Bergamo Film Meeting 2017 – Presentazione

Bergamo Film Meeting 2017 – Presentazione

Con Amadeus, nella versione director’s cut di tre ore, proiettato nella stuccata cornice del Teatro Donizetti, si apre la 35esima edizione del Bergamo Film Meeting 2017, che si tiene dall’11 al 19 marzo. Edizione che vede protagonista il grande cineasta ceco naturalizzato hollywoodiano Miloš Forman cui è dedicata una retrospettiva, l’autore che è passato dalla Nová vlna alla controcultura americana.

Sarà Miloš Forman il protagonista della 35esima edizione del Bergamo Film Meeting che si tiene dall’11 al 19 marzo. E la manifestazione verrà inaugurata dalla proiezione di Amadeus (1984) nella versione directors’s cut di tre ore, proiettato nella cornice del Teatro Donizetti. Mentre al ridotto dello storico teatro bergamasco sarà allestita una mostra dei costumi di Amadeus e Valmont (1989), creati da Theodor Pištěk, costumista ceco vicino al regista, che ha beneficiato della ridda degli Oscar per il film su Mozart e Salieri. La mostra segnala peraltro, dopo l’omaggio della Berlinale a Milena Canonero, un nascente interesse festivaliero per la figura, generalmente sottovalutata, del designer degli abiti di un film.

L’altro omaggio del Meeting è a uno dei più grandi sceneggiatori di sempre, Jean-Claude Carrière, approdato al cinema con l’amico Pierre Étaix iniziando poi il sodalizio artistico durato 19 anni con Luis Buñuel. Carrière ha collaborato con grandissimi cineasti quali Godard, Wajda, Oshima, Brook, Ferreri, Malle, Garrel. Con Forman le strade si sono incrociate più volte: ha sceneggiato Taking Off (1971), Valmont e L’ultimo inquisitore (2006) mentre i ruoli si sono invertiti nell’unica opera in cui Carrière ha fatto il regista, il corto La pince à angle del 1968.

La mostra concorso di quest’anno a Bergamo vede tutte opere prime, con l’unica eccezione di una seconda, quella di Delphine e Muriel Coulin, Voir du pays, la storia di due soldatesse di ritorno dall’Afghanistan. Come questo, si tratta di film tutti strettamente legati alla contemporaneità. Si parla di immigrazione nella storia di una donna ucraina in Germania in Marija di Michael Koch, di coltivazioni di marijuana in Camargue in Toril di Laurent Teyssier. Ci sono poi ritratti delle nuove generazioni, nell’ecuadoregno Alba di Ana Cristina Barragán e nel polacco Fale di Grzegorz Zariczny.
C’è inoltre la sezione documentari, Visti da vicino, dove troviamo Shooting Ourselves di Christine Cynn, tra i co-registi di The Act of Killing, sull’industria bellica vista attraverso personaggi che ne sono coinvolti e che partecipano a una performance del gruppo teatrale interattivo berlinese Rimini Protokoll; quindi Shadows of Paradise di Sebastian Lange che tratta il tema della pratica della Meditazione Trascendentale, quella di cui David Lynch è un grande adepto; il rumeno Hotel Dallas di Livia Ungur e Sherng-Lee Huang, che parla di come lo sceneggiato degli anni ’80 abbia fatto da testa di ponte del capitalismo attraverso la storia del magnate che costruì a Slobozia un hotel a esso dedicato.

Come ogni anno si conferma il focus Europe, Now! su tre registi emergenti del vecchio continente, ognuno con una personale completa. Il documentarista greco Thanos Anastopoulos di cui si vedranno, tra le altre cose, Diorthosi e I kóri, due visioni dell’Atene odierna, e L’ultima spiaggia, documentario su un bagno comunale di Trieste dove una barriera divide la parte maschile da quella femminile.
La francese Dominique Cabrera, con una filmografia che guarda all’Algeria, porterà la sua ultima opera, Corniche Kennedy, su un gruppo di ragazzi che passano l’estate nei pressi di Marsiglia saltando in acqua dalla Corniche Kennedy, una strada che costeggia il mare. L’islandese Dagur Kári che si è già fatto conoscere con Nói albinói, presenta in anteprima Fúsi, incentrato su un personaggio solitario e goffo nella cui vita entrano improvvisamente una donna e una bambina, film che avrà anche una distribuzione italiana.
Come sempre poi il BFM dà ampio spazio al cinema d’animazione invitando, quest’anno Chintis Lundgren, estone ma residente in Croazia il cui immaginario è popolato di animali, uccelli, conigli, volpi a parodia delle debolezze umane.

E poi ancora l’anteprima di Rebelkirurgen di Erik Gandini, il documentarista italiano naturalizzato svedese, che racconta di un chirurgo d’assalto in Etiopia; Lo sciacallo di Jean-Pierre Melville, nell’ambito della valorizzazione del Fondo Georges Simenon intitolato a Gianni Da Campo. E infine la consueta Fantamaratona che quest’anno cade di venerdì 17, con protagonisti i licantropi.

Info
Il sito del Bergamo Film Meeting 2017.
La pagina facebook del Bergamo Film Meeting 2017.

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