Batman v Superman: Dawn of Justice

Batman v Superman: Dawn of Justice

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Snyder e gli sceneggiatori David S. Goyer e Chris Terrio cercano di far quadrare i conti di questo ambizioso progetto, secondo passo del DC Extended Universe. Batman v Superman: Dawn of Justice contrappone i cromatismi e la tutina d’antan di Superman alla pesante e ultra-tecnologica armatura di Batman. La fatica e il dolore di Wayne agli inarrivabili poteri kryptoniani. Una sfida impari tra umano e divino, tra chi risale a fatica dall’Inferno e chi è sceso da un ipotetico Paradiso.

Demoni e dei

Temendo le azioni incontrollate di un Supereroe semidio, il potente giustiziere di Gotham City affronta il più rispettato eroe dei nostri tempi di Metropolis, mentre il mondo si divide su quale tipo di eroe abbia veramente bisogno. Con Batman e Superman in lotta tra di loro, una nuova minaccia si staglia rapidamente all’orizzonte, ponendo la razza umana nel più grande pericolo mai affrontato prima… [sinossi]

Nembo Kid non è il Pipistrello. Manca di complessità, di contraddizioni e debolezze, di ombre e di demoni il fustacchione kryptoniano. Con tutti i suoi limiti, L’uomo d’acciaio di Snyder cercava di dare tridimensionalità a un personaggio figlio d’altri tempi, tagliato con l’accetta. Logico, dunque, ripartire dalla cupa disperazione dell’eroe di Gotham City, dal conflitto luce/tenebre, passato/futuro.
Batman v Superman: Dawn of Justice non è solo l’anello di congiunzione con la Justice League, o il guanto di sfida lanciato dalla DC/Warner alla Marvel/Disney, ma è il tentativo di umanizzare la divinità Superman, di renderlo ancora spendibile in questa fase avanzata e quindi più smaliziata dei supereroi sul grande schermo. Era necessario, in un modo o nell’altro, incrinare la sua statuaria figura. O magari demolirla del tutto.

Snyder e gli sceneggiatori David S. Goyer e Chris Terrio cercano di far quadrare i conti di questo ambizioso progetto, secondo (ma in un certo senso primo) passo del DC Extended Universe. La complessità visiva e narrativa di Batman v Superman: Dawn of Justice, costellato da disinvolte ellissi, si nutre di ossessioni, di contraddizioni, dell’alternanza/opposizione dei due supereroi. La caduta e la risalita di Bruce Wayne, l’icona notturna, la grotta, le ferite che non si rimarginano, i bassifondi di Gotham City; l’aura divina di Kal-El, il legame con Lois Lane e con la madre, l’onnipotenza, le anime belle di Metropolis [1]. Batman v Superman: Dawn of Justice contrappone i cromatismi e la tutina d’antan di Superman alla pesante e ultra-tecnologica armatura di Batman. La fatica e il dolore di Wayne agli inarrivabili poteri kryptoniani. Una sfida impari tra umano e divino, tra chi risale a fatica dall’Inferno e chi è sceso da un ipotetico Paradiso – più Olimpo, in verità.

In questo dualismo di inseriscono un po’ maldestramente il Lex Luthor di Jesse Eisenberg, una Wonder Woman dalla spiccata sensualità (Gal Gadot) e una aberrazione kryptoniana che riporterà Snyder all’accumulo fracassone di Sucker Punch. Ed è anche di queste contraddizioni/contrapposizioni che vive Batman v Superman: Dawn of Justice, tanto misurato nell’incipit quanto senza freni nel finale. La messa in scena quasi nolaniana, che per qualche istante ci ha fatto riassaporare la vetta snyderiana Watchmen, è tradita dall’overdose di pixel, esplosioni e tutto quel che segue. Non sono i “mondi che crollano” de L’uomo d’acciaio, ma un accumulo troppo meccanico e grossolano di meraviglie in cgi.
Snyder e soci sembrano smarrire proprio sul più bello tutti i buoni propositi. La vulnerabilità di Batman (funzionale la fisicità e lo stile di combattimento di Affleck), il crollo del grattacielo e la nuvola di polvere che riecheggiano l’11 settembre e la questione del “falso dio” si sciolgono come neve al sole, cedendo alla grandeur sguaiata di tanti (troppi) blockbuster. La monumentalità snyderiana ha fondamenta troppo fragili.

Dopo aver masticato in fretta alcuni personaggi di contorno, come il Perry White di Fishburne o la senatrice Finch di Holly Hunter, Batman v Superman getta alle ortiche la performance di Eisenberg: sopra le righe, troppo marcato, gigioneggiante, eppure perfetto contraltare della perfezione fisica e morale di Superman e dell’eccessiva e autodistruttiva introspezione di Batman. Il Luthor complessato e fragile di Eisenberg avrebbe avuto i numeri per essere un modernissimo villain, ma viene ingabbiato e soffocato da una scrittura troppo frammentaria. Discorso diverso per Wonder Woman, altra icona storica della DC che sembra giocare per quelli della Marvel…

Messi in soffitta i cromatismi e le derive pop e imboccata la strada del (cupo) realismo nolaniano, al DC Extended Universe continua a mancare l’ironia marveliana. E, nonostante gli sforzi, Kal-El resta un monolite inscalfibile. Ma questo tempo è già passato, ora sotto con Suicide Squad, Justice League, The Flash, Green Lantern Corps

Note
1. Torna sempre utile la definizione di Frank Miller: «Metropolis is New York in the daytime; Gotham City is New York at night».
Info
Il trailer italiano di Batman v Superman: Dawn of Justice.
Batman v Superman: Dawn of Justice su facebook.
Il sito ufficiale di Batman v Superman: Dawn of Justice.
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