Life – Non oltrepassare il limite

Life – Non oltrepassare il limite

di

Sostenuto da un budget corposo, da un impeccabile comparto tecnico e da un cast di primo piano, Life – Non oltrepassare il limite cerca di aggiornare le suggestioni fanta-horror à la Alien, tenendo bene a mente l’abbacinante realismo di Gravity. Tutti i pezzi combaciano, ma il puzzle narrativo/estetico orchestrato da Espinosa sembra fluttuare come lo sventurato equipaggio della stazione orbitante, accontentandosi della sua natura smaccatamente derivativa, della bella patina sbrilluccicante e di un fragile plot twist.

Il giorno dei tardigradi

L’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale è in procinto di fare una delle scoperte più importanti della storia: raccogliere la prima prova di una vita terrestre su Marte. Quando l’equipaggio inizia a svolgere le prime ricerche sul campione, capirà di trovarsi di fronte a una forma di vita più intelligente del previsto… [sinossi]

Funziona Life – Non oltrepassare il limite. Funziona perché pesca a piene mani da Alien e Gravity; perché ha soldi, attori e idee prese in prestito. Funziona perché i claustrofobici cunicoli di una Stazione Spaziale Internazionale sono un set ideale per generare angoscia, una trappola per topi perfetta e crudele – anche una bella metafora, collocata a distanza di sicurezza (?) dalla Terra, in quella orbita terrestre bassa che è perennemente in bilico tra inferno e paradiso, tra fuga e condanna.
Della pellicola di Daniel Espinosa, in crescendo dopo l’esordio hollywoodiano Safe House – Nessuno è al sicuro (2012) e Child 44 – Il bambino n. 44 (2015), ricorderemo soprattutto quello che non c’era, in primis la soverchiante angoscia generata della sequenza della morte di Tom Skerritt/Dallas in Alien, intrappolato in un labirinto fatale, vero e proprio topolino alle prese con un mostro inarrestabile. Quella tensione, quella messa in scena degli spazi, non permea realmente la Stazione Spaziale Internazionale di Life, si avverte l’eco in lontananza, se ne assapora il potenziale sopito.

La stessa derivazione da Gravity, con quella più che apprezzabile apparenza di realismo scientifico, via via si affievolisce, fagocitata dal meccanismo orrorifico e thriller, da un ritmo fin troppo sostenuto. Corre infatti in tutta fretta Life – Non oltrepassare il limite, incapace di lasciar sedimentare gli spunti più interessanti, accumulando informazioni spicciole sull’equipaggio (la paternità di Shō, la crisi esistenziale di David e via discorrendo), suggerendo qualche sbiadita riflessione etica. Anche in questo caso, ci si ferma sempre qualche metro prima, lasciando in flebile trasparenza sia la questione dei confini della scienza e dell’esplorazione, sia la specularità della natura umana e aliena (e la specularità della Terra e della stazione orbitante, microcosmo idealizzato, dove quelli che un tempo erano predatori sono adesso facili prede indebolite dal progresso e da una pacifica ma non salvifica cooperazione).

Life – Non oltrepassare il limite cerca di aggiornare le suggestioni fanta-horror à la Alien, tenendo bene a mente l’abbacinante realismo di Gravity. Una replica delle strutture narrative/estetiche portanti di Cuarón e Scott, con tanto di (crescenti) echi gigeriani. Tutti i pezzi combaciano, ma il puzzle orchestrato da Espinosa e dagli sceneggiatori Rhett Reese e Paul Wernick sembra fluttuare come lo sventurato equipaggio della stazione orbitante, accontentandosi della sua natura smaccatamente derivativa, della bella patina sbrilluccicante e di un fragile plot twist – un colpo di scena un po’ maldestro, telefonato come i precedenti snodi narrativi.
Alla fine, del film di Espinosa sembra restare soprattutto l’idea di quello che sarebbe potuto essere e non è stato. Le note di Spirit in the Sky sui titoli di coda sembrano quasi beffarde, un altro tassello preso in prestito e aggiunto al diligente puzzle. Per contrasto, non possiamo che pensare alla corposa linearità di Logan e al significativo e calzante utilizzo sui titoli di coda di The Man Comes Around. Altra musica.

Info
Il trailer italiano di Life – Non oltrepassare il limite.
La pagina facebook di Life – Non oltrepassare il limite.
Il sito ufficiale di Life – Non oltrepassare il limite.
  • Life-Non-oltrepassare-il-limite-2017-Daniel-Espinosa-01.jpg
  • Life-Non-oltrepassare-il-limite-2017-Daniel-Espinosa-02.jpg
  • Life-Non-oltrepassare-il-limite-2017-Daniel-Espinosa-03.jpg
  • Life-Non-oltrepassare-il-limite-2017-Daniel-Espinosa-04.jpg
  • Life-Non-oltrepassare-il-limite-2017-Daniel-Espinosa-05.jpg
  • Life-Non-oltrepassare-il-limite-2017-Daniel-Espinosa-06.jpg
  • Life-Non-oltrepassare-il-limite-2017-Daniel-Espinosa-07.jpg
  • Life-Non-oltrepassare-il-limite-2017-Daniel-Espinosa-08.jpg
  • Life-Non-oltrepassare-il-limite-2017-Daniel-Espinosa-09.jpg
  • Life-Non-oltrepassare-il-limite-2017-Daniel-Espinosa-10.jpg
  • Life-Non-oltrepassare-il-limite-2017-Daniel-Espinosa-11.jpg
  • Life-Non-oltrepassare-il-limite-2017-Daniel-Espinosa-12.jpg
  • Life-Non-oltrepassare-il-limite-2017-Daniel-Espinosa-13.jpg

Articoli correlati

  • In sala

    passengers-2016-morten-tyldumPassengers

    di Tra capsule ibernanti e nuove frontiere interstellari, Passengers allude alla fantascienza, ma in realtà è una love story nello spazio, sospesa tra il romantico e il demenziale.
  • Cult

    la-morte-viene-dallo-spazio-1958-the-day-the-earth-exploded-paolo-heusch-cov932La morte viene dallo spazio

    di L'esordio alla regia di Paolo Heusch, con Mario Bava alla fotografia, segna un passaggio fondamentale nella fantascienza italiana, anticipando i film catastrofici degli anni Settanta.
  • Cannes 2016

    Ikarie-XB-1Ikarie XB 1

    di Restaurato in digitale con totale rispetto nei confronti della pellicola originale, il capolavoro della fantascienza cecoslovacca Ikarie XB 1 di Jindřich Polák era tra gli appuntamenti imperdibili di Cannes Classics 2016. Uno splendido esempio di sci-fi umanista e politica.
  • Cult

    terrore-nello-spazio-planet-of-the-vampires-1965-mario-bava-cov932Terrore nello spazio

    di Per omaggiare Callisto Cosulich, scomparso in questi giorni, recuperiamo il cult fantascientifico di Mario Bava da cui trasse ispirazione anche Ridley Scott per Alien.
  • Archivio

    child-44-2015-daniel-espinosaChild 44 – Il bambino N. 44

    di Un bestseller, un cast stellare e un'ambientazione storica affascinante. Gli ingredienti per un bel thriller d'ambientazione sovietica c'erano tutti, ma il risultato è un puzzle sgangherato e senza mordente.
  • Archivio

    Gravity (2013) di Alfonso Cuarón - Recensione | Quinlan.itGravity

    di La dottoressa Ryan Stone è un brillante ingegnere biomedico alla sua prima missione spaziale insieme al veterano Matt Kowalsky. Durante una passeggiata di routine, succede l’imprevisto...
  • Archivio

    Safe-House-nessuno-è-al-sicuroSafe House – Nessuno è al sicuro

    di Niente di nuovo, è vero, ma Safe House condensa alla perfezione tutte le caratteristiche del film di spionaggio: massima attenzione per le scene d’azione, ipertecnologizzate e adrenaliniche, schermi che spiano i personaggi ovunque, proliferazione di organi e corporazioni che si intrecciano nelle vicende narrate.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento