Pesaro 2016 – Presentazione

Pesaro 2016 – Presentazione

Dal 2 al 9 luglio Pesaro torna a ospitare le derive più diverse del cinema, confermando l’impressione data lo scorso anno dalla prima edizione diretta da Pedro Armocida; tra classici del passato e schegge di futuro.

La seconda edizione della Mostra del Nuovo cinema di Pesaro diretta da Pedro Armocida, la cinquantaduesima da quando Lino Micciché e Bruno Torri decisero di creare un luogo (“dello spirito”, disse Pasolini) in cui approfondire la conoscenza del nuovo, sembra a prima vista muoversi nella stessa direzione dello scorso anno; a dimostrarlo è la già la preapertura, che ha permesso al pubblico pesarese di incontrare sul grande schermo Rocky di John G. Avildsen, a quaranta anni dalla sua prima apparizione in sala. Nel 2015 fu invece la volta de Lo squalo di Steven Spielberg, dichiarazione di intenti di una direzione che tentava di coniugare l’esprit naturale della Mostra con la necessità di rileggere a sua volta il passato, aprendo lo sguardo anche in direzione di Hollywood.
L’impressione è che la kermesse adriatica, sotto l’egida di Armocida e del suo staff, cerchi di allargare la visuale e allo stesso tempo di focalizzare lo sguardo su percorsi paralleli che con troppa facilità sono stati smarriti, o dimenticati. Quindi, se da un lato il grido “Adriaaaaaana!” rimbomba nelle orecchie degli spettatori, e allo stesso tempo si recuperano classici del cinema nostrano come Todo modo di Elio Petri, I compagni di Mario Monicelli, Milano calibro 9 di Fernando Di Leo – in uno specchio riflesso con l’odierna produzione italiana –, dall’altro si omaggia l’arte dell’algerino Tariq Teguia, regista in continua rivoluzione, autore tra gli altri di Inland e Zanj Revolution.

Pesaro è una creatura mutaforma, che mostra e indaga, riflettendo sulla materia cinematografica e aprendosi sempre al dialogo, alla dialettica. Lo dimostrano le tavole rotonde, ospitate al Centro Arti Visive Pescheria, gli incontri con gli autori, e ancor più la retrospettiva curata da Adriano Aprà (che ne ha lungamente parlato in un’intervista a cura di Alessandro Aniballi e Daria Pomponio) sui cosiddetti “Critofilm”, i film sul cinema, la Settima Arte che riflette su se stessa, si pensa e giudica attraverso l’immagine e il senso che essa acquista.
L’omaggio a Teguia, i Critofilm, la retrospettiva dedicata al cinema popolare italiano – e a ciò che ne resta oggi. Tutte dimostrazioni di un interesse alla discussione sul cinema che non dimentica mai il ruolo centrale dell’immagine, veicolo ultimo (unico?) grazie al quale dare un senso a quest’arte. Lo stesso si può dire anche della nuova sezione creata per quest’edizione della Mostra, intitolata “Satellite” e curata da Anthony Ettorre, Annamaria Licciardello, Mauro Santini e Gianmarco Torri: uno spazio aperto nel quale dare voce a quelle opere a budget ridotto, se non quasi inesistente, che si muovono con cocciuta coerenza in un territorio estraneo all’industria. Visioni per un possibile futuro, che trovano nella vetrina di Pesaro uno spazio per mostrarsi e confrontarsi con l’esterno, occasione più unica che rara per dialogare con colleghi, addetti ai lavori, “semplici” spettatori. Per il resto, tra concerti e sonorizzazioni, altri omaggi (C’eravamo tanto amati di Ettore Scola) e il concorso ufficiale – tra i titoli da segnarsi Per un figlio di Suranga Deshapriya Katugampala, immigrato srilankese che ha scelto l’Italia come patria d’adozione e che mette in scena il disagio di una madre proveniente dallo Sri Lanka che deve crescere un riottoso figlio adolescente –, i super 8 di Giuseppe Baresi e John Porter, gli sguardi femminili del cinema russo e gli animatori italiani, Pesaro torna per una settimana a proporre una voce “altra”, che segue il moto ondoso di un mare calmo, ma mai pacato e pronto, se necessario, alla burrasca.

Info
Il sito della Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro.

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