…Più forte ragazzi!

…Più forte ragazzi!

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Di recente Mustang e CG avevano riproposto in dvd e blu-ray …Più forte ragazzi!, primo film della coppia Spencer-Hill ad allontanarsi dal western. La scomparsa di Bud Spencer reclama a gran voce un’edizione critica di questo film, massacrato in un groviglio di versioni e montaggi diversi.

Salud e Plata, due soci e aviatori, mettono su un giro d’affari e trasporti nella giungla colombiana pestando i piedi a un violento monopolista locale. Mentre in lontananza aleggia la leggenda di un giacimento di preziosi, che in passato aveva già provocato una storia di sangue… [sinossi]

Di recente la Mustang Entertainment e la CG avevano riproposto in dvd e blu-ray un titolo importante nella filmografia della coppia Bud Spencer-Terence Hill, quel …Più forte ragazzi! che nel 1972 sancì in qualche modo una sterzata nella produzione dei due attori. In cabina di regia sedeva di nuovo Giuseppe Colizzi, che aveva visto nascere la coppia d’attori nel noto trittico di spaghetti-western Dio perdona… io no! (1967), I quattro dell’Ave Maria (1968) e La collina degli stivali (1969). Vogliamo dedicare il nostro contributo alle celebrazioni per la scomparsa di Bud Spencer a un caso decisamente anomalo nella filmografia del duo, non soltanto perché …Più forte ragazzi! sembra collocarsi a mo’ di cerniera tra due fasi ben distinte della loro produzione, ma anche perché la conservazione di questo film ha subito un destino di immeritata trascuratezza.
La storia della tradizione di …Più forte ragazzi! dal 1972 ad oggi assume anzi tratti imprevedibilmente significativi per la storia del nostro cinema cosiddetto “di largo consumo” e della sua liquefazione nel paesaggio mediale tra fine anni Settanta e primi anni Ottanta.

Il film è un mix di avventure e scazzottate in parte debitore del passato da western dei due attori, che già assumono profili comici e fracassoni ma senza la conclamata evidenza cartoonesca e fumettara di alcuni loro film successivi. Il passo narrativo è anzi più disteso, adagiato in ritmi meno frenetici, con palese fascinazione nei confronti dei paesaggi colombiani che fanno da cornice alla vicenda.
Stavolta i due interpretano Salud e Plata, una coppia di improvvisati aviatori che si ritrovano invischiati in una vicenda di trasporti, monopoli e giacimenti di preziosi nella giungla sperduta.
Per la struttura estremamente composita dell’intreccio, …Più forte ragazzi! ricorda l’ampio respiro narrativo dello spaghetti-western, che spesso presenta più subplots incastrati uno dentro l’altro, ben diverso dalla frequente vettorialità univoca del western classico americano. Si tratta del primo film in cui Spencer e Hill iniziano a staccarsi dal western verso una nuova dimensione diegetica fuori dal tempo, in un contesto di avventura esotica di ispirazione vagamente ecologista. Desideri di regressione, di fuga dall’opulento Occidente verso realtà antropologicamente incontaminate. Regressione sociale che si accompagna anche a una generale regressione infantile. Come accadrà anche in seguito, i due sono nient’altro che bambini pestiferi e litigiosi, sostanzialmente asessuati, chiusi in una dimensione fuori dal tempo e dallo spazio.
Tuttavia, …Più forte ragazzi! si avvia sì a codificare un modus operandi fatto di risate e cazzottoni, ma non è ancora clownerie né slapstick indiavolato. A suo modo contiene anche pagine malinconiche, e lo percorre da cima a fondo un’anarchia vagamente desolata e senza scopo.

Più che in altre occasioni stavolta nella macrostruttura narrativa si avverte intensamente l’archetipo del romanzo picaresco, che assembla più avventure in un discorso anche (ma non soltanto) paratattico. Mentre in seguito la coppia specificherà sempre più il proprio target nel pubblico infantile/adolescenziale con conseguente emersione del politically correct, qui si conservano ancora ampie regioni di scorretta anarchia e di vera violenza. Il Salud di Bud Spencer si ubriaca di whisky per sconfiggere la paura di guidare un aereo in mezzo a una tempesta con sentimenti misti tra atto gratuito e autodistruzione, mentre i cattivi conservano tratti da spaghetti-western. Sono cattivi “veri”, abbastanza credibili, non ancora macchiette da fumetto.
Per il momento quindi Bud e Terence sono due picari solitari con reminiscenze dirette dal western all’italiana, mentre in lontananza s’intravedono già le sorridenti Dune Buggy di Altrimenti ci arrabbiamo (1974). E al contempo si percepisce ancora un cinema in aria di “spettacolo di attrazioni”, affidate all’emozione di efficaci riprese aeree su paesaggi da Fitzcarraldo, secondo un gusto da vedutismo primitivo da fratelli Lumière.

Secondo tale linea di ragionamento non appare casuale che …Più forte ragazzi! abbia incontrato una storia di infiniti montaggi diversi. Addentrandosi nella storia delle sue varie versioni ci imbattiamo infatti in un groviglio filologico degno di Orson Welles o Roberto Rossellini. La versione adesso edita da Mustang e CG ha una durata di 90 minuti circa, e dovrebbe corrispondere a uno dei montaggi più diffusi. Un cartello iniziale avverte che si tratta della versione americana del film, con qualche breve reinserimento in lingua originale, evidentemente inedito in Italia. La prima versione uscita in sala aveva invece una durata di ben 122 minuti, e a quanto pare si tratta di una versione irrimediabilmente perduta almeno in Italia (pare che se ne conservi una copia al CSC di Roma, e si spera in qualche misterioso collezionista di pellicole).
Ma curiosando in rete tra forum di appassionati, che si sono pure dedicati a preziosi contributi di comparazione, si scoprono altri montaggi, dai 101 ai 112 minuti, in una giungla inestricabile tra versioni italiane, internazionali, americane, vecchie vhs e nuovi dvd o blu-ray. Si parla non soltanto di tagli e montaggi diversi, ma addirittura anche di scene radicalmente differenti, composte da inquadrature diverse per posizione, piano o quant’altro. Stesso destino è toccato ovviamente al montaggio sonoro del film, che mostra dialoghi e suoni interpolati o pesantemente modificati da una versione all’altra.
Tanto per dare un’idea del lontano contesto mediale dal quale provengono i film di Spencer-Hill, basti pensare a due pratiche tanto diffuse allora quanto scomparse ormai da decenni nel nostro paese: la lunghissima tenitura e soprattutto la riedizione in sala a distanza di anni dalla prima uscita.
Per esperienza personale ricordiamo ancora negli anni infantili, specie sotto le feste natalizie e pasquali nei cinema di provincia, magiche riapparizioni in sala di Io sto con gli ippopotami (1979) a distanza di anni dalla sua prima uscita. Se il film aveva riscosso grande successo di pubblico (e con Spencer-Hill accadeva puntualmente), esso veniva riproposto in sala anche in seguito. Talvolta però per queste riedizioni il film veniva adattato a nuove esigenze presentando un montaggio inedito, generalmente più breve dell’originale.
A Mario Monicelli successe più volte, da Amici miei (1975) a Il marchese del Grillo (1981).

Se poi ci addentriamo nei primi sbrindellati passaggi televisivi dei film sulle centinaia di reti private, il discorso si fa ancora più complicato, poiché il film era trattato alla stregua di un qualsiasi altro prodotto di massa, da fare a pezzi per accorciarne la durata e inserire numerosi spazi pubblicitari.
Per decodificare il destino di …Più forte ragazzi!, liquefatto in numerose lezioni diverse a seconda dei montaggi, sarebbe necessario uno studio filologico ampio e ben documentato (e di sicuro non ha aiutato la trascuratezza critica nei confronti della filmografia del duo d’attori).
Tuttavia non è da scartare l’ipotesi di un successivo adattamento allo standard espressivo e vincente della coppia applicato a un film così sensibilmente alieno al frenetico cocktail di botte e sorrisi che caratterizzerà il prosieguo della loro carriera.
Se la versione integrale di 122 minuti sembra perduta, è probabile che sia dovuto anche a una qualche riedizione di sala, successiva al 1972, in cui si è cercato di dare veste rapida e immediata, e consona alla nuova vulgata di Spencer-Hill, a un film dal passo narrativo originariamente diverso.
Così come si presenta nel montaggio di 90 minuti, …Più forte ragazzi! lascia la netta sensazione di una sinossi rabberciata di un film più ampio e decisamente interessante. Certi passaggi narrativi rasentano l’incomprensibile, mentre il film in questa versione è assolutamente incapace di trasmettere il passare del tempo, deducibile soltanto da alcune battute di dialogo. Al contempo è evidente la mancanza di interi corpi di racconto, soprattutto nell’ultimo quarto d’ora, in cui la vicenda del giacimento di preziosi si risolve “in absentia” (il giacimento non è praticamente mai inquadrato).
In altre parole in questa versione si è data priorità ai cazzotti e al rapido scambio di battute paradossali tra i due amiconi, tralasciando completamente l’ampio respiro narrativo che tra le righe si continua a percepire. Trattandosi della versione americana del film come annunciato dal cartello iniziale, è probabile che ci troviamo davanti a un consueto caso di versione breve per il mercato statunitense, pratica deprecabile e frequentissima che ha colpito spesso il cinema italiano in tutte le epoche, non soltanto per opere commerciali ma anche per capolavori di maestri riconosciuti. Ma resta pure il dubbio che tale versione sia stata poi tranquillamente adottata in seguito anche a casa nostra perché più consona a nuove esigenze e aspettative.

Se quindi da un lato …Più forte ragazzi! si trasforma anche in un pezzo di storia del paesaggio mediale italiano su uno spettro di 40 anni, dall’altro testimonia un cinismo fruitivo d’altri tempi, in cui l’appropriazione di altri media (riedizioni in sala, passaggi televisivi, home video) nei confronti del cinema avveniva senza scrupolo alcuno, nell’ottica di uno sfruttamento massiccio che non riconosceva al cinema, specie quello considerato eminentemente (ed erroneamente) commerciale, il minimo statuto di arte indipendente. Succedeva col cinema dei Maestri conclamati, figuriamoci con Spencer e Hill. Celebrare la scomparsa di Bud Spencer si riconverte quindi per noi nel reclamare prima di tutto una maggiore cura filologica per i suoi film. Perché solo riconoscendo a essi l’inattaccabile integrità dei loro corpi espressivi, possiamo riconoscere davvero a Bud Spencer di aver costituito un pezzo fondamentale dell’arte popolare italiana. Per cui il primo atto rivoluzionario sarebbe pubblicare un’edizione critica di …Più forte ragazzi!. In quel caso ci troveremmo di fronte a una vera celebrazione, con le lacrime agli occhi.

Extra
Roma: la prima del film (materiale di Istituto Luce), Continuano a chiamarlo Trinità (intervista a Terence Hill, 8’), La mia vita da Bambino (intervista a Bud Spencer, 8’), trailer internazionale. Entrambe le interviste sono a cura di Mario Sesti.

Info
La scheda di …Più forte ragazzi! sul sito della CG Entertainment.
Una scena di …Più forte ragazzi!

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