Uscite in sala 09 marzo 2017

Uscite in sala 09 marzo 2017

La settimana vibra attorno al noir/fantasy Phantom Boy, per poi articolarsi tra pugili sfortunati, autopsie di ragazze ignote, scimmioni di dimensioni fuori dal comune, domatori di leoni infelici, donne della NASA o immigrate per lavorare in Italia, road movie ‘incinti’, mélo strappalacrime e questioni di karma. Si poteva pretendere di meglio…

 

PHANTOM BOY
di Jean-Loup Felicioli, Alain Gagnol

I registi Jean-Loup Felicioli e Alain Gagnol sono quelli del gioiellino Un gatto a Parigi, e la qualità rimane più o meno la stessa. Un noir che si immerge nel fantasy – ma è anche vero il contrario – in grado di ammaliare ogni tipo di spettatore, e che dimostra una volta di più la qualità della Folimage e, più in generale, dell’animazione francese dell’ultimo decennio. Un volo pindarico che attraversa i generi e le tecniche per rivendicare lo strapotere dell’immaginario. Già applaudito, per rimanere all’Italia, al Torino Film Festival e al bolognese Future Film Festiva, merita di essere ammirato sul grande schermo.

New York, un misterioso malvivente sfigurato spara e ferisce gravemente Alex, l’ispettore di polizia che era sulle sue tracce. Immobilizzato in ospedale, Alex incontra Leo, un ragazzo di undici anni che ha la capacità di uscire dal suo corpo. Come un fantasma, invisibile a tutti, il ragazzo vola e passa attraverso i muri. Quando il gangster sfigurato minaccia la città con un virus informatico, grazie ai poteri straordinari del bambino, Alex riprende la sua inchiesta. Ad aiutarli sarà una volenterosa e testarda giornalista… [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

BLEED – PIÙ FORTE DEL DESTINO
di Ben Younger

Perché si può credere, nel 2017, ancora a Hollywood e alle sue storie di caduta e rinascita? Facile, basta vedere un film come quello diretto da Ben Younger per rendersene conto: la purezza del racconto, pur così prevedibile e basico, è di tale forza da soggiogare gli occhi. Nulla di trascendentale, per carità, ma comunque un piacere per lo sguardo, grazie sia alla nettezza della regia e alla progressione narrativa che alle apprezzabili scelte di cast, a partire da un eccellente Aaron Eckhart, in versione stempiata e imbolsita.

Vinny Pazienza è un pugile italoamericano famoso per le sue straordinarie vittorie. Nel pieno della sua carriera rimane vittima di un terribile incidente automobilistico a causa del quale rischia di perdere l’uso delle gambe. Sarà la sua testardaggine a rimetterlo in piedi. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

AUTOPSY
di André Øvredal

Può un horror in cui il cattivo è morto stecchito e denudato sulla tavola dell’autopsia inquietare lo spettatore? Ebbene sì, almeno a giudicare dalla prima sortita oltreoceano di André Øvredal, regista norvegese che fece parlare di sé alcuni anni fa per il riuscito mockumentary Troll Hunter. Autopsy è un film affascinante, che a volte si adagia sul già visto ma ha l’intelligenza di non cedere mai troppo la mano alle scelte facili. E l’idea di partenza, che mescola indagine sul corpo con indagine sulla Storia, non è per niente banale.

Tommy Tilden è un esperto medico legale e gestisce con suo figlio Austin un obitorio in Virginia. Un giorno lo sceriffo del posto arriva con un caso di emergenza, il cadavere di una donna sconosciuta ritrovato in un seminterrato a seguito di un pluriomicidio. Sembra un caso come tanti, ma nel corso dell’autopsia i due professionisti vengono man mano turbati da nuove, terrificanti scoperte. Il corpo della donna è perfettamente conservato all’esterno, ma all’interno è stato smembrato e rimangono segni di cicatrici e bruciature, come se fosse stata vittima di un orribile e misterioso rituale di tortura. Mentre padre e figlio cercano spiegazioni scientifiche plausibili a queste scoperte raccapriccianti, cose sempre più inspiegabili sembrano succedere nell’obitorio. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

KONG: SKULL ISLAND
di Jordan Vogt-Roberts

Tamarrissimo questo nuovo King Kong, pensato a uso e consumo di un franchise, quello del nuovo Godzilla a stelle e strisce, che porterà nel 2020 i due mostri giganteschi a confronto. Lo scimmione inventato nel 1933 non assomiglia né all’originale né a quello del remake di Peter Jackson, ma è sempre più enorme, più ferale, più devastante. Senza più dilemmi, sottotesti e tragedie, ma solo spacconate e divertimento. Non lascerà enormi tracce di sé nella storia del cinema, ma sul grande schermo può essere una goduria.

Un gruppo eterogeneo di scienziati, soldati ed esploratori si avventura nelle profondità di una mitica e sperduta isola del Pacifico, tanto pericolosa quanto affascinante. Al di là di ogni loro aspettativa, la squadra procede inconsapevole di entrare nel dominio del potente Kong, innescando la battaglia finale tra uomo e natura. Nel momento in cui la loro missione di scoperta diventa una lotta per la sopravvivenza, dovranno combattere per sfuggire da un Paradiso primordiale dove gli uomini non sono contemplati. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

MISTER UNIVERSO
di Tizza Covi, Rainer Frimmel

Attori non-attori che recitano loro stessi, una macchina a mano che li spia da vicino con stile che si potrebbe definire documentario (se questo termine avesse un reale senso), e soprattutto un mondo circense in decadenza, quasi in completo disfacimento. Tizza Covi e Rainer Frimmel – ricordate La pivellina? – mettono in mostra tutte le qualità del loro sguardo sul reale, restituendo con forza un microcosmo che appare quasi impossibile, sicuramente anacronistico, ma che esiste e lotta contro le usure del tempo. Un progetto affascinante, magari non riuscito in tutto ma che merita attenzione.

Tairo, giovane domatore di leoni, è infelice. La scomparsa del suo portafortuna è la scusa per intraprendere un viaggio attraverso l’Italia in cerca di Arthur Robin, ex mister Universo, che gliel’aveva regalato. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

IL DIRITTO DI CONTARE
di Theodore Melfi

Theodore Melfi ce la mette tutta per evitare le trappole della retorica, sempre pronte dietro l’angolo, ma non può evitare che il suo film si accodi alla lunga lista di opere pensate esclusivamente per un tema considerato forte (qui si mettono in risalto ben due elementi considerati di debolezza nella società, la donna e ancor più la donna afrodiscendente), senza una reale motivazione artistica o estetica. La regia risulta così anodina, completamente priva di forza, e la sceneggiatura racconta i personaggi, soprattutto quelli collaterali, ricorrendo con facilità al cliché. Tante buone intenzioni, ma dov’è il cinema?

L’incredibile storia mai raccontata di Katherine Johnson (Taraji P. Henson), Dorothy Vaughn (Octavia Spencer) e Mary Jackson (Janelle Monae), tre brillanti donne afroamericane che – alla NASA – lavorarono ad una delle più grandi operazioni della storia: la spedizione in orbita dell’astronauta John Glenn, un obbiettivo importante che non solo riportò fiducia nella nazione, ma che ribaltò la Corsa allo Spazio, galvanizzando il mondo intero. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

STRANE STRANIERE
di Elisa Amoruso

Di donne e di minoranze parla anche il documentario di Elisa Amoruso, già autrice di Fuoristrada; quattro storie di cinque donne che sono arrivate in Italia e qui hanno trovato la loro strada professionale, riuscendo a vincere una sfida ardua, da molti considerata impossibile. Anche qui le buone intenzioni non vengono certo meno, ma il tutto appare abbastanza artefatto, e al di là della narrazione delle singole storie il film non sembra in grado di scavare. C’è il contenuto, meno il contesto e ancor meno il senso cinematografico. Resta però un documento interessante, ed è già un punto di partenza…

Le storie di Ana, Ljuba, Radi, Sihem e Sonia: cinque donne arrivate in Italia più o meno da lontano, spinte a lasciare le proprie radici da ragioni diverse – che fosse l’amore, il lavoro, la curiosità o forse il destino – ma accomunate dall’essere riuscite a dar vita a un’attività propria, reinventandosi e integrandosi con successo in una nuova realtà. Distanti per esperienza e provenienza, le unisce l’essere straniere. Tra lavoro, famiglia e relazioni, le loro storie s’intrecciano per raccontare cosa significhi costruire un’identità in un altro Paese. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

IL PADRE D’ITALIA
di Fabio Mollo

Sicuramente meno interessante, e anzi profondamente ancorato a stilemi oramai abusati e dimenticati in un angolo della memoria, è invece il nuovo film di Fabio Mollo, che inquina un road-movie già di per sé poco interessante con una lunga di lista di luoghi comuni, esagerazioni – il personaggio interpretato da Isabella Ragonese non è certo scritto in punta di penna, e la recitazione dell’attrice non fa nulla per sopperire alle mancanze di sceneggiatura – che appesantiscono una materia già non leggiadra di suo. Peccato.

Paolo ha 30 anni e conduce una vita solitaria. Il suo passato è segnato da un dolore che non riesce a superare. Una notte, per caso, incontra Mia, una prorompente e problematica coetanea al sesto mese di gravidanza, che mette la sua vita sottosopra. Spinto dalla volontà di riaccompagnarla a casa, Paolo comincia un viaggio al suo fianco che porterà entrambi ad attraversare l’Italia e a scoprire il loro irrefrenabile desiderio di vivere. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

QUESTIONE DI KARMA
di Edoardo Falcone

Decisamente peggio va con Questione di karma, che contiene al suo interno tutti i peggiori vizi della commedia italiana degli ultimi anni; tutto sa di stantio, dalle interpretazioni dei protagonisti, per di più assortiti assai mai in una scelta di casting a dir poco discutibile soprattutto per la presenza di Fabio De Luigi, a uno schema comico che non arriva mai a far ridere. E forse neanche a far sorridere. Il tutto mentre si cerca di portare avanti una storia solo abbozzata, e trascinata per le lunghe fino a farla diventare asfissiante. Da evitare.

Giacomo è lo stravagante erede di una dinastia di industriali, ma più che interessarsi all’azienda, preferisce occuparsi delle sue mille passioni. La sua vita è stata segnata dalla scomparsa del padre quando era molto piccolo. L’incontro con un eccentrico esoterista francese gli cambia la vita: lo studioso infatti afferma di aver individuato l’attuale reincarnazione del padre di Giacomo. Trattasi di tal Mario Pitagora, un uomo tutt’altro che spirituale, interessato solo ai soldi e indebitato con mezza città. Questo incontro apparentemente assurdo cambierà la vita di entrambi. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

LA LUCE SUGLI OCEANI
di Derek Cianfrance

Il gradino più basso della classifica settimanale se lo merita questo pessimo mélo già apprezzato (si fa per dire) a Venezia, dove l’attenzione era tutta rivolta alla coppia di protagonisti, uniti anche nella vita di tutti i giorni – o così pare. Tra aborti, tempeste marine, morti che arrivano su barchette e chi più ne ha più ne metta Derek Cianfrance perde completamente la bussola, e smarrisce quanto di interessante era riuscito a partorire nei precedenti Blue Valentine e Come un tuono. Resta una storia ai limiti del ridicolo che sfiora e spesso sposa in pieno lo scult assoluto. Solo per fan, o per spettatori che sanno fare ricorso all’ironia.

Su una remota isola australiana, negli anni successivi alla Prima guerra mondiale, il guardiano del faro Tom e sua moglie Isabel, vedono cambiare le loro vite quando il mare spinge fino a loro una barca alla deriva con un morto e una neonata. Tom and Isabel sono una coppia già provata da due aborti e un bambino nato morto. Dopo le prime resistenze di Tom, i due decidono di crescere la neonata e di chiamarla Lucy… [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

In sala da oggi arrivano anche Gomorroide (2017) di Francesco De Fraia, Raffaele Ferrante, Domenico Manfredi, e poi due eventi Nexo Digital: Yu-Gi-Oh! Il lato oscuro delle dimensioni (2016) di Satoshi Kuwabara (venerdì 10 marzo), e Revolution – La nuova arte per un nuovo mondo (2017) di Margy Kinmonth (martedì 14). Buona visione!

Info
Il sito ufficiale di Kong: Skull Island.

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