The Fighters – Addestramento di vita

The Fighters – Addestramento di vita

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Un’opera prima forte, sorprendente e sensibile che riesce a restituire dentro un’unità stilistica e una coerenza narrativa impeccabili tutte le discordanze delle passioni giovanili, dentro e fuori dal nostro tempo: The Fighters di Thomas Cailley.

Amore (e guerra) a vent’anni

L’estate di Arnaud trascorre tranquilla fra uscite con gli amici e un lavoro a tempo pieno come carpentiere nell’impresa familiare, fin quando non incontra Madeleine, una ragazza ossessionata da autodifesa, addestramento e apocalisse. Attratto dal carattere forte, determinato e sufficientemente bizzarro di lei, Arnaud decide di seguirla in un campo estivo di addestramento militare dove il loro rapporto e quello con il mondo circostante vengono rimessi in discussione. [sinossi]

Per ogni epoca, c’è sempre almeno un giovane protagonista fra i dieci e i vent’anni adatto a incarnare le forze dinamiche di momento di rottura. Non sono per forza militanti o rivoluzionari, non sono necessariamente ribelli o incompresi e non sono sempre personaggi singoli. Nel caso di The Fighters sono una coppia di strani post-adolescenti che si incontrano su una spiaggia d’estate: insicuro e oppresso dal senso di responsabilità che gli ha lasciato in eredità la recente morte del padre lui; benestante di famiglia, ma coriacea e asciutta nel carattere e nel fisico lei. Una giovane coppia che, proprio come in un teen movie americano, passa il tempo fra schermaglie, scoperte e contrasti prima di scoprirsi innamorata. Con la differenza che le fasi canoniche del percorso boy meets girl vengono qui declinate in un mix di generi e umori che passa dalla realtà della periferia alle fantasie distopiche, dalla satira militarista al survival film.

Messo così, The Fighters potrebbe anche sembrare un film furbo che sceglie la gioventù solo per generare una facile empatia, ma i sentieri percorsi dall’esordiente Thomas Cailley sono tutt’altro che comodi. La sceneggiatura si costruisce esattamente in tre parti (conoscenza, addestramento, sopravvivenza), ognuna delle quali muove il gioco dei sentimenti dei due ragazzi attraverso tre situazioni molto diverse fra loro. Al centro, ovviamente, c’è sempre il rapporto fra Arnaud e Madaleine (con quest’ultima che si fa sempre più presente anche come punto di vista e sguardo sugli avvenimenti man mano che perde la propria corazza militante e rivela le naturali fragilità). Attorno a loro cambiano invece il mondo e le sue regole, passando da quello delle opposte condizioni familiari in città al campo di addestramento nei boschi fino alla foresta delle Lande dove i due si danno alla fuga e all’isolamento. Ognuno di questi è come se costruisse un universo autonomo, dove il peso reale delle cose (responsabilità familiari, etica militare e natura matrigna) si affaccia costantemente, mutando e minando i sentimenti dei due protagonisti. E qui stanno la forza e la sensibilità di un’opera prima che riesce a restituire dentro un’unità stilistica e una coerenza narrativa impeccabili tutte le discordanze delle passioni giovanili, dentro e fuori dal nostro tempo.

Pensieri e turbamenti, nausee emotive e senso di finitudine, sono quelle che i ventenni provano dal romanzo ottocentesco. Ma l’angoscia per il futuro (più che per il presente) e la crisi del lavoro trasforma Arnaud e Madeleine in due ventenni radicalmente contemporanei divisi fra responsabilità private e universali, fra il bisogno di combattere per un futuro e l’incapacità di scegliere per quale futuro combattere. Film più politico di quanto ci si aspetti, The Fighters ha la semplicità della parabola e la forza vitale del romanzo d’avventura; il tocco leggero di chi muove sentimenti personali e la potenza dirompente di chi diffonde giudizi universali.

INFO
Il trailer italiano di The Fighters
The Fighters sul sito della Quinzaine.
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