Houston, We Have a Problem!

Houston, We Have a Problem!

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Presentato al Trieste Film Festival, Houston, We Have a Problem! è un mockumentary che segue perfettamente le regole del genere e che racconta tanti aspetti del paese un tempo governato da Tito. Lavoro suggestivo e accurato, anche se la formula del finto documentario appare ormai abusata.

Il cuore perverso della ex-Yugoslavia

Il mito dell’accordo multimilionario dietro l’acquisto da parte degli Stati Uniti del programma spaziale segreto di Tito, all’inizio degli anni Sessanta, anche attraverso il racconto di un ingegnere spaziale yugoslavo poi trasferito in gran segreto negli USA e in patria fatto passare per morto. [sinossi]

Da The War Game di Peter Watkins, passando per Zelig e Forgotten Silver. Il genere del mockumentary, del falso documentario, è diventato ormai una tendenza à la page nel cinema e ai festival. Opere di questo tipo hanno raccontato un’America in cui gli Stati Confederati hanno vinto la guerra di secessione, Werner Herzog che si imbatte nel mostro di Loch Ness, e molto altro. Si aggiunge ora il regista sloveno Žiga Virc che, con Houston, We Have a Problem! presentato al Trieste Film Festival, immagina un programma segreto spaziale varato dal Maresciallo Tito nella ex-Yugoslavia e poi venduto agli Stati Uniti. Con il ritorno in patria di un ingegnere spaziale yugoslavo – ispirato forse alla figura di Wernher von Braun – che, all’epoca, era stato trasferito negli USA in gran segreto, mentre nel suo paese ne era stata inscenata la morte. Un film che fa uso di una gran quantità di filmati di repertorio veri, molti di quali verosimilmente manipolati o ricostruiti.
Difficile capire cosa sia reale o meno, in un contesto dove la somma di elementi realistici è costruita per inscenare una grande finzione. E i procedimenti digitali sono ora molto più sofisticati dei trucchi usati da Emir Kusturica in Underground per inserire la figura fittizia del personaggio interpretato da Miki Manojlović in scene di repertorio con il Maresciallo. Se in quel film il popolo yugoslavo era tenuto dal regime in una grande e metaforica caverna, qui un grande bunker sotterraneo nasconde la base segreta di un gigantesco progetto aerospaziale.

Il film segue il solito schema del mockumentary, raccontare qualcosa di vero attraverso una palese finzione, come peraltro espressamente snocciolato dal filosofo sloveno Slavoj Žižek in uno dei suoi siparietti nel film. In questo caso è una finzione stessa quella architettata dal Maresciallo Tito nei confronti del mondo, quella di vendere all’esterno il miraggio di una nazione prospera e avanzata, fasulla proprio come il piano aerospaziale. Una menzogna che crolla con il crollo drammatico del paese avvenuto con la sanguinosa guerra civile iniziata solo undici anni dopo la morte del presidente, unico in grado di tenere unita la nazione yugoslava. E così Žiga Virc indugia sugli incontri di Tito con i tanti presidenti americani che si sono succeduti durante il suo lunghissimo periodo di potere, da Kennedy in poi, fino ad arrivare a Clinton, dopo ormai la morte del presidente yugoslavo e la dissoluzione della repubblica federale, nel suo discorso in Slovenia.

Houston, We Have a Problem! soffre per l’abuso di questa formula trita e ritrita del mockumentary, così come della presenza, ormai come il prezzemolo, di Žižek, pur con i suoi brillanti interventi comunque non ben integrati con il resto del film come nelle sue guide perverse, al cinema e all’ideologia. E il suo suggerimento per la chiave di lettura del film appare inutilmente didascalico. Il film perde di vista a un certo punto quello che era il suo oggetto, il programma aerospaziale yugoslavo, ma il suo punto di forza è invece la gran quantità di materiale di repertorio attorno alla figura di Josip Broz Tito. In ciò possiamo avvicinare questa opera a Nicolae Ceausescu: un’autobiografia di Andrei Ujica, film all’opposto costruito con solo materiale originale di footage, senza commenti.
Le due figure storiche peraltro hanno dei punti in comune, leader di paesi socialisti che, in forme e tempi diversi, si sono dissociati dall’egemonia sovietica. E come sarebbe ricordato Tito se non fosse morto prima della caduta del Muro? Entrambe le opere mostrano questi personaggi nell’iconografia di sé che hanno voluto costruire, anche in aspetti bizzarri come quello che vede Tito imbottigliare il vino. Ed è difficile risolvere l’ambiguità del loro operato. In questo Žiga Virc lavora con rigore. Mostrando momenti come i volti genuinamente sorridenti e in estasi delle atlete che si esibiscono davanti al leader supremo. E la devozione e il cordoglio di un popolo alle esequie della sua guida, al passaggio del treno funebre che ha attraversato il paese, come era stato fatto per Robert Kennedy. La fine di un conduttore, o un dittatore, da cui è partito il drammatico processo di guerre civili fratricide. Quelle purtroppo non inventate da un mockumentary.

Info
La scheda di Houston, We Have a Problem! sul sito del Trieste Film Festival.
La pagina Facebook di Houston, We Have a Problem!
Il sito ufficiale di Houston, We Have a Problem!

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