Qualcosa di sinistro sta per accadere

Qualcosa di sinistro sta per accadere

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Con Qualcosa di sinistro sta per accadere Jack Clayton dirige per conto della Disney l’adattamento di un angoscioso romanzo di Ray Bradbury. Ne viene fuori un film poco considerato ma dalle atmosfere funeree e agghiaccianti.

Mr. Dark’s Pandemonium Carnival

A Greentown, Illinois, sta arrivando l’autunno. Due giovani amici, Will Halloway e Jim Nightshade sono incuriositi dall’arrivo di uno strano circo itinerante, gestito dal misterioso Mr. Dark. Sembra essere solo l’ennesimo circo, ma non passa molto tempo prima che forze sinistre inizino ad abbattersi sulla cittadina. Perché “qualcosa di sinistro sta per accadere”. [sinossi]

Per anni Qualcosa di sinistro sta per accadere è stato citato come esempio da tutti coloro che ritenevano che la Disney dovesse occuparsi della propria classicità (film per famiglie, animazione, commedie fiabesche) senza perdere tempo con materiale differente. Già a ridosso dell’uscita nelle sale del film di Jack Clayton, sia negli Stati Uniti che in Italia, si storceva il naso di fronte a un horror prodotto dalla “Casa del Topo”: com’era possibile che i cantori della Gnomo-mobile, delle magie di Mary Poppins e delle Silly Symphonies avessero scelto una timbrica così oscura, dimessa, quasi priva di speranza? A dire il vero il pregiudizio nei confronti di tutto ciò che esula da quella che può essere definita la prassi disneyana persiste ancora oggi, al punto che è difficile trovare esegeti della produzione anni Ottanta degli eredi dello zio Walt. Qualcosa di sinistro sta per accadere non è infatti un’eccezione nel corso del decennio di plastica, ma si trasforma quasi in una contro-regola. Se l’animazione mantiene una sua uniformità con le opere precedenti (se si esclude l’esperimento di Taron e la pentola magica), la produzione live action abbandona quasi del tutto le velleità degli anni Sessanta e Settanta per muoversi su territori diversi, e in gran parte inesplorati – dalla Disney, sia chiaro.
Qualche anno prima di Qualcosa di sinistro sta per accadere, nel 1980, il pubblico ha avuto modo di incontrare sul grande schermo un altro horror Disney, Gli occhi del parco di John Hough con una sontuosa Bette Davis [1]. La Disney però teme di perdere il proprio pubblico e mette mano in maniera pesante al finale del film, al punto che esistono un numero imprecisato di finali ipotizzati, e ben tre sono tutt’ora reperibili. Di problemi ce ne furono non pochi anche durante la lavorazione di Qualcosa di sinistro sta per accadere

Prima di essere tradotto in immagini, Qualcosa di sinistro sta per accadere esisteva su carta: il soggetto è infatti desunto da un romanzo di Ray Bradbury, Il popolo dell’autunno, dato alle stampe nel 1962 (in Italia venne tradotto solo nel 1978, nelle edizioni Rizzoli). La verità è che il film era tale decenni prima dell’uscita nelle sale: Bradbury aveva infatti scritto il testo in forma di sceneggiatura, convertendola poi in romanzo una volta accertato il disinteresse degli studios a cui aveva sottoposto lo script. Quando la Disney si decise a produrre il progetto, assunse Bradbury che a sua volta propose per la regia il nome di Jack Clayton, già autore di Frenesia del piacere, Tutte le sere alle nove e soprattutto dell’horror gotico Suspense, tratto da Giro di vite di Henry James: i due avevano avuto modo di conoscersi e apprezzarsi a vicenda sul set del Moby Dick di John Huston, che Bradbury aveva scritto e per il quale Clayton era stato produttore esecutivo. La storia parla di dissapori tra Bradbury e Clayton, dovuti alla scoperta dell’assunsione di un nuovo sceneggiatore, a lavorazione già avanzata, per “correggere” alcuni passaggi del film. In realtà era la Disney a essere intervenuta a gamba tesa, pretendendo da Clayton delle modifiche per far sì che le timbriche di Qualcosa di sinsitro sta per accadere non apparissero così mortuarie e oscure. La paura di uscire troppo dai canoni del “film per famiglie” è ben più spaventosa di qualsiasi horror.
Il film venne così rivisto e corretto in fase di post-produzione, al punto da far sì che il montatore cambiesse, così come lo score realizzato per la colonna sonora. Eppure, nonostante queste ingerenze, Qualcosa di sinistro sta per accadere mantiene un’aura magica e malsana a dir poco affascinante.

In gran parte questo lo si deve alla scelta delle location: l’autunno freddo e inospitale del Vermont, punta selvaggia del New England, con quei colori gialli tendenti al marcio lavorati in maniera ottima da Stephen Burum (già al lavoro con Francis Ford Coppola nel dittico Rusty il selvaggio/I ragazzi della 56ª strada, e in seguito fedelissimo di Brian De Palma a partire da Omicidio a luci rosse), attribuiscono al film una dimensione onirica persistente, ancor più forte degli effetti speciali, non tutti indispensabili, voluti dalla produzione per ottenere l’oh di meraviglia del pubblico.
Lavora sottopelle, Jack Clayton, utilizzando il fantastico per aprire squarci sulla disillusione dell’uomo, la speranza dei bambini ancora vergini di fronte alla mostruosità della vita, la morte di quell’America rurale che è stata spazzata via dal tempo, e mai più ricostruita. Così Qualcosa di sinistro sta per accadere si trasforma in un elegiaco poema sulla fine della vita, sulla decadenza della società, su una cultura che si può salvare solo ed esclusivamente attraverso lo studio, la lettura, la conoscenza. Affresco démodé suggestivo, ma così fuori dal proprio tempo da essere visto di traverso da chi, nel cuore furibondo degli anni Ottanta, aborriva la classicità per tutto ciò che profumava di nuovo. Il film di Clayton, che il regista in parte aveva disconosciuto ma sembra doveroso incastonare nella sua fin troppo scarna filmografia, venne così posto in un angolo, con la speranza di dimenticarlo. Il fatto che a distanza di più di trent’anni emani ancora un fascino notturno, misto miracoloso di nostalgia e ansiosa malsanità, sta a dimostrare quanto sia stato incompreso. C’è sempre tempo per rimediare.

NOTE
1. La Davis era praticamente alla fine della sua carriera. Dopo Gli occhi del parco prese parte, al cinema, solo a Strega per un giorno di Larry Cohen e soprattutto Le balene d’agosto, capolavoro senile di Lindsay Anderson con un cast che oltre alla Davis vede in scena Lillian Gish, Vincent Price, Ann Sothern, il ‘fordiano’ Harry Carey jr. (al lavoro con il regista di Sentieri selvaggi in sette occasioni) e Mary Steenburgen.
Info
Una scena di Qualcosa di sinistro sta per accadere.
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