The Homesman

The Homesman

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Tommy Lee Jones rilegge il mito della frontiera americana in The Homesman con sguardo lucido, spietato e profondamente disilluso. In concorso a Cannes 2014. Selezionato al Torino Film Festival 2014.

Bagliori di un crepuscolo

Nel 1854, tre donne che hanno perduto la ragione sono affidate a Mary Bee Cuddy, una pioniera forte e indipendente originaria del Nebraska. Durante il tragitto verso l’Iowa, dove le tre devono essere condotte presso un adeguato rifugio, Mary Bee incrocia il suo cammino con George Briggs, un rude vagabondo che lei salva da morte certa. I due decidono di fare società e affrontare insieme la durezza e i persocoli che incontreranno nelle vaste distese della Frontiera americana… [sinossi]

Incarnazione stessa della libertà individuale, zona franca libera dai dettami di ogni legge, la frontiera è il luogo non-luogo da sempre protagonista del “cinema americano per eccellenza”, il motore immobile ineludibile di tragedie al tempo stesso sociali e intime, ma anche eterno fardello della cultura statunitense, con tutto il suo bagaglio di questioni irrisolte (in primis lo sterminio dei nativi).
Con The Homesman, sua seconda regia dopo l’ottimo Le tre sepolture, Tommy Lee Jones ci offre una visione più che mai disillusa di questo mito fondativo statunitense e lo fa, con cinismo e un pizzico di sapido sarcasmo, prendendo in esame le storie di personaggi per loro natura più esposti e fragili.
Protagonista è la volitiva pioniera Mary Bee Cuddy (Hilary Swank) che, nubile suo malgrado, affronta ogni giorno le fatiche quotidiane portando avanti la sua fattoria. Su richiesta del reverendo locale e dal momento che i maschi della comunità tengono tutti famiglia, Mary Bee si ritrova a dover scortare, attraverso gli impervi territori del Nebraska, tre donne uscite di senno e destinate a trovare asilo in una struttura oltre il fiume Missouri. Nel tragitto, si ritrova casualmente a salvare da morte certa un vagabondo (Tommy Lee Jones) e lo convince, dietro congruo pagamento, a scortarla nel viaggio.
I due non hanno molto in comune e l’unico argomento di conversazione inizialmente sono i nomi prescelti per i loro cavalli, ma strada facendo porteranno alla luce lacerti di un passato non proprio felice e conseguenti, atavici rimpianti.

Costruito come un buddy-movie on the road nichilista ma anche profondamente ironico (si ride non poco grazie alle strepitose battute affidate al personaggio di Jones) The Homesman ricorda il migliore western crepuscolare degli anni ’60 e ’70 (in particolare pensiamo a Arriva un cavaliere libero e selvaggio di Alan J. Pakula, con Jane Fonda e James Caan) ne serba intatta l’amarezza di fondo e ne recupera, grazie all’eccezionale lavoro di Rodrigo Prieto, l’aspetto fotografico polveroso dai toni ocra, a sua volta ispirato ai vecchi dagherrotipi.
Seppure molto simile nel suo plot di base a Broken Trail, la miniserie tv diretta da Walter Hill nel 2006 in cui Robert Duvall e Thomas Haden Church si ritrovavano a badare ad un carico di prostitute cinesi, The Homesman declina la parabola dei propri personaggi in forme e modalità assolutamente originali, trasformandosi in un dramma intimo collettivo che non concede nulla (ma proprio nulla) al sentimentalismo. Tutto è profondamente reale, talvolta anche crudo nella sua raffigurazione e questa sincerità e schiettezza di sguardo prescelta da Tommy Lee Jones contribuisce a creare un clima di tensione perenne. Reagente fondamentale e simbolo incarnato dell’ imprevedibilità e dei pericoli della frontiera sono poi qui proprio i personaggi delle tre donne, creature traumatizzate da condizioni di vita durissime che ne hanno trasfigurato completamente l’aspetto esteriore così come quello intimo. Esse raffigurano in fondo il destino possibile o probabile di ciascun personaggio in gioco e, per traslato, anche quello di un’intera Nazione in fieri.
Perché non tutto, sembra proprio volerci dire Tommy Lee Jones, si può superare, e se è possibile affrontare degli indiani minacciosi o il bieco opportunismo di un neocapitalista arrogante e laido (incarnato da un sublime James Spader), il vero villain della situazione qui è proprio il sogno di una vita serena e profittevole nel selvaggio west, eterno inganno, promessa non mantenuta e dalle conseguenze potenzialmente esiziali.

Info
The Homesman sul sito del Festival di Cannes.
Il trailer originale di The Homesman.
The Homesman sul sito della società di produzione Europacorp.
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