1981: Indagine a New York

1981: Indagine a New York

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Grazie a Movies Inspired arriva finalmente nelle sale italiane 1981: indagine a New York, terza fatica di J. C. Chandor. Notevole salto di qualità per l’autore americano, alle prese con una fosca e glaciale tragedia americana per un’opera complessa e affascinante. Con Oscar Isaac e Jessica Chastain.

Enduring Captivity

Nella New York del 1981, Abel Morales conduce un’azienda di trasporti e carburanti con crescenti fortune e profitti. Alla vigilia di un’importante acquisizione, la società si ritrova al centro di un doppio fuoco incrociato: da un lato viene avviata un’indagine su corruzione e malaffari, dall’altro una banda prende di mira i camion aggredendo gli autisti e rubando i carichi. Abel cerca di tenersi lontano dalle logiche della disonestà e della violenza, ma sua moglie Anna è di tutt’altro avviso, e intanto i camionisti richiedono di viaggiare armati… [sinossi]

Possono anche non esserci i cavalli a scorrazzare sullo schermo, ma il western rimane di casa nel cinema a stelle e strisce di sempre e da sempre. La posta in gioco, la legge del più forte, chi spara prima e più forte, l’ineluttabile caduta verso la violenza, intesa nelle sue più svariate declinazioni: l’America è terra di pionieri, ma ormai da decenni non più incendiari, fieri e orgogliosi del mito della Frontiera, incarnazioni di ardimento e ottimismo. Da decenni è tempo di eroi stanchi, aggrappati con le unghie e con i denti a una moralità sempre più egotistica e spenta, destinata allo scacco in un universo in cui tutto si sporca e s’impantana alla minima uscita verso l’esterno. Le radici di un modello culturale e di tutto un sistema di pensiero sono violente e malsane, e chi s’illude di prendere le distanze non può che arrendersi a quelle stesse logiche.

Benché venga subito dopo l’impresa ardita di All Is Lost (2013), al momento 1981: Indagine a New York appare senza dubbio il più ambizioso tra i film dell’interessante J.C. Chandor. Che a dire il vero di ambizione ne ha mostrata fin da subito, esordendo nel lungometraggio con Margin Call (2011), sorta di claustrofobico Kammerspiel corale sugli inizi dell’attuale crisi economica mondiale e proseguendo poi con la sfida del film pressoché privo di dialoghi e a personaggio unico disperso nell’oceano in cerca di sopravvivenza (il summenzionato All Is Lost con unico protagonista Robert Redford). Per ognuno dei tre lungometraggi Chandor siede alla regia ma si occupa in solitaria anche della sceneggiatura secondo un non frequente approccio da autore totale.
Seguendo in parte l’approccio già mostrato in Margin Call, anche stavolta Chandor si affida al racconto di una microrealtà per proiettarla su scenari di realtà enormi. In Margin Call si trattava di raccontare una catastrofe finanziaria di dimensioni mondiali tramite l’emergenza di nuove e montanti difficoltà economiche nell’arco di 24 ore all’interno di un singolo studio di analisti finanziari.
In 1981: Indagine a New York, alzando decisamente la posta in gioco, Chandor allestisce una fosca tragedia moderna intorno alle beghe di un’azienda di trasporti e carburanti per aspirare alla messa in scacco di un intero sistema produttivo e culturale, risalendo agli universali di un paese e per esteso di tutto il mondo in cui tale ideologia è riuscita a imporsi.

Malgrado le insidie della gigantesca allegoria didascalica siano sempre dietro l’angolo (vedi certi personaggi eccessivamente simbolici: l’uomo di legge di David Oyelowo, l’oscuro consigliere di Albert Brooks…), in realtà le scelte estetiche di 1981: Indagine a New York vanno saggiamente verso tutt’altra direzione, proponendo una rilettura assai personale del cinema di genere e rimanendo sostanzialmente al di là di qualsiasi genere.
Per certe cadenze tetre e oscure il film di Chandor può ricordare infatti il mafia-movie in aria di Padrino, ma al contempo non resta alieno al noir, al poliziesco e alle logiche di un western moderno. A ergersi al di sopra di tutte queste rapide catalogazioni domina una generale atmosfera di ineluttabile tragedia, in cui s’inscrivono anche dinamiche familiari lontane da qualsiasi declinazione emotiva (la Anna di Jessica Chastain, stupenda attrice come sempre, ricorda da vicino una moderna incarnazione di Lady Macbeth). A conferire alla vicenda cadenze tragiche è l’aspirazione senza futuro del protagonista, così fedele all’idea dell’American Dream da non accorgersi che sta soltanto ingannando se stesso.

Ambientato in uno degli anni più violenti della storia newyorkese (vedi titolo originale del film, A Most Violent Year), 1981: Indagine a New York racconta infatti il rischio di rovinosa caduta per l’imprenditore Abel Morales, ex-camionista che ha ereditato dal ricco suocero gangster una società di trasporti e carburanti facendola prosperare in tempi brevissimi. L’azienda è però al centro di un tiro incrociato: da un lato è in corso un’indagine a largo raggio su corruzione e fondi della società, dall’altro una banda non meglio identificata assale e deruba i camion sempre più spesso. Tutto questo alla vigilia di un’importante acquisizione che dovrebbe dare una svolta decisiva al giro d’affari. Benché sui fondi iniziali della ditta restino dei dubbi, Abel dà tutto se stesso nell’impresa di condurre l’azienda in modo onesto e corretto, aderendo all’idea tutta americana della “giusta gara”, della sana competitività imprenditoriale lontana da sporche scorciatoie. Ma la deriva violenta e la logica del ricatto sembrano innervare qualsiasi relazione. I camionisti spaventati iniziano a viaggiare armati, e il cinico pragmatismo della moglie Anna si conferma lo strumento più vincente. Cosicché a poco a poco le pistole in scena si moltiplicano, e per difendersi non rimane che la logica del West, mentre per i più deboli non è prevista residenza. Il Sogno Americano, quello del self-made man affidato solo alle proprie forze, è finito nell’attimo della sua gloria. È finito dov’è cominciato. E forse non è mai cominciato.

Come già mostrato nelle sue opere precedenti, Chandor palesa anche qui un approccio decisamente freddo e distaccato nei confronti di siffatta materia incandescente. Un atteggiamento da entomologo, da dissezionatore di dinamiche socio-produttive rimesse in scena stavolta con grande sagacia narrativa. Per la sua ampiezza e polifonia e per la complessa architettura narrativa, 1981: Indagine a New York si avvicina da un lato alla tragedia classica, dall’altro al grande romanzo americano. E camuffandosi dietro a tale ampio respiro di racconto Chandor realizza in realtà un film impietosamente politico, che non prevede salvezza per nessuno e che trova nel ricatto (niente più che una versione ancor più degradata del “do ut des”) il fondamento di un’intera cultura. Per lo più Chandor si affida alla dilatazione dei tempi, raggiungendo livelli di inusitata tensione narrativa tramite continue sospensioni e riprese, e lasciandosi andare solo a un paio di scene urlate tra i due protagonisti, tanto ben orchestrate quanto talvolta troppo didascaliche (in prefinale alla Chastain sfugge pure un richiamo diretto all’American Dream).
La sapienza drammaturgica di Chandor appare comunque in costante crescita film dopo film. Di sicuro 1981: Indagine a New York mostra un deciso salto di qualità nella costruzione narrativa e nello sguardo registico (basti pensare all’uso quantomai funzionale di luci e ambienti), lasciando curiosità per i nuovi film a venire.

1981: Indagine a New York esce nelle nostre sale con discreto ritardo e arriva con un titolo italiano anodino e fuorviante, visto che il titolo originale suonava molto più efficacemente A Most Violent Year. Onore a Movies Inspired che, come spesso è accaduto negli ultimi tempi, anche stavolta ha operato un recupero fondamentale tra le opere colpevolmente dimenticate dalla nostra distribuzione. J. C. Chandor è uno degli autori americani emergenti più apprezzati, e davvero non si comprende come si possa essere tralasciata finora un’opera che presenta anche un duo di attori protagonisti di buon appeal per il pubblico. Ma sopra ogni altra considerazione si tratta di un film importante, che solo le imperscrutabili logiche della nostra distribuzione potevano pensare di dimenticare per strada.

Info
Il trailer di 1981: Indagine a New York su Youtube.
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