Jan Soldat al Festival di Rotterdam

Jan Soldat al Festival di Rotterdam

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Presentati all’International Film Festival Rotterdam – nella retrospettiva ‘Really? Really.” curata da Olaf Möller e dedicata al cinema surrealista contemporaneo – due nuovi cortometraggi di Jan Soldat, The Visit e Die sechste Jahreszeiy, che rientrano nella serie della prigione dell’amore, di cui fa parte anche Prison System 4614 in programma alla prossima Berlinale.

Le mie prigioni

The Visit: Il lager BDSM riceve una visitatrice inaspettata, la nonna del proprietario/padrone! A quasi un secolo d’età, trova tutto piuttosto affascinante. [sinossi]
Die sechste Jahreszeiy: Jan Soldat, ha scoperto un ‘istituto’ BDSM, dove gli uomini si incontrano per giocare alla prigione militare di Guantanamo. Ora l’alcova di due uomini per soddisfare il proprio piacere. [sinossi]

Dopo The Incomplete, con cui Jan Soldat si fece conoscere al Festival di Roma, il filmmaker berlinese torna a esporre quello che a prima vista verrebbe classificato come un Wunderkammer delle perversioni umane, di quanto la società cancella e occulta, focalizzandosi su una specie di istituto carcerario, immerso in una ridente campagna, dove i ‘detenuti’ si fanno sottoporre a sevizie, pene corporali di ogni tipo, in camere delle torture, con macchinari bondage sado-maso di ogni tipo, dormendo in gabbie strettissime. Il mondo claustrofobico, senza orizzonte, cui comunque si accede per libera scelta, contrasta con il mondo della campagna circostante, del trattore che ara i campi.
Per i pugili di Day of the Fight di Stanley Kubrick si trattava di una giornata di lavoro. Così è per lo schiavo e il suo padrone torturatore dei film di Soldat. La routine, la quotidianità, le pause tra una sevizia e l’altra sono gli elementi principali che si percepiscono dallo sguardo asettico, entomologico, che non dà giudizi, del regista. Così come un mondo fatto di ordine estremo e di pulizia. La cura con cui si piegano e si ripongono i vestiti dopo aver denudato il prigioniero, la raccolta differenziata dei rifiuti, la prontezza di pulire lo sperma con uno tessuto elegante dopo aver praticato la masturbazione al detenuto. È un mondo vellutato, da bon ton, che, se non fosse per i nostri pregiudizi, che Soldat riesce sempre a cancellare, sarebbe assimilabile a un circolo di anziane signore che si trovano a bere tè e giocare a canasta, o a una bocciofila. E così non può che vedere la situazione l’anziana nonna, che, con una purezza di sguardo, comprende quello che succede e al limite bofonchia qualche amabile rimbrotto: “Qui però state un po’ esagerando, ragazzi!”.

Rispetto a The Incomplete, Soldat non utilizza più la formula del ritratto. I personaggi sono più d’uno e non sono seguiti per tutto il film. Il fattore umano è più limitato, quello della coppia nell’ultima parte di Die sechste Jahreszeiy e della nonna in The Visit. Il regista stavolta, con le sue inquadrature pressoché fisse, mostra un, relativo, maggior distacco. Sempre preservando in primo luogo la dignità dei suoi personaggi. Rispettandoli anche raggiungendo un livello di invisibilità ed empatia come solo i maestri del documentario sanno fare. Se il suo sguardo e tutto fuorché morboso e compiaciuto, e tantomeno di disgusto o disapprovazione, l’atteggiamento dei protagonisti a loro volta non è mai di esibizionismo pornografico. La pornografia è negli occhi di chi la vede. Si lasciano filmare da Soldat e lui riprende solo quello che loro permettono. Un equilibrio difficilissimo che Soldat ancora una volta è riuscito a raggiungere.

Info
La scheda di The Visit di jan Soldat sul sito del Festival di Rotterdam.
La scheda di Die sechste Jahreszeiy di Jan Soldat sul sito del Festival di Rotterdam.
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