La città dei mostri

La città dei mostri

di

La città dei mostri, venduto all’epoca dell’uscita nelle sale come uno dei molti adattamenti di Roger Corman dei racconti di Edgar Allan Poe, trae al contrario ispirazione da un altro maestro dell’orrore letterario statunitense, Howard Phillips Lovecraft, autore ancora oggi poco riconosciuto (ma assai presente) nell’immaginario incubale cinematografico. La città dei mostri, che nella filmografia di Corman si incunea tra La vergine di cera e L’uomo dagli occhi a raggi X, è un gioiello da riscoprire.

La caduta della casa Ward

Arkham, New England, 1765. La cittadina è sconvolta dalla scomparsa di alcune giovani donne e tutti gli indizi conducono al maniero del misterioso Joseph Curwen, sospettato di stregoneria. Dopo l’ennesima sparizione, la popolazione si reca al castello con l’intenzione di affrontare Curwen e di giustiziarlo sul rogo. Prima di morire, Curwen ha il tempo di scagliare una maledizione su coloro che lo hanno condannato e sui loro discendenti. Centodieci anni dopo, nel 1875, giunge ad Arkham l’ultimo discendente diretto di Joseph Curwen, Charles Dexter Ward, venuto con la moglie Ann a prendere possesso del vecchio castello ereditato dall’antenato… [sinossi]

La città dei mostri, ecumenico, innocuo e anche un po’ insipido titolo italiano che non traduce l’originale The Haunted Palace, vide la luce nel 1963, uno dei periodi più floridi per la produzione di Roger Corman. Impazzavano infatti sugli schermi gli adattamenti che il regista e produttore statunitense traeva dai racconti e dalle poesie di Edgar Allan Poe: grande scalpore avevano provocano I vivi e i morti, desunto da La caduta della casa Usher, Il pozzo e il pendolo, Sepolto vivo (vale a dire La sepoltura prematura), I racconti del terrore (che mette insieme Morella, Il gatto nero e Il barile di Amontillado, e Valdemar), e I maghi del terrore, con Richard Matheson che rilegge in modo a dir poco personale Il corvo. La saga continuerà, dopo La città dei mostri, con La vergine di cera – che utilizzerà gran parte delle scenografie del film precedente, per risparmiare contemporaneamente tempo e denaro –, La maschera della morte rossa e La tomba di Ligeia.
Anche La città dei mostri venne venduto al pubblico come l’ennesimo adattamento di una delle opere di Poe: non a caso The Haunted Palace è il titolo di una poesia dell’autore di Baltimora, racchiusa nel già citato dramma orrorifico ambientato nella magione degli Usher. Nessuno ebbe molto da ridire, e per molti anni ci si limitò ad annoverare questo tragico e spaventoso pezzo della filmografia di Corman all’interno della suddetta “serie”. In realtà sarebbe bastato prestare attenzione agli eleganti titoli di testa, giocati graficamente attorno alla rete di un ragno, per rendersi conto che alla voce sceneggiatura si legge: “Screenplay by Charles Beaumont from the Poem by Edgar Allan Poe and a Story by H.P. Lovecraft”. Howard Phillips Lovecraft, il romanziere di Providence al quale si deve tra le altre cose il Necronomicon e il mito di Chtulhu. Ecco chi c’è veramente alla base de La città dei mostri; se questo dettaglio decenni fa poteva passare in secondo piano, ora è difficile che qualcuno non colleghi l’ambientazione della storia, Arkham, o il nome del protagonista (Charles Dexter Ward) alle opere di Lovecraft.

Roger Corman, con l’abilità che ha reso la sua produzione uno dei tre poli d’attrazione dell’horror a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso – gli altri due, non è nemmeno il caso di specificarlo, sono la Hammer in Gran Bretagna e la produzione italiana del fantastico, tra Mario Bava, Riccardo Freda e Antonio Margheriti –, non rinuncia nel suo The Haunted Palace alle atmosfere che aveva messo a punto con precisione certosina nel corso del tre anni precedenti. Il castello di cui entrano in possesso Ward e sua moglie, ignorandone il potere malefico, ha le stesse forme e gli stessi passaggi segreti di quello del futuro pazzo Molina ne Il pozzo e il pendolo, e simili sono le inquadrature a strapiombo sul mare in risacca che tanto turbano il sonno di Ward; la scenografia, come già detto anche per una questione di mero risparmio economico, si muove nelle direzioni già intraprese, e il discorso torna valido anche per la creazione degli effetti visivi, tra ragnatele che sembrano millenarie e una persistente nebbia che rende tutto astratto, indefinito, magico nel senso più deteriore del termine.
Pur maneggiando una letteratura che solo alcuni tratti ha in comune con quella di Poe, per poi deviare altrove soprattutto per quel che concerne la descrizione dell’immateriale, Corman ribadisce la propria intenzione di rielaborare il concetto di gotico, adattandolo allo sguardo dei suoi contemporanei. Alcuni dei temi posti al centro del racconto sono senza dubbio più prossimi a Poe che a Lovecraft, come per esempio la progressiva perdita di senno di Ward, frutto dell’ereditarietà; l’oppressione psicologica – ma forse, chissà, anche strettamente stregonesca – dell’enorme dipinto che raffigura l’antenato Joseph Curwen e che fa bella mostra di sé nel salone del castello; il rapporto con la moglie, e più in generale con il femminile, in qualche modo sbilanciato verso un romanticismo malsano.

Ma questi elementi non eliminano da La città dei mostri la sua vera radice letteraria: ecco dunque citati i Grandi Antichi (in realtà il dottore che li passa in rassegna si limita a fare il nome di Cthulhu, per poi condensare i vari Bugg-Shash, Dagon, Ghatanothoa, Zoth-Ommog e Shub-Niggurath in uno sbrigativo “eccetera”), e anche il Necronomicon, lo pseudobiblium che si vorrebbe scritto dal folle arabo Abdul Alhazred; ecco anche tentare una dimensione non psicologica – quella che, in un modo o nell’altro, domina comunque le regie di Corman, sempre particolarmente attento all’evoluzione dei suoi personaggi, ai loro desideri, alle loro paure, alle loro idiosincrasie – con il delirante sogno di fondere il sangue umano e lo sperma divino per creare una nuova razza pronta a dominare la Terra. La tensione verso l’immateriale, gli “strani eoni in cui persino la morte può morire”, che è uno dei topos poetici di Lovecraft, trova traccia solo qui, e seppur ridotta a una dimensione da scienziato pazzo, riesce a evocare quegli abissi di orrore che prorompono dalle pagine dei migliori racconti del romanziere statunitense. Cercando il punto di incrocio tra Il caso di Charles Dexter Ward (forse il più poeano dei racconti di Lovecraft, scritto nel 1927 e pubblicato postumo nel 1941) e L’orrore di Dunwich, soprattutto per la descrizione del villaggio, e l’obiettivo di far rimanere gravida una ragazza per “mano” di uno dei mostruosi dei dell’antichità, Corman celebra una volta di più il trionfo dell’immaginario sulle caduche mode del quotidiano. Nel trovare un sincretismo che unisca i due grandi maestri del terrore letterario statunitense Corman non semplifica la materia, ma la rende fluida, come se secoli e appartenenze culturali differenti potessero parlarsi senza alcun tipo di incomprensione, superamento di ogni barriera e ostacolo linguistico, filosofico, procedurale. E il primo piano finale di Vincent Price, mattatore assoluto della serie dedicata ai racconti di Poe (non recita solo in Sepolto vivo, dove viene sostituito da Ray Milland), che mantiene l’ambiguità sull’anima del protagonista, e i suoi propositi per il futuro, è un’immagine di tale potenza da non lasciare la mente per un bel po’ di tempo. Eoni?

Info
Il trailer de La città dei mostri.
  • la-citta-dei-mostri-1963-roger-corman-the-haunted-palace-04.jpg
  • la-citta-dei-mostri-1963-roger-corman-the-haunted-palace-03.jpg
  • la-citta-dei-mostri-1963-roger-corman-the-haunted-palace-02.jpg
  • la-citta-dei-mostri-1963-roger-corman-the-haunted-palace-01.jpg

Articoli correlati

  • Locarno 2016

    roger-corman-intervista-locarno-2016-cov932Intervista a Roger Corman

    Al Festival del Film di Locarno abbiamo incontrato Roger Corman, invitato come “Guest of Honor Filmmakers Academy”. Un'occasione per parlare con il re dei b-movie della sua esperienza di regista e produttore off-Hollywood.
  • Bologna 2016

    la-caduta-della-casa-usher-1928-la-chute-de-la-maison-usher-jean-epstein-cov932La caduta della casa Usher

    di Al Cinema Ritrovato di Bologna è stato presentato il capolavoro di Jean Epstein, La caduta della casa Usher, all'interno dell'omaggio che il festival ha riservato alla sorella Marie, a sua volta cineasta.
  • Cannes 2016

    il-pozzo-e-il-pendolo-1961-the-pit-and-the-pendulum-roger-corman-cov932Il pozzo e il pendolo

    di La presenza del film di Roger Corman all'interno di Cannes Classics permette di riscoprire uno dei grandi classici del cinema del terrore.
  • DVD

    terrore-alla-tredicesima-ora-recensioneTerrore alla tredicesima ora

    di Tra le prime opere realizzate da Francis Ford Coppola per la factory di Roger Corman, Terrore alla tredicesima ora è un horror/thriller a basso budget di entusiasmante virtuosismo registico. In dvd e blu-ray per Pulp Video e CG.
  • Roma 2014

    lo spettroLo spettro

    di Al Festival di Roma proiezione tra i gotici italiani del raro Lo spettro di Riccardo Freda, film del 1963 che si pone sul solco del successo de L'orribile segreto del dr. Hichcock.
  • Roma 2014

    la-maschera-del-demonio-mario-bava-1960-cov932La maschera del demonio

    di Il capolavoro di Mario Bava, punto di riferimento per il cinema gotico italiano (e non solo), rivive sugli schermi dell'Auditorium durante la nona edizione del Festival di Roma.
  • Roma 2014

    la cripta e l'incubo recensioneLa cripta e l’incubo

    di Visto a Roma in 35mm nella retrospettiva sul gotico italiano, La cripta e l’incubo è una delle due incursioni del regista di Totò Camillo Mastrocinque nel gotico italiano, insieme al successivo Un angelo per Satana.
  • Saggi

    mario-bava-cov932Il rosso segno di Bava

    A cento anni dalla nascita di Mario Bava, un omaggio doveroso a uno dei grandi maestri del cinema italiano, riconosciuto come tale solo dopo la sua morte e forse tuttora poco compreso.
  • AltreVisioni

    twixt-francis-ford-coppola-slideTwixt

    di A quasi vent’anni di distanza da Dracula di Bram Stoker (1992), Francis Ford Coppola torna alle atmosfere horror con Twixt, presentato in Festa mobile – Figure nel paesaggio al Torino Film Festival.
  • DVD

    la-maschera-della-morte-rossa-1964-roger-corman-cov932La maschera della morte rossa

    di La maschera della morte rossa fa parte della serie di film che Roger Corman trasse dai lavori di Edgar Allan Poe. Ora in dvd con CG Entertainment.
  • DVD

    danza-macabra-1964-antonio-margheriti-cov932Danza macabra

    di Danza macabra, il più gotico tra gli horror di Antonio Margheriti, edito in dvd dalla CG Home Video.
  • Ca' Foscari Short

    carol-of-the-old-ones-2011-hiroshi-takahashi-cov932Carol of the Old Ones

    di Carol of the Old Ones è una crudele e orrorifica parodia di un saggio di diploma in una scuola di cinema. Un inno lovecraftiano all'oscurità che alberga in ogni essere umano, quando lo si pone a contatto con il potere, e con la possibilità di gestirlo.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento