Las elegidas

Las elegidas

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Raccontando la storia di una ragazza che viene rapita e costretta a prostituirsi, Las elegidas del messicano David Pablos dimostra come sia ancora possibile fare un cinema popolare d’impatto e di denuncia senza per forza scendere nel torbido. In concorso in Un certain regard.

Ulisse coperto di vergogna

La quattordicenne Sofia è innamorata di Ulisse. Ma, a causa del suo compagno e contro la sua volontà, la ragazza diviene preda di un’organizzazione clandestina che fa prostituire le sue vittime. Per riavere Sofia, Ulisse dovrà trovarle un rimpiazzo… [sinossi]

Esiste un cinema della denuncia che allo stesso tempo si trasforma nel suo contrario perché, fingendo di voler mettere sotto accusa certe forme di sfruttamento, in realtà le foraggia costringendosi a rimestare nel torbido. È la vecchia e immarcescibile lezione d’epoca vittoriana della falsa coscienza borghese: la donna perduta – per fare un esempio – che passa attraverso ogni genere di disgrazia e che poi viene immancabilmente punita. In parte minima soffre di questa sorta di “virus” – di cui è facile restare vittime – Nahid dell’iraniana Ida Panahandeh, mentre fortunatamente ne è del tutto esente Las elegidas del messicano David Pablos, entrambi presentati alla 68esima edizione del Festival di Cannes nella sezione Un certain regard. Una tendenza al romanzo sociale che, certo, non lascia molto aperto il campo per svisate o genialità autoriali ma che, nello specifico del film di Pablos, permette di assistere a un film solido, commovente e coinvolgente.
Las elegidas sono le ragazze messicane vittime di un giro di prostituzione, letteralmente catturate e rinchiuse in una casa chiusa clandestina dove debbono concedersi al cliente di turno. Il giovanissimo Ulisse si è trovato, suo malgrado, a crescere nella famiglia che è parte di questa organizzazione e, dunque, nel momento in cui si innamora di una ragazza, Sofia, questa viene subito sequestrata e adoprata alla losca causa…

Atto d’accusa nei confronti delle istituzioni messicane (ci viene detto chiaramente che la polizia sostiene e appoggia questo ratto indiscriminato), Las elegidas però riesce a mantenersi in perfetto equilibrio tra la sua dimensione politica, quella di racconto popolare e, persino, quella estetica – un caso, in effetti, molto raro in anni recenti, in cui il cinema popolare sembra essere scomparso, lasciando spazio solo al racconto televisivo. E se la narrazione è basata su un colpo di scena iniziale tanto azzeccato da lasciare sgomenti (lo spettatore non può credere che quella famigliola che ha accolto la ragazza con tenerezza possa essere composta da dei malavitosi ed è portato piuttosto a pensare che Ulisse, nel momento in cui mette in guardia Sofia, sia un paranoico), è comunque l’eccellente rigore registico a rappresentare forse la migliore qualità di Las elegidas. Per evitare ogni possibile tentazione da cattiva coscienza, Pablos lascia infatti tutto fuori campo e perciò i rapporti sessuali cui viene costretta la ragazza sono suggeriti soltanto in colonna sonora, mentre quello che vediamo sono i primi piani di lei, alternati a quelli dei suoi clienti che quasi ci fissano, dolenti, come per una sorta di ammissione di colpevolezza.

Allo stesso tempo Pablos si inventa un escamotage narrativo molto potente, su cui si regge gran parte della tensione della seconda parte del film: il nostro Ulisse decide consapevolmente di “rimorchiare” un’altra ragazza per poterla cedere al momento giusto ai familiari e per poter così riavere Sofia. La povera malcapitata è dunque ancora più vittima di Sofia, ingannata persino negli affetti, sfruttata, adescata ed infine abbandonata al suo destino. E anche qui Pablos dimostra di avere un enorme talento da narratore perché, pur rischiando a tratti di far cadere la linea del verosimile, riesce sempre a tenere perfettamente sotto controllo azioni e reazioni dei personaggi.
Certo, forse da una sezione come Un certain regard ci si aspetterebbe di trovarsi ad avere a che fare con un cinema eccentrico e spiazzante, impossibilitato a trovare spazio nel più irreggimentato concorso ufficiale; insomma, tutto il contrario di Las elegidas. Ma allo stesso tempo non si può fare a meno di lodare la natura sanamente popolare di questo film.

Info
La scheda di Las elegidas sul sito del Festival di Cannes.
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