céline Sciamma, trentatreenne nativa di Pontoise – nel cuore dell’Île-de-France – che film dopo film sta scavando un tracciato riconoscibile nell’approccio francese alle tematiche adolescenziali. Dopo l’ottimo esordio Naissance des pieuvres (a tutt’oggi la sua creatura più compiuta) e l’opera seconda Tomboy tocca dunque a Diamante nero sfondare il muro del coming-of-age per indagare un’umanità ancora in fieri, doverosamente immatura, alla continua ricerca di una propria via d’espressione. Eppure Marieme vorrebbe essere solo una ragazza come le altre (“normale”, così si definisce all’istitutrice che la sta informando dell’impossibilità di una sua iscrizione al liceo, per via della pessima media scolastica): giocare a rugby con le amiche, accudire le sorelline, sognare l’amore impossibile con il migliore amico del manesco e rigido fratello maggiore. Una vita normale, forse, ma ingrigita da una mediocrità asfittica, quella dettata da un ambiente familiare senza sbocchi e da un cliché sociale che vuole ancora oggi le ragazze della banlieu viste con sospetto nel cuore della metropoli parigina – in tal senso illuminante lo scontro con la commessa al negozio di abbigliamento e il dettaglio, in una sequenza successiva, sugli abiti rubati.
È in questo microcosmo che si rintraccia il cuore pulsante di Diamante nero, percorso formativo personale mascherato (solo nella prima metà) da opera corale: per quanto le quattro amiche insieme fissino la punteggiatura per gli istanti più ispirati del film, come la notte in albergo o la giornata passata al minigolf per cercare di tirare su il morale alla leader Sophie/Lady, sconfitta nel corpo a corpo dalla capobanda di una gang rivale, la camera della Sciamma non dimentica mai di focalizzare l’attenzione solo ed esclusivamente su Marieme, che come “nom de plume” utilizza Vic, diminutivo di vittoria.

Questa ricerca di Vic come elemento centrale della storia (e sovente delle inquadrature), costringe la Sciamma a dividere Diamante nero in due tronconi quasi indipendenti tra loro: la prima metà, dopo aver descritto l’ambiente in cui vive la ragazza, sviluppa il suo rapporto con le nuove amiche; la seconda, invece, vede Marieme/Vic dover affrontare da sola una vita ai margini della legalità, lontana da casa e senza più il conforto e il sostegno delle sue compagne di scorribande. Una scelta inevitabile, ma che rischia di intrappolare Diamante nero in una serie di digressioni in fin dei conti poco essenziali, e soprattutto prive della vitalità strabordante insita nella spesso scellerata e inconscia brama di vivere dell’adolescenza. A sostenere il film in questi frangenti ci pensa la regia della Sciamma, mai pronta a scendere a compromessi con scelte banali, e ancor più l’intensa recitazione della protagonista, l’eccellente Karidja Touré, diciottenne che marchia a fuoco il film con un’interpretazione a perdifiato, in grado di restituire tutta la belligerante e spasmodica ricerca della libertà di una ragazza che non trova spazio e collocazione nel mondo che la circonda.
Dopotutto dove può indirizzarsi un’adolescente che non ha più posto in famiglia, ha perso di vista le amicizie, e rifiuta anche una proposta di matrimonio castrante, nonostante arrivi dall’uomo che ama? La più grande ricchezza di Diamante nero risiede proprio nella capacità della Sciamma di delineare un personaggio a tutto tondo, lucido e sincero nella sua lettura del mondo, crudele quando necessario ma aperto a dolcezze inaspettate, sperduto ma mai disposto a cedere un’oncia della propria identità. Vic potrà anche essere considerata derelitta da una visione borghese e maschilista della società, ma ha il coraggio, la forza e la sfrontatezza per non accettare prospettive che non sia in grado di rimodellare a proprio piacimento.

Teen-movie dolente ma mai rassegnato, Diamante nero è (come già enunciato nell’incipit di questa disamina) la conferma del talento non comune della Sciamma, in grado di mettere in scena il difficile periodo dell’adolescenza senza piaggerie, senza eccessivi rintocchi retorici – per quanto non vi sia nulla di rivoluzionario nel racconto – ma anche senza un’eccessiva condiscendenza: con rispetto, come quello che merita la Vic dell’ultima inquadratura, che non conclude e non spiega nulla. Proprio come l’adolescenza.

Info
Diamante nero sul sito della Quinzaine.
  • diamante-nero-bande-de-filles-2014-celine-sciamma-recensione-02.jpg
  • diamante-nero-bande-de-filles-2014-celine-sciamma-recensione-03.jpg
  • diamante-nero-bande-de-filles-2014-celine-sciamma-recensione-04.jpg
  • diamante-nero-bande-de-filles-2014-celine-sciamma-recensione-05.jpg
  • diamante-nero-bande-de-filles-2014-celine-sciamma-recensione-06.jpg
  • diamante-nero-bande-de-filles-2014-celine-sciamma-recensione-07.jpg
  • diamante-nero-bande-de-filles-2014-celine-sciamma-recensione-08.jpg
  • diamante-nero-bande-de-filles-2014-celine-sciamma-recensione-13.jpg
  • diamante-nero-bande-de-filles-2014-celine-sciamma-recensione-12.jpg
  • diamante-nero-bande-de-filles-2014-celine-sciamma-recensione-09.jpg
  • diamante-nero-bande-de-filles-2014-celine-sciamma-recensione-10.jpg
  • diamante-nero-bande-de-filles-2014-celine-sciamma-recensione-11.jpg
  • celine-sciamma-diamante-nero-bande-de-filles-2014.jpg

Articoli correlati

  • Cannes 2014

    cannes-2014-minuto-per-minutoCannes 2014 – Minuto per minuto

    Approdiamo sulla Croisette accolti da un sole scintillante, arriva con noi il tradizionale appuntamento del minuto per minuto. Tra i giganti cinematografici del concorso, le nuove scoperte, la Quinzaine e la Semaine de la critique, ecco a voi il Festival de Cannes 2014!
  • Festival

    Festival di Cannes 2014 - 14/25 maggio - Presentazione | Quinlan.itFestival di Cannes 2014 – Presentazione

    La sessantasettesima edizione del Festival di Cannes, dal 14 al 25 maggio. Si apre con Grace di Monaco di Olivier Dahan, fuori concorso, e poi la consueta fiumana di pellicole in attesa della Palma d'Oro.
  • Festival

    cannes-2014-cov932Cannes 2014

    Come ogni anno a maggio la Croisette diventa il cuore pulsante del cinema: tutte le nostre recensioni e gli articoli da Cannes 2014.
  • Archivio

    Tomboy (Francia 2011) di Céline Sciamma - Recensione - Quinlan.itTomboy

    di Laure, dieci anni, si trasferisce in un nuovo quartiere. Un po' per gioco, un po' per realizzare un sogno segreto, decide di presentarsi ai nuovi amici come fosse un maschio...
  • Archivio

    Party Girl (2014) di Amachoukeli-Barsacq, Burger, Theis | Quinlan.itParty Girl

    di , , Film di apertura di Un Certain Regard 2014, Party Girl segue la strada del cinema indipendente, partendo da un soggetto e dei personaggi reali, inseguendo suggestioni documentarie, romanzando il necessario.
  • Festival

    venezia-2014-cov932Venezia 2014

    Per due settimane, a cavallo di settembre, il Lido si popola di film, registi e attori: tutte le nostre recensioni e gli articoli da Venezia 2014.
  • Festival

    drevo trieste film festivalTrieste Film Festival 2015 – Presentazione

    Dal 16 al 22 gennaio si terrà la 26esima edizione del Trieste Film Festival, principale appuntamento italiano dedicato al cinema dell'Europa centro-orientale. Tantissimi i film in anteprima, tra concorsi ed eventi speciali. Apertura affidata a Two Women di Vera Glagoleva.
  • Festival

    Trieste Film Festival 2015 - 26esima edizione | Quinlan.itTrieste Film Festival 2015

    Il Trieste Film Festival, dal 16 al 22 gennaio, principale appuntamento italiano dedicato al cinema dell’Europa centro-orientale. Tantissimi i film in anteprima, tra concorsi ed eventi speciali. Apertura affidata a Two Women di Vera Glagoleva.
  • Festival

    rotterdam-2015-cov932Rotterdam 2015

    La quarantaquattresima edizione del Festival di Rotterdam, primo grande appuntamento europeo dell'anno con il Cinema. Un caleidoscopio di visioni provenienti da ogni angolo del globo. Tutte le nostre recensioni.
  • Festival

    Bergamo Film Meeting 2015 - dal 7 al 15 marzo | Quinlan.itBergamo Film Meeting 2015

    Classici, cinema di genere, documentari, film di registi indipendenti contemporanei e cinematografie inesplorate in una prospettiva in prevalenza europea, per un totale di 120 film in 9 giorni. Questi gli ingredienti del Bergamo Film Meeting 2015...
  • Festival

    Lecce 2015 - Quindicesima edizione, 13/18 aprile | Quinlan.itLecce 2015

    Sedicesima edizione per il Festival del Cinema Europeo di Lecce, dal 13 al 18 aprile: sei giorni di proiezioni, anteprime, incontri, eventi, premiazioni, tavole rotonde e omaggi a Tavernier, Akin, Vukotic e Cortellesi.
  • In sala

    quando-hai-17-anniQuando hai 17 anni

    di Presentato in concorso alla Berlinale 2016 e scritto a quattro mani da Téchiné e da Céline Sciamma, Quando hai 17 anni riesce a cogliere l’essenza della passione e della giovinezza, tratteggiando personaggi vivissimi.
  • Animazione

    ma-vie-de-courgetteLa mia vita da zucchina

    di La Quinzaine ritaglia spazi preziosi per il cinema d'animazione, anche quello a misura di bambino. Diretto da Claude Barras, La mia vita da zucchina è l'ennesima dimostrazione della vitalità della stop motion e dell'animazione transalpina.
  • Archivio

    Stella (2008) di Sylvie Verheyde - Recensione | Quinlan.itStella

    di Il passaggio dall'infanzia all'adolescenza di Stella, con tutti i suoi contrasti e le sue problematiche, è reso con una semplicità e una pervicace negazione degli elementi climatici che è impossibile non applaudire. Presentato alle Giornate degli Autori.
  • Cannes 2017

    Ava (2017) di Léa Mysius - Recensione | Quinlan.itAva

    di Presentato alla Semaine de la Critique di Cannes 2017 e vincitore del premio SACD, Ava è uno scandaglio ispirato e mai banale dell'adolescenza, dei primi subbugli ormonali, dell'età adulta che si avvicina coi suoi problemi, i suoi drammi.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento