Sul ritrovamento del Mercante di Venezia di Welles
Dopo Too Much Johnson, l’associazione friulana Cinemazero ha annunciato il ritrovamento di un altro dei misteriosi incompiuti di Welles, Il mercante di Venezia, risalente al 1969. Il film verrà proiettato al Lido il primo settembre, in prima mondiale.
I misteri intorno all’opera incompiuta di Welles continuano ad essere ben lungi dal diradarsi. Almeno però, rispetto a pochi anni fa, qualcosa di questo materiale sta venendo pian piano alla luce. Dopo l’importantissima scoperta del Too Much Johnson, Cinemazero ha ritrovato nei suoi archivi anche buona parte del materiale del Mercante di Venezia, un mediometraggio che Welles concepì tra il 1968 e il 1969 quale episodio di uno special televisivo per la televisione americana CBS, intitolato Orson’s Bag. Uno special che prevedeva episodi ambientati a Vienna, a Londra e in altre città europee.
Finora, della versione wellesiana del Mercante di Venezia si erano visti in occasioni pubbliche – per esempio nel 2005 al Festival di Locarno – solo pochi minuti, depositati al Munich Film Museum. E, oltre ad ammirare in questi frammenti Welles nei panni di Shylock, era comunque tecnicamente impossibile potersi fare un’idea precisa del progetto.
Ma ora, grazie al ritrovamento nell’archivio di Cinemazero, si potranno vedere 30 minuti su un totale di 40 (durata complessiva che viene indicata nell’appendice del volume Io, Orson Welles, a cura di Jonathan Rosenbaum) e dunque si potrà – e si dovrà – contestualizzare meglio la portata di questo mediometraggio all’interno della filmografia di Welles. Siamo infatti convinti che l’importanza del Mercante non sia da sottovalutare, anche perché si tratta tecnicamente dell’ultimo – quantomeno in ordine cronologico – adattamento shakespeariano dell’autore di Quarto potere, dopo il Macbeth, l’Othello e il Falstaff.
Dunque, in accordo con la Cineteca del Friuli, Cinemazero – insieme al Munich Film Museum e con la collaborazione della Cineteca di Bologna e della Cinémathèque Française (nei cui archivi sono stati ritrovati altri frammenti del film) – ha promosso il restauro della pellicola, che verrà proiettata in prima mondiale alla 72esima edizione del Festival di Venezia. E, del resto, quale miglior occasione e location per vedere per la prima volta questo materiale?
Eppure, anche se concepito, dopo l’Othello (di cui, sempre al Lido, verrà proiettata per la prima volta la versione originale italiana) come un nuovo omaggio a Venezia, il Mercante è un episodio del tutto eccentrico all’interno dello special della CBS. Negli altri episodi, infatti, Welles è in scena soprattutto nei panni di se stesso e parla in macchina con l’obiettivo di illustrare e spiegare al pubblico caratteristiche, vizi e virtù di ogni singola città che si trovava a visitare. È costruito così, ad esempio, l’episodio Spying in Vienna.
La stessa cosa invece non succede ne Il Mercante di Venezia, in cui prevale nettamente l’aspetto fictionale rispetto a quello documentaristico e/o di “inchiesta” televisiva. Tuttavia, in base a quanto ci ha raccontato Mauro Bonanni che, oltre al Don Chisciotte, montò anche delle parti di questo special per la CBS, Welles nelle primissime inquadrature del film entrerebbe in scena nei suoi panni, per poi trasformarsi in Shylock davanti ai nostri occhi. Sembra infatti – sempre stando alle parole di Bonanni – che, proprio all’inizio del Mercante, Welles arrivi in un calle veneziano in cui è allestito una specie di camerino improvvisato all’aperto e che qui indossi la maschera di Shylock, mentre ci parla dell’importanza di questo personaggio e delle sue caratteristiche all’interno dell’opera shakespeariana. Da quel momento in poi si dovrebbe quindi entrare nella finzione, con l’usurario ebreo Shylock che pretende la libbra di carne del mercante Antonio e che, nel frattempo, si lascia ingannare da sua figlia Jessica.
Detto questo, trattandosi pur sempre di un mediometraggio, è assolutamente certo che Welles abbia drasticamente tagliato alcune parti dell’opera teatrale originale. Sembra in particolare che sia stato eliminato il personaggio di Porzia e che con lei siano spariti tutti i momenti da commedia degli equivoci. Non sappiamo se una siffatta rivisitazione del testo sia stata operata da Welles per necessità o per scelta (stando a quanto riportato su Wikipedia inglese sembra ad esempio che Oja Kodar non se la fosse sentita di indossare i panni di Porzia, perché all’epoca non conosceva abbastanza bene la lingua del Bardo), fatto sta che in questo modo il Mercante di Venezia wellesiano – anche in base ai pochi minuti visti in passato grazie al Munich Film Museum – dovrebbe essersi trasformato radicalmente, passando così dallo status di commedia, come concepita da Shakespeare, a quello di tragedia, al cui centro c’è proprio Shylock. Un’operazione che, forse, potrebbe non discostarsi troppo da quella che Welles aveva fatto in precedenza al cospetto del personaggio di Falstaff, diventato il protagonista del film omonimo.
Ma tutto questo lo verificheremo alla prossima edizione del Festival di Venezia, alla pre-apertura quando, il primo settembre Il mercante di Venezia verrà proiettato, prima dell’Othello.
Vai allo Speciale Orson Welles.

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