Nihon Eiga – Come il cinema giapponese imparò a non preoccuparsi e ad amare la bomba

Nihon Eiga – Come il cinema giapponese imparò a non preoccuparsi e ad amare la bomba

Inizia oggi alla sede di Sentieri Selvaggi un ciclo di quattro incontri curati da Quinlan sul cinema giapponese che ha messo in scena, sotto varie forme, l’incubo atomico. Da Barefoot Gen a Fish Story…

Era da molto tempo che le redazioni di Quinlan e Sentieri Selvaggi pensavano di organizzare un evento in comune; dopo alcuni episodici “scambi di penna” tra le due riviste, l’occasione è finalmente giunta con Nihon Eiga – Come il cinema giapponese imparò a non preoccuparsi e ad amare la bomba, una rassegna di quattro film che si articolerà nel corso di marzo e aprile per gettare uno sguardo sul cinema giapponese che nel corso degli anni e sotto le forme più svariate, ha tentato di mettere in scena l’incubo atomico, la memoria delle bombe su Hiroshima e Nagasaki che misero fine una volta per tutte (pur rimanendo del tutto ingiustificate) alla Seconda Guerra Mondiale.
Un evento che segnò in maniera indelebile l’immaginario del cinema nipponico. Il tema dell’atomica traccia un percorso continuo nella produzione giapponese, mescolando la ricostruzione del reale ai più svariati voli di fantasia, dal fantasy al post-apocalittico, passando ovviamente per i kaiju eiga di cui sono signori incontrastati Godzilla e Gamera.
In quattro appuntamenti curati da Enrico Azzano e Raffaele Meale e ospitati nella sede di Sentieri Selvaggi, a pochi passi da via Merulana a Roma, si cercherà dunque di svelare la trama che si muove alle spalle di approcci al cinema tra loro solo difficilmente apparentabili a prima vista: dal crudo realismo di Hadashi no Gen (Barefoot Gen, 1983) di Mori Masaki, tratto dal manga omonimo di Keiji Nakazawa, al folle pastiche ultra-pop ordito da Yoshihiro Nakamura in Fish Story (2009), dove si mescolano proto-punk e fantascienza, supereroi televisivi e romanzi mal tradotti, passando per lo sci-fi filosofico e post-apocalittico Tenshi no tamago (Angel’s Egg, 1985) diretto da Mamoru Oshii e il divertissement ai limiti del demenziale rintracciabile in Girara no gyakushu: Toya-ko Samitto kikiippatsu (Monster X Strikes Back: Attack the G8 Summit!, 2008), delirante omaggio del regista Minoru Kawasaki ai cosiddetti film “di mostri giganti”.
Tutti i film, in originale con sottotitoli in italiano – forniti dal portale Asian World -, sono inediti in Italia in sala e in dvd. Buona visione!

Programma
Sede di Sentieri Selvaggi – Via Carlo Botta 19, Roma

__10 marzo__
Hadashi no Gen (Barefoot Gen, 1983)
di Mori Masaki

__31 marzo__
Fish Story (2009)
di Yoshihiro Nakamura

__14 aprile__
Tenshi no tamago (Angel’s Egg, 1985)
di Mamoru Oshii

__28 aprile__
Girara no gyakushu: Toya-ko Samitto kikiippatsu (Monster X Strikes Back: Attack the G8 Summit!, 2008)
di Minoru Kawasaki

Info
Il sito della Scuola di Sentieri Selvaggi.
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  • Barefoot-Gen-1983-Hadashi-no-Gen-23.jpg
  • fish-story-2009-05.jpg

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