xXx – Il ritorno di Xander Cage

xXx – Il ritorno di Xander Cage

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Decisamente più verace di 007, latin lover per caso, ribelle per scelta: torna l’agente segreto incarnato da Vin Diesel in xXx – Il ritorno di Xander Cage di D.J. Caruso.

Satelliti e spie

Xander Cage, amante degli sport estremi assoldato dal governo, rientra dal suo esilio volontario per affrontare il guerriero alpha Xiang e la sua squadra in una corsa per recuperare un’arma potenzialmente letale nota come “Vaso di Pandora”. Circondato da un nuovo gruppo di avventurosi alleati, Xander si ritrova coinvolto in una cospirazione mortale che punta a far scontrare tutti i governi mondiali…  [sinossi]

A volte è proprio vero, come diceva Marshall McLuhan, che “il medium è il messaggio”, inutile chiedergli altro. Puro cinema delle attrazioni acrobatiche xXx – Il ritorno di Xander Cage di D.J. Caruso fa della celebre affermazione del sociologo canadese il suo diktat principale, inanellando sequenze d’azione all’interno di una sinossi basica. A fargli da cassa di risonanza poi c’è un eroe di tutto rispetto, sempre incarnato da Vin Diesel e sempre pronto a sciorinare, con il suo sorrisetto sornione e il guardaroba discutibile, prodezze e ribellione, entrambe “senza causa”. Anzi, il suo problema è più o meno sempre quello: ciò che farebbe gratuitamente, per talento naturale o semplice piacere personale, attira l’attenzione dei servizi segreti, pronti a ricattarlo e ad utilizzare a loro vantaggio le sue capacità.

Terzo capitolo di una saga assai dilazionata nel tempo, con un primo capitolo firmato da Rob Cohen nel 2002 (xXx) e un secondo diretto Lee Tamahori nel 2005 (xXx 2: The Next Level, con Ice Cube nelle vesti di protagonista), xXx – Il ritorno di Xander Cage ruota tutto attorno ad un iperclassico McGuffin: bisogna recuperare uno strumento noto come “Il vaso di Pandora” che è in grado di controllare le vite delle persone, ma ora, nelle mani di un misterioso terrorista, viene usato per far piombare sulla terra dei satelliti geostazionari.

Dal momento che il suo arruolatore Augustus Gibbons (Samuel L. Jackson) è deceduto proprio in seguito al crollo di uno dei satelliti di cui sopra, Xander Cage viene contattato questa volta dall’algida nuova direttrice dell NSA, Jane Marke (Toni Collette). Defenestrati dei rigidi soldati, il nostro eroe metterà insieme una squadra di scapestrati a lui più congeniali, per penetrare dritto nel covo del nemico, nelle Filippine. Peccato però che il nemico in questione, Xian, incarnato da un Donnie Yen sempre più a suo agio con il blockbuster made in USA (lo abbiamo appena visto in Rogue One) è come lui, è un “X”, e gli “X” si aiutano sempre tra di loro.
Tornano dunque i bicipiti di Vin Diesel, il suo cappotto di pelliccia, le sue t-shirt smanicate. Non ci sono i Rammstein, e questo è un peccato, ma il volume è elevato e i bassi pompano quanto i bicipiti di cui sopra. Rispetto al primo capitolo della saga, i personaggi femminili sono più numerosi e attivi e nel complesso si segnala una maggiore collegialità dell’azione: Xander non è quasi mai solo e la sua squadra è la sua famiglia proprio come accade al Dominic Toretto (non a caso sempre Vin Diesel) di Fast & Furious. Quando poi lo sentiamo annunciare a un bambino che “il mondo è grande, ma può entrare tutto nel suo cuoricino” diviene chiaro quanto il film di Caruso tenga conto dell’evoluzione del Vin Diesel sia in qualità di attore (il riferimento è sempre alla saga di Fast & Furious) che come personaggio pubblico, sempre più presente con le sue esternazioni affettuose, ottimiste, talvolta un po’ naïf, sui social network. Quanto al resto del cast, non si può non notare quanto il film di Caruso guardi esplicitamente al vasto mercato cinese e orientale in generale, fornendo ruoli di primo piano oltre che alla star del Donnie Yen, anche al giovane collega Kris Wu, al divo thailandese Tony Jaa (Ong-bak e seguiti) e alla regina di Bollywood Deepika Padukone.
Impossibile poi non registrare un fenomeno oramai in corso da tempo, ovvero la marvellizzazione del blockbuster contemporaneo. D’altronde in questi ultimi anni a spadroneggiare nei box office internazionali sono stati soprattutto i cinecomics della celebre casa produttrice di fumetti (e della rivale DC Comics/Warner) e dunque ritrovare Samuel L. Jackson nei panni di reclutatore non può non far pensare al Nick Fury e ai suoi Avengers, cosa che xXx – Il ritorno di Xander Cage non manca di sottolineare con la dovuta ironia.

Certo, la trama del film mostra qui presto, come si è detto, tutti i suoi limiti: c’è un oggetto misterioso da recuperare, sfugge di mano più volte, trascina i nostri eroi nelle più diverse latitudini. Non sempre poi le sequenze action sono costruite alla perfezione e la loro continuità è frammentata da un montaggio che va a svilire le acrobazie dei personaggi. Peccato poi che un atterraggio assai pericoloso non preveda inquadrature che ci rivelino quale sia la distanza da terra.

A intervallare le sequenze di stunt ci sono poi dialoghi non sempre convincenti, si veda, ad esempio, la lunga scena a tre attorno al tavolo, con scambi di tequila e granate, troppo lunga e poco sostenuta sia dal punto di vista della sceneggiatura che da quello recitativo. Ma in fondo poco importa, xXx – Il ritorno di Xander Cage è un b-movie fracassone infarcito di acrobazie e trovate action, party, long drink sulla spiaggia e un nugolo di belle donne pronte a sfiancare il nostro eroe. Tanto Xander Cage non fa mai una piega, si getta nella mischia, si lancia ad alta quota, e soprattutto è ben consapevole che “senza di lui il mondo sarebbe meno divertente”.

Info
La pagina di xXx – Il ritorno di Xander Cage sul sito della Universal.
Il trailer di xXx – Il ritorno di Xander Cage.
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