Nausicaä della Valle del vento

Nausicaä della Valle del vento

di

Arriva finalmente nelle sale, con un trentennio di ritardo, Nausicaä della Valle del vento, secondo lungometraggio scritto e diretto da Hayao Miyazaki e opera seminale dello Studio Ghibli. Archetipo degli eco-fantasy, Nausicaä mantiene intatta la potenza grafica, cromatica e immaginifica. Una pellicola, per caratteristiche tecniche e produttive, miracolosa e probabilmente irripetibile.

Il cielo è sempre più blu

In seguito a un cataclisma che ha sconvolto l’intero pianeta, una foresta tossica ha ricoperto la maggior parte della superficie terrestre. In questo scenario apocalittico, dove una nuova guerra è sul principio di esplodere, il regno della Valle del vento – governato da Jihl, padre della coraggiosa Nausicaä – è una delle poche zone ancora popolate. Nausicaä ha due doni: saper cavalcare il vento volando come gli uccelli e riuscire a comunicare con gli Ohmu, i giganteschi insetti guardiani della foresta. Grazie alle sue abilità nonché all’amore e alla stima del suo popolo, Nausicaä intraprenderà una coraggiosa sfida volta a ristabilire la pace e a riconciliare l’umanità con la Terra… [sinossi]

L’uscita italiana di Nausicaä della Valle del vento chiude idealmente un cerchio. Un cerchio di eventi e di ritardi. Correva l’anno 1987, erano i primi giorni di gennaio e Rai 1 trasmetteva la pellicola di Miyazaki. Facciamo un deciso balzo in avanti, bypassando l’Orso d’oro e l’Oscar a La città incantata. Mostra del Cinema di Venezia 2005, Sala Grande, il direttore Marco Müller consegna il Leone d’oro alla carriera a Miyazaki, ricorda proprio la messa in onda sul canale Rai di Nausicaä e racconta al pubblico di una sagace e lesta registrazione su una videocassetta VHS. Il cerchio è fatto anche di supporti che cambiano: videocassette, laserdisc, dvd, blu-ray. Ricerche matte e disperatissime. E lunghe attese.
Altro giro, altro festival. Edizione 2010 del Festival di Roma: retrospettiva sullo Studio Ghibli e Nausicaä su grande schermo, con sottotitoli curati da Gualtiero Cannarsi. Eccoci alla chiusura del cerchio, con il nuovo adattamento di Cannarsi, l’uscita evento della Lucky Red (tre giorni, 5-6-7 ottobre 2015) e Nausicaä della Valle del vento che approda finalmente nelle sale italiane. Impossibile non pensare ai vecchi supporti, alla Rai di allora, alla scoperta così tardiva del cinema di Miyazaki e dello Studio Ghibli [1].

Lo stesso iter creativo e produttivo di Nausicaä della Valle del vento è abbastanza arzigogolato, una concatenazione di intrecci artistici, speranze ben riposte e scommesse vinte. Hayao Miyazaki alla fine degli anni Settanta non era certo uno sconosciuto: dopo una significativa gavetta alla Tōei Dōga, culminata col meraviglioso fallimento de Il segreto della spada del sole (1968) dell’inseparabile Isao Takahata, Miyazaki inanella fruttuose esperienze tra uno studio e l’altro, da Lupin III e Heidi a Conan, il ragazzo del futuro, fino all’esordio al lungometraggio con Il castello di Cagliostro. Serie televisive, mediometraggi, cortometraggi, la prima esperienza cinematografica e alcuni manga: un paio di trasposizioni di pellicole della Tōei, Nagagutsu wo haita neko da Il gatto con gli stivali e Dōbutsu takarajima da Gli allegri pirati dell’isola del tesoro, e il misconosciuto People of the Desert (Sabaku no tami), pubblicato tra il 1969 e il 1970 sullo Shōnen shōjo shinbun sotto lo pseudonimo di Akitsu Saburō.
Tavole in bianco e nero, il character design tipicamente miyazakiano, l’ambientazione desertica e molte altre tracce che ci riconducono a Nausicaä della Valle del vento: «è sul piano dei temi che emerge un profondo, ulteriore fronte di coesione. Lande desolate e popoli in crisi, ecosistemi in pericolo, lunghi viaggi, eroine femminili, ragazzi selvaggi, ma anche aerei e mezzi militari, soldati, i grandi conflitti della Storia, guerra e pacifismo: tutti i principali snodi simbolici dell’immaginario miyazakiano sono in scena nei suoi manga. E proprio come nelle sue opere audiovisive, due filoni ben definiti occupano lo spazio maggiore: da un lato quello fantastico-avventuroso, con Sabaku no tami (1969), Kaze no tani no Naushika (1982-94), Shuna no tabi (1983)…» [2].

È l’intervento di un altro giovane emergente, Toshio Suzuki, allora redattore della rivista Animage e futuro uomo chiave dello Studio Ghibli, a riportare Miyazaki sulla strada dei manga: nel 1982 inizia la pubblicazione a cadenza decisamente irregolare di Nausicaä della Valle del vento. Dopo due decenni di gavetta, in un saliscendi di delusioni e soddisfazioni, la carriera di Miyazaki inizia a galoppare. La trasposizione cinematografica, sospinta da Suzuki e sostenuta economicamente dal colosso editoriale Tokuma Shoten, si concretizza in tempi rapidi e Nausicaä della Valle del vento «esce nelle sale giapponesi l’11 marzo del 1984 […] Questo epico eco-fantasy, intriso di sincero pacifismo e realizzato con cura maniacale, non rappresenta solamente uno dei vertici artistici di Miyazaki, degli anime e della storia dell’animazione, ma è prima di tutto il simbolo di una nuova era per l’animazione del Sol Levante. La realizzazione delle aspirazioni di Takahata e Miyazaki, così elevate da sembrare un’utopia, apre un paradosso artistico poetico commerciale nelle dinamiche dell’industria degli anime […] Grazie ai finanziamenti della Tokuma Shoten e al supporto di molti impiegati chiave della Topcraft, i quattro fondatori Isao Takahata, Hayao Miyazaki, Toshio Suzuki e Yasuyoshi Tokuma danno alla luce il 15 giugno 1985 una nuova casa di produzione. Dalle ceneri della Topcraft nasce lo Studio Ghibli» [3].

Nausicaä della Valle del vento è un punto di arrivo e di (ri)partenza. È lo spartiacque tra i meccanismi dell’industria degli anime, cadenzati da un ritmo produttivo/creativo inevitabilmente frenetico, e l’autorialità dello Studio Ghibli, un’isola felice e lontanissima da sequel, target, mission e tutto quel che segue. C’è un prima e un dopo Nausicaä nella carriera di Miyazaki, nella storia dell’animazione, nella costruzione dei personaggi femminili, nell’immaginario fantasy e fantascientifico nipponico.
Miyazaki rielabora le suggestioni post-apocalittiche di Conan, il ragazzo del futuro, portando a compimento il percorso di maturazione grafica e cromatica iniziato con Yasuji Mori. Dal punto di vista squisitamente stilistico, ritroviamo in Nausicaä della Valle del vento le influenze del fumetto europeo, in primis Mœbius [4]; la linea chiara di Mori, con le linee morbide e delicate, i volti umani realistici e tondeggianti, l’attenzione certosina nel realizzare animali e insetti; la fluida dinamicità della messa in scena, nonché dei movimenti dei personaggi, appresa da Yasuo Ōtsuka – in questo senso, a parte il celebre inseguimento con la Fiat 500 de Il castello di Cagliostro, si veda la sequenza d’apertura de Il segreto della spada del sole, con i movimenti di macchina e il montaggio della lotta tra Hols e i lupi e l’entrata in scena del colosso di roccia Mog.
In Nausicaä della Valle del vento, come nei lavori precedenti e successivi, Miyazaki riversa il proprio credo artistico, narrativo, politico ed esistenziale: la genesi dell’eroina Nausicaä, coerente evoluzione delle varie Hilda (Il segreto della spada del sole) e Lana (Conan), si intreccia con la passione per il volo, per i castelli (e per Paul Grimault e il suo Le roi et l’oiseau), per gli esseri giganti, e con l’incubo post-atomico e i ricordi della Seconda guerra mondiale.

Lo spiccato spirito ecologista, adombrato da un mai sopito pessimismo politico, deflagra con Nausicaä. Costretto a trovare un finale per la pellicola, ben dieci anni prima della effettiva conclusione del manga [5], Miyazaki tratteggia un’eroina messianica, vero e proprio deus ex machina che dipana il conflitto tra gli esseri umani e la Natura. Una posizione poetica/politica che Helen McCarthy definisce «idealismo utopico» e che nel corso degli anni muterà: «dall’idealismo utopico di Nausicaä della Valle del Vento, la visione di Miyazaki si è sviluppata fino a racchiudere l’umanesimo gentilmente maturo di Princess Mononoke» [6].
Nausicaä della Valle del vento e Princess Mononoke formano una sorta di dittico sulla Natura, sulle derive distruttive e autodistruttive degli esseri umani. I due film sono la trasposizione, finalmente completa, delle riflessioni del manga. Ma l’incompletezza non rappresenta un limite nell’economia narrativa di Nausicaä: la storia della principessa e del suo aliante Mehve, dell’inseparabile scoiattolo Teto, della foresta tossica, dei mostri-tarlo e dei regni guerrafondai di Tolmekia e Pejite, riesce a trovare una conclusione coerente, epica e commovente. Utopica e commovente.

Allargando lo sguardo alla produzione televisiva, per design e contenuti in linea con l’evoluzione cinematografica, possiamo parlare di trilogia ecologista, tra fantasy e fantascienza. Alle piccole comunità in lotta per la sopravvivenza di Nausicaä e Mononoke bisogna aggiungere l’isola di Hyarbor di Conan: «nelle tre opere ricorre l’immagine dell’onda gigante, una sorta di tsunami sotto varie forme, espressione della forza distruttrice della Natura e della cieca tendenza (auto)distruttrice degli esseri umani […] In Conan […] lo tsunami, che già aveva sconvolto il pianeta, non è altro che la conseguenza più evidente della guerra mondiale scoppiata venti anni prima. Nella versione manga di Nausicaä viene evocata la Grande Ondata di Marea (Daikaisho), che ha inghiottito gran parte delle terre, poi coperte dalla foresta tossica; nella versione cinematografica, con grande effetto scenico, gli imponenti mostri tarlo (Ohmu) avanzano inarrestabili come un maremoto, ancora una volta scatenati dalla prepotenza umana. Il terzo tsumani, in Princess Mononoke, altro non è che il corpo in disfacimento del Didarabochi, colossale forma notturna dello Shishigami, il dio-cervo: l’onda organica e spirituale della divinità morente travolge tutto e tutti, rinnovando l’eterno ciclo della natura» [7].

Lo scenario post-apocalittico immaginato da Miyazaki per Nausicaä della Valle del vento vira verso il fantasy, ondeggiando tra le verdeggianti vallate della pacifica comunità e le creature orrorifiche della foresta tossica, tra architetture e abiti medievaleggianti e una tecnologia dalle discendenze steampunk. Le contrapposizioni apparentemente nette, sia dei luoghi che dei personaggi, sfumano via via, rivelando uno sguardo mai manicheo: «è evidente […] come il mondo incantato di Miyazaki non prediliga le posizioni manicheistiche, ma al contrario utilizzi proprio le sue eroine per dimostrare come il male sia una creazione umana, poiché in ciascuno esistono componenti positive che possono essere poste in rilievo attraverso il rispetto, la solidarietà e la tolleranza. Valori trasmessi attraverso l’attivazione di un particolare senso di meraviglia creato negli spettatori, ottenuto tramite un ampio raggio di sfumature che vanno dallo stupore infantile al registro epico» [8].

Il sense of wonder miyazakiano, accompagnato da una cura maniacale dei dettagli, da fondali dalla valenza pittorica e dalla ricerca di un perfetto equilibrio cromatico, si nutre di esseri giganteschi (i guerrieri invincibili, i mostri-tarlo) e di animaletti minuti e fragili (Teto, in sintonia osmotica con Nausicaä, altro tema ricorrente), di macchine volanti e di personaggi estremamente umani, di sequenze movimentate e complesse e di quadri fissi, di cielo e di terra. Contrasti fertili, come la prima sequenza dopo l’incipit e i titoli di testa: Nausicaä attraversa il cielo azzurro, immersa in una dimensione silenziosa e pacifica, quasi un luogo altro, per poi planare sinuosamente ai margini della foresta tossica. Accompagnata dalle sonorità ariose e orchestrali di Joe Hisaishi, la principessa della Valle del vento ci appare risoluta, eppure piccolissima e impotente di fronte alla monumentale imponenza della foresta. E poi le battaglie aeree, le fortezze volanti, la presa del castello, i mulini a vento, i flashback dorati, il salvataggio del piccolo mostro-tarlo, la furia degli Ohmu…

Il 5, 6 e 7 ottobre si chiude un cerchio. Da Nausicaä della Valle del vento a Nausicaä della Valle del vento. E ancora una volta, all’orizzonte, scorgiamo una figura messianica: Hideaki Anno, che allora giovanissimo diede vita ai guerrieri invincibili di Nausicaä, e che ha solleticato l’immaginazione del pubblico ghibliano con il cortometraggio live-action Giant God Warrior Appears in Tokyo e doppiando il protagonista di Si alza il vento, potrebbe far ripartire la ruota. Ma questa è un’altra storia.

Note
1. La disattenzione distributiva, critica e accademica non conosce rimorsi: le opere ghibliane e pre-ghibliane di Isao Takahata, molte ancora inedite e misconosciute, passano (quasi) sotto silenzio.
2. Matteo Stefanelli, Miyazaki, mangaka. Il fumetto e il piacere del disegno, in Enrico Azzano, Andrea Fontana, Studio Ghibli. L’animazione utopica e meravigliosa di Miyazaki e Takahata, Edizioni Bietti, Milano 2015, p. 217.
3. E. Azzano, Miracolo a Koganei. Storia sentimentale di un luogo (dell’)immaginario, in Studio Ghibli. L’animazione utopica e meravigliosa di Miyazaki e Takahata, op. cit., pp. 35-36.
4. Per ampliare il discorso Miyazaki/Mœbius (o Nausicaä/Arzach), si può partire da quel che rimane della mostra parigina sui due disegnatori, Miyazaki-Mœbius: 2 artistes dont les dessins prennent vie (miyazaki-moebius.com), e il relativo catalogo.
5. Cfr. On Completing Nausicaä of the Valley of the Wind, intervista rilasciata nel giugno del 1994 e successivamente inserita in Hayao Miyazaki, Starting Point: 1979-1996, Viz Media, San Francisco 2014, pp. 390-407.
6. Helen McCarthy, Hayao Miyazaki. Master of Japanese Animation, Stone Bridge Press, Berkeley 1999, p. 203.
7. E. Azzano, Utopie e distopie nel cinema d’animazione giapponese (1963-2012), in João Kennedy Eugênio, Wanderson Lima Torres (a cura di), Cinema e Mal-Estar na Civilização, Editoria Max Limonad, São Paulo 2015, pp. 162-163.
8. Roberta Novielli, Animerama. Storia del cinema d’animazione giapponese, Marsilio Editori, Venezia 2015, p. 197.
Info
Il trailer italiano di Nausicaä della Valle del vento.
Nausicaä della Valle del vento sul sito della Lucky Red.
Nausicaä della Valle del vento su Anime News Network.
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-01.jpg
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-02.jpg
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-03.jpg
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-04.jpg
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-05.jpg
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-06.jpg
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-07.jpg
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-08.jpg
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-09.jpg
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-10.jpg
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-11.jpg
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-12.jpg
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-13.jpg
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-14.jpg
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-15.jpg
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-16.jpg
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-17.jpg
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-18.jpg
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-19.jpg
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-20.jpg
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-21.jpg
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-22.jpg
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-23.jpg
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-24.jpg
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-25.jpg
  • Nausicaa-della-Valle-del-vento-1984-Hayao-Miyazaki-26.jpg

Articoli correlati

  • Documentario

    Il Regno dei Sogni e della Follia | Recensione | Quinlan.itIl regno dei sogni e della follia

    di Mami Sunada riesce a muoversi in punta di piedi, a pedinare garbatamente Miyazaki, a fondersi con lo Studio Ghibli. Il regno dei sogni e della follia anticipa la fine e la racconta, e riesce a essere una testimonianza importante per sondare e studiare il microcosmo ghibliano.
  • Animazione

    la-citta-incantata-2001-cov932La città incantata

    di Torna al cinema una delle opere più celebri di Hayao Miyazaki, già vincitrice dell'Orso d'Oro alla Berlinale e dell'Oscar per il miglior film di animazione.
  • Animazione

    principessa-mononoke-1997-cov932Principessa Mononoke

    di Uno dei massimi capolavori di Hayao Miyazaki raggiunge le sale italiane grazie alla Lucky Red. Un evento imperdibile per tutti gli amanti del "dio degli anime"!
  • Venezia 2013

    si alza il ventoSi alza il vento

    di Giunto alla fine di un percorso artistico iniziato nel 1963, Miyazaki sceglie di raccontarci direttamente la realtà, se stesso, le origini dei suoi sogni, il Giappone. Nelle sale per quattro giorni dal 13 settembre.
  • DVD

    La collina dei papaveri di Goro Miyazaki - Recensione DVD | Quinlan.itLa collina dei papaveri

    di Durante la disputa per la demolizione o la salvaguardia del Quartier Latin, sede dei club scolastici, Umi e Shunya si innamorano...
  • Blu-ray

    Il castello di Cagliostro di Hayao Miyazaki - Blu-ray | Quinlan.itIl castello di Cagliostro

    di Lupin e il fedele Jigen hanno rintracciato la fonte delle banconote false che stanno mettendo in ginocchio l'economia mondiale: il piccolo paese di Cagliostro, governato dall'omonimo conte...
  • Animazione

    Il castello nel cielo (1986) di Miyazaki - Recensione - Quinlan.itIl castello nel cielo

    di Sheeta, misteriosa ragazzina in possesso di una magica pietra azzurra, è inseguita da una sgangherata banda di pirati dell’aria e da un torvo agente governativo...
  • Animazione

    Il mio vicino Totoro (1988) di Hayao Miyazaki - Recensione Quinlan.itIl mio vicino Totoro

    di Esempio difficilmente replicabile di "film per tutti", Il mio vicino Totoro conferma l'abilità narrativa di Miyazaki, da sempre attento al contenuto e alla fruibilità delle sue opere, dalle più complesse alle più immediate.
  • Speciali

    speciale-hayao-miyazaki-totoro-cov932Speciale Hayao Miyazaki

    Un lungo speciale dedicato al "Dio degli anime", dai lavori giovanili alla consacrazione dei grandi festival, dal rapporto tra l'uomo e la natura alla passione per gli aerei e il volo.
  • Animazione

    Ponyo sulla scogliera (2008) di Miyazaki - Recensione - Quinlan.itPonyo sulla scogliera

    di Plasmando un intreccio che riecheggia Hans Christian Andersen, Miyazaki sposa il punto di vista dei sui piccoli protagonisti, raccontandoci una storia di poetica, inarrivabile, semplicità.
  • Animazione

    Il castello di Cagliostro (1979) di Miyazaki - Recensione | Quinlan.itIl castello di Cagliostro

    di Il castello di Cagliostro è un pirotecnico divertissement, un giocattolo spassoso, un meccanismo ludico di certosina precisione.
  • Animazione

    I racconti di Terramare (Giappone 2006) di Goro Miyazaki | Quinlan.itI racconti di Terramare

    di Dopo l’improvvisa apparizione nei cieli di Eartsea di alcuni draghi, carestie e pestilenze cominciano ad affliggere gli esseri umani: il mondo sta perdendo il suo equilibrio...
  • DVD

    Il castello errante di Howl di Hayao Miyazaki - DVD | Quinlan.itIl castello errante di Howl

    di La Lucky Red ha riservato più di un’attenzione all'uscita dell’ultima opera miyazakiana, Il castello errante di Howl. Il risultato, oltre all'edizione a disco singolo, è la Limited Edition...
  • Animazione

    Porco Rosso (1992) di Hayao Miyazaki - Recensione - Quinlan.itPorco Rosso

    di Le mirabolanti avventure aeree di Porco Rosso, abilissimo aviatore trasformato in maiale: i pirotecnici scontri con la banda Mamma Aiuto, la rivalità con Donald Curtis e l’amore per la bella Gina…
  • Animazione

    Kiki consegne a domicilio (1989) di Miyazaki - Recensione - Quinlan.itKiki consegne a domicilio

    di La piccola e graziosa streghetta Kiki, compiuti tredici anni, deve passare un intero anno lontano dalla sua famiglia in una città sconosciuta...
  • Animazione

    Il castello errante di Howl (2004) di Hayao Miyazaki | Quinlan.itIl castello errante di Howl

    di La diciottenne Sophie, dopo un casuale incontro con il bello e temuto mago di Howl, viene trasformata in una rugosa vecchietta dalla Strega delle Lande Desolate...
  • Animazione

    Akira (Giappone, 1988) di Katsuhiro Ōtomo - Recensione - Quinlan.itAkira

    di Neo-Tokyo, 2019. Nella città devastata regna il caos: bande di motociclisti, gruppi di terroristi e ribelli, sette religiose in attesa della seconda venuta del leggendario Akira…
  • Animazione

    la-tomba-delle-luccioleLa tomba delle lucciole

    di Arriva nelle sale La tomba delle lucciole di Isao Takahata, capolavoro straziante realizzato nel 1988 dallo Studio Ghibli. In perfetto equilibrio tra realismo e lirismo, con un'onestà quasi spietata, Takahata mette in scena il destino privo di speranza di due fratellini inghiottiti dallo spaventoso scenario della Seconda guerra mondiale.
  • Animazione

    La-ricompensa-del-gattoLa ricompensa del gatto

    di Arriva nelle sale per due giorni La ricompensa del gatto di Hiroyuki Morita, singolare spin-off de I sospiri del mio cuore ed ennesimo ripescaggio della Lucky Red tra gli inediti dello Studio Ghibli. Un'operina graziosa, spumeggiante, indubbiamente minore.
  • Animazione

    Barefoot-GenBarefoot Gen

    di Tratto dal monumentale manga di Keiji Nakazawa, impreziosito dalle scelte grafiche di Kazuo Tomizawa e Kazuo Oga, Barefoot Gen affronta senza filtri fantastici o fantascientifici l'olocausto nucleare, tema centrale e costante dell'animazione nipponica.
  • Animazione

    La tartaruga rossa (2016) Michael Dudok de Wit - Recensione | Quinlan.itLa tartaruga rossa

    di Presentato nella sezione Un Certain Regard, La tartaruga rossa di Michaël Dudok de Wit è l’ennesimo miracolo artistico e produttivo dello Studio Ghibli, in coproduzione con le francesi Prima Linea Productions, Why Not Production e Wild Bunch.
  • In Sala

    godzilla-resurgence-2016-shin-godzilla-cov932Godzilla Resurgence

    di , Il film che segna il ritorno del kaijū più famoso del cinema in una produzione giapponese, diretto da Hideaki Anno e Shinji Higuchi. Un'opera di grande potenza visiva, che riannoda i fili con la saga ma guarda anche all'immaginario di Anno.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento