Intervista a Rikiya Mifune

Intervista a Rikiya Mifune

Sullo scintillante pavimento della Walk of Fame di Hollywood c’è ora una stella in più, quella dedicata a Toshiro Mifune, attore dalla lunga e prestigiosa carriera, tra i giapponesi più conosciuti nel mondo. Il terzo attore nipponico ad avere questo onore, dopo la star del muto Sessue Hayakawa e Godzilla. Sulla vita di Mifune è stato realizzato anche il documentario Mifune: The Last Samurai, presentato due anni fa a Venezia Classics e poi ad altri festival internazionali, mentre negli USA il film uscirà in sala dal 2 dicembre. Abbiamo incontrato il nipote del grande attore, Rikiya Mifune, che ha collaborato alla realizzazione del documentario.

Qual è stato il tuo ruolo nella realizzazione di Mifune: The Last Samurai?

Rikiya Mifune: Ero l’assistente produttore, mi sono occupato di fare alcune interviste ai vecchi attori, che erano nei film di Mifune.

A proposito della foto di tuo nonno da bambino, rientra come le altre nell’archivio della tua famiglia?

Rikiya Mifune: Sì tutte le foto fanno parte dell’archivio di famiglia. Quando il regista Steven Okazaki aveva bisogno di foto, gliele fornivo.

A quale pubblico è destinato questo documentario? Giapponese, internazionale?

Rikiya Mifune: Ci sono stati già molti documentari su Mifune e Kurosawa, circolati solo in Giappone, ma questo è un po’ diverso, in quanto la produzione è internazionale. Avendo un regista americano e la prima a Venezia, ci piacerebbe avere un pubblico internazionale.

Inoltre è in inglese. Ho visto che nel documentario parlate delle derivazioni occidentali del personaggio di tuo nonno, come Clint Eastwood e I magnifici sette. Immagino che sia un collegamento che volete creare con il pubblico internazionale, per fare capire l’importanza di suo nonno nella storia del cinema mondiale.

Rikiya Mifune: Sì questo è un elemento che Steven Okazaki ha voluto inserire nel film.

Quindi è vero che tuo nonno ha rifiutato il ruolo di Obi-Wan Kenobi?

Rikiya Mifune: Sì, gli fu offerto il ruolo ma lui non lo accettò perché pensava che sarebbe stato un film infantile e non un grande successo, come invece è diventato. Questo è quello che mi hanno riferito, non so queste cose per testimonianza diretta.

Anche tuo padre è un attore, e in Giappone c’è la tradizione delle famiglie di artisti, che si tramandano l’arte di generazione in generazione, come per esempio nel teatro tradizionale. Credi che anche la tua famiglia sia diventata così? Ti senti come il “Mifune III”?

Rikiya Mifune: Mio nonno è stato il primo attore della famiglia, e ha passato tante vicende. Ha creato la compagnia di produzione Mifune Production e ora io e mio padre dirigiamo la compagnia. Siamo non solo attori ma anche produttori. Vogliamo sviluppare la compagnia e diventare noti come una famiglia del mondo del cinema.

Hai memorie personali di tuo nonno, qualche aneddoto che vuoi raccontare?

Rikiya Mifune: Mio nonno è morto quando avevo 9 anni, quindi il ricordo che ho di lui è come l’immagine che ogni altro bambino ha di suo nonno. Da bambino lo andavo a trovare tutti i giorni a cena perché viveva nella casa accanto alla nostra. Prima di cena mi sedevo con lui e guardavamo la tv assieme. Non ho molti ricordi di lui come attore, visto che si era già quasi ritirato dal lavoro a quell’età.

Tuo nonno fece solo un film come regista, Legacy of the 500,000. Perché la sua carriera nella regia non ha avuto seguito?

Rikiya Mifune: Credo che sia successo perché gli offrivano tanti ruoli come attore e non tanti lavori come regista. Inoltre all’epoca era a capo di uno staff di 300 persone, per cui doveva guadagnare abbastanza per mantenere questa compagnia. Per questo doveva scegliere quello che avrebbe potuto farlo guadagnare, piuttosto che quello che voleva fare.

La compagnia fondata da tuo nonno è la stessa vostra, che portate avanti?

Rikiya Mifune: Sì. Siamo molto più piccoli ora però.

Legacy of the 500,000 parla della guerra delle Filippine. Tuo nonno ha partecipato alla guerra, sai qual era la sua posizione e quali suoi sentimenti su questo argomento?

Rikiya Mifune: Lui era stato nominato come fotografo di sorveglianza del nemico durante la guerra, più tardi divenne il fotografo dei piloti suicidi prima delle loro missioni. Il motivo per cui mio nonno non dovette andare in prima linea era perché la sua famiglia aveva uno studio fotografico e lui aveva competenze in quel campo, quindi il suo generale voleva che lui rimanesse a fare foto del generale e della sua famiglia, per cui non fu mandato a combattere. In questo modo sopravvisse alla guerra.

Fece molti film sulla seconda guerra mondiale, interpretò anche l’ammiraglio Yamamoto. Sai se aveva un ruolo preferito, il guerriero o il gangster ecc?

Rikiya Mifune: È molto difficile. Penso che si avvicinasse a ogni ruolo nello stesso modo, facendo lo stesso tipo di ricerca sul personaggio, quindi non credo che avesse un ruolo preferito o meno.

E aveva un regista preferito?

Rikiya Mifune: Non lo so, ha lavorato con molti registi.

Era molto legato a Kurosawa, ma dopo Barbarossa le loro strade si sono divise. Ne conosci il motivo? Nel documentario non se ne parla.

Rikiya Mifune: Non ne sono sicuro al 100%. Hanno fatto 16 film insieme, in questo film Mifune è diventato una star ma credo che Kurosawa volesse che Mifune continuasse a essere una non-star, perché è una cosa che poi si vedeva sullo schermo. Credo che questa sia anche la tesi del figlio di Kurosawa.

Ho letto che hanno anche avuto una riconciliazione, al funerale del regista di Ishiro Honda. È vero?

Rikiya Mifune: Sì.

Ma non hanno più fatto film assieme.

Rikiya Mifune: Credo che siano andati in direzioni diverse, ma avevano un grande rispetto reciproco per cui non penso avessero sentimenti negativi l’uno nei confronti dell’altro.

Ricordo un film molto bello con tuo padre, Shiro Mifune, che si intitola After the Rain ed è un omaggio postumo a Kurosawa, fatto dai suoi stretti collaboratori per portare a compimento un progetto cui stava lavorando. Avevano scelto tuo padre in continuità con tuo nonno, riconosciuto attore simbolo del regista. Cosa ne pensi di quell’operazione?

Rikiya Mifune: Sì, è un film nello stile di Kurosawa. Il regista di quel film, Takashi Koizumi, era l’assistente di Kurosawa. Fa ancora film regolarmente e i suoi film sono molto simili a quelli del Maestro. Credo che sia molto importante avere ancora qualcuno che fa film di quel tipo.

Così l’immagine di tuo nonno è legata per sempre a quella di Kurosawa?

Rikiya Mifune: Eh, eh…

Ora inaugureranno anche una stella dedicata a tuo nonno nella Hollywood Walk of Fame.

Rikiya Mifune: Sì, credo che sia un momento molto azzeccato, perché quest’anno abbiamo il documentario a Venezia, e l’anno prossimo ci sarà la Walk of Fame e poi stiamo progettando di fare un Mifune Museum in Giappone prima delle Olimpiadi. Dunque il tempismo è molto buono, non so come mai, forse per coincidenza. Il suo nome è ancora molto famoso all’estero, a livello internazionale, quindi dovremmo valorizzare i media internazionali.

A proposito della tua carriera, hai fatto anche un film con tuo padre, un film di Hong Kong, Extreme Crisis.

Rikiya Mifune: Sì è stato il mio primo film. Avevo 7 anni, era un film d’azione di produzione cinese e fu l’inizio della mia carriera. Dato che era un film di produzione internazionale, credo che sia il motivo per cui vorrei avere una carriera non limitata al Giappone. Quindi è stato un film molto importante per me.

Dimmi qualcosa dei tuoi altri film. Ne hai fatto uno sul surf, Catch a Wave.

Rikiya Mifune: Quello è stato quando avevo 16 anni ed era un ruolo in inglese in un film giapponese, fu un’esperienza importante.

E poi un film di college, Way of Blue Sky.

Rikiya Mifune: Quello fu il mio primo film giapponese.

Tuo nonno credo sia l’attore giapponese più famoso al mondo e aveva fatto tante produzioni internazionali tra le quali Duello nel Pacifico di John Boorman con Lee Marvin. Leggenda vuole che le scene in cui i loro personaggi cercano di comunicare tra di loro, a gesti per la differenza linguistica, derivassero dal modo di mimare che i due attori usavano avere davvero tra di loro fuori scena. Sai se è vero?

Rikiya Mifune: Non conosco questa storia, ma sapendo che erano attori che si rispettavano non avevano bisogno della comunicazione verbale perché facevano molto affidamento l’uno sull’altro.

Tuo nonno fece anche 1941 – Allarme a Hollywood con Steven Spielberg, un film molto divertente, sai se gli è piaciuto farlo?

Rikiya Mifune: Non è certo il film più riuscito di Spielberg. Dopo essersi pentito di aver rifiutato, come dicevamo prima, Guerre stellari, voleva rifarsi con un altro film americano, per questo accettò di fare 1941 – Allarme a Hollywood, ma appunto fu una delusione.

Info
La pagina Wikipedia dedicata a Toshiro Mifune.

Articoli correlati

  • Venezia 2015

    Mifune_the_Last_SamuraiMifune: the Last Samurai

    di Presentato a Venezia Classici, Mifune: the Last Samurai è un documentario sull’attore giapponese più famoso di tutti i tempi. Un lavoro semplice, divulgativo e onesto del documentarista Steven Okazaki.
  • AltreVisioni

    godzilla-resurgence-2016-shin-godzilla-cov932Godzilla Resurgence

    di , Il film che segna il ritorno del kaijū più famoso del cinema in una produzione giapponese, diretto da Hideaki Anno e Shinji Higuchi. Un'opera di grande potenza visiva, che riannoda i fili con la saga ma guarda anche all'immaginario di Anno.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento