Houses Without Doors

Houses Without Doors

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Dalla prospettiva limitata della sua abitazione ad Aleppo, il regista di origine armena Avo Kaprealian filma in Houses Without Doors la guerra siriana per un ipnotico viaggio nell’orrore e nella storia delle tragedie (e delle immagini) del suo popolo. Vincitore di Internazionale.doc al TFF.

Autodafé

Il film ritrae i cambiamenti nella vita di una famiglia armena sulla linea del fronte di Aleppo, ad Al Midan, una zona che ha dato riparo agli armeni perseguitati un secolo fa e che oggi la offre a molti siriani sfollati. Dal balcone di casa, il regista riprende con una piccola camera i cambiamenti nel suo quartiere e nella sua famiglia, intrecciando le immagini con estratti di classici del cinema, per illustrare il parallelismo tra il genocidio armeno e la situazione in cui si trovano oggi i siriani. [sinossi]

Comincia con un estratto di El topo di Alejandro Jodorowsky Houses Without Doors, film di Avo Kaprealian che ha vinto la sezione di Internazionale.doc alla 34esima edizione del Torino Film Festival. Nel suo film del 1970 Jodorowsky metteva in scena il protagonista che invitava il figlio a seppellire il suo primo giocattolo e il ritratto di sua madre, visto che ormai era un adulto (quando in realtà aveva appena sette anni). L’intento di Kaprealian nel cominciare Houses Without Doors con questo celebre estratto è chiaro, oltre che estremamente efficace: la guerra, qualsiasi guerra, ti costringe a diventare diverso, a crescere, ma anche probabilmente a invecchiare precocemente fino a non farti credere più in niente. E più in là infatti, nel corso di Houses Without Doors, vedremo altri bambini, alcuni che giocano a spararsi in casa mentre fuori per le strade di Aleppo si sentono mortai e colpi di pistola esplodere, altri invece che, interrogati sul senso della guerra, dimostrano di averne compreso perfettamente la portata di disillusione e di distruzione.

Perché in effetti Houses Without Doors non è semplicemente un film sulla catastrofe che sta avvenendo in Siria, è anche un romanzo familiare, oltre che un allucinato racconto della storia delle immagini di morte che hanno riguardato nell’ultimo secolo gli armeni – popolo di origine di Kaprealian – dal genocidio turco del 1915 all’esodo in paesi come la Siria, fino ad arrivare a quest’ultima guerra distruttiva. Così il regista osserva dal balcone di casa gli echi delle battaglie, ora un po’ lontani, ora vicinissimi, senza cercare spiegazioni o ribellioni, ma solo con la necessità di vedere: nuvoloni scuri che si palesano da dietro i palazzi, uomini armati che camminano circospetti sotto casa sua, ma anche suo padre affacciato con la solita sigaretta in bocca, la madre che stende i panni, o i vicini che cercano di risistemare il loro appartamento danneggiato dai bombardamenti.
A questo, con gesto evidentemente teorico e senza alcuna sottolineatura in voice over (la voce del regista la sentiamo solo in rarissimi casi, per lo più quando viene interpellato), Kaprealian inframezza lacerti di telegiornali o di show kitsch che passano in televisione e anche estratti da film, come per l’appunto El topo, o Mayrig (1991) in cui si racconta con piglio spettacolare il genocidio armeno operato dai turchi.

Grazie anche al fondamentale apporto di una colonna sonora avvolgente, piena di echi, di suoni e musiche distorte, quasi allucinata e tempestata dai continui echi di infinite e reali battaglie, il flusso che ne deriva è quello di un ipnotico addentrarsi nell’oscurità, nell’autodistruzione e nell’impotenza disperata. Un flusso che viene interrotto di tanto in tanto dal padre del regista che lo ammonisce, cercando di convincerlo a smettere di riprendere, perché teme che la polizia possa accorgersi della piccola videocamera.
In questo modo Houses Without Doors diventa un film-saggio non però cerebrale e razionale come abbiamo imparato a vedere da tanto cinema godardiano o dall’Orson Welles di F for Fake, quanto un epicedio sull’uomo e le sue naturali tendenze autodistruttive. Un film che non può non restare nella memoria.

Info
La scheda di Houses Without Doors sul sito del Torino Film Festival.
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