Uscite in sala 23 marzo 2017

Uscite in sala 23 marzo 2017

Settimana dominata da tre grandi film, su tutti Elle di Paul Verhoeven, ammirato nel maggio 2016 a Cannes; ma è anche la volta di I Am Not Your Negro di Raoul Peck, che rilegge attraverso le immagini le parole vergate da James Baldwin nel saggio mai completato Remember This House, e a partire da lunedì prossimo de La tartaruga rossa, miracolo d’animazione diretto da Michaël Dudok de Wit e prodotto dallo Studio Ghibli. Per il resto uno sci-fi indeciso tra serie A e B, e due titoli italiani imperfetti, firmati da Andrea Molaioli e Giovanni Veronesi.

 

ELLE
di Paul Verhoeven

L’attenzione si è giustamente incentrata, nella lettura di Elle, sulla straordinaria interpretazione di Isabelle Huppert, in grado di donare riverberi e spessore a un personaggio scritto in punta di penna, dominante e autolesionista, controllato e pronto a esplodere, sull’orlo di una follia inebreata dal retrogusto di potere. Sarebbe anche giusto, però, ricollocare questo splendido film, uno dei migliori visti a Cannes nel 2016 e già destinato alle classifiche di fine anno, nella cornice della filmografia di un autore come Paul Verhoeven, che ancora oggi fatica a trovare spazio su alcune pagine della critica italiana e mondiale. Un’opera sublime, ennesima conferma di un genio registico che ha saputo rivoltare sia l’estetica europea che quella hollywoodiana senza perdere un’oncia della propria essenza. Imperdibile.

Michèle sembra indistruttibile. Direttrice di una società leader nel settore dei videogame, si dedica con la medesima spregiudicatezza sia all’amore che agli affari. Aggredita e violentata in casa da uno sconosciuto col volto coperto, la sua vita non sarà più la stessa. Ma una volta identificato l’aggressore, si ritrovano entrambi coinvolti in un gioco pericoloso, che da un momento all’altro può sfuggire a ogni controllo… [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

LA TARTARUGA ROSSA
di Michaël Dudok de Wit

In sala, da lunedì prossimo e solo per tre giorni, arriverà una pura gemma che lo scorso anno a Cannes, in troppi e con troppa facilità hanno snobbato nonostante fosse inserita nella programmazione di Un certain regard. Il film di Michaël Dudok de Wit, oltre all’interessante lavoro produttivo (è finanziato con i soldi dello Studio Ghibli, vero e proprio totem per chiunque voglia cimentarsi con l’animazione), è un’opera ricchissima, solo all’apparenza ostica per via dell’assenza totale di dialoghi – che evita almeno i rischiosi adattamenti cui è andato incontro il corpo produttivo del Ghibli in Italia – ma in realtà in grado di rapire completamente lo sguardo dello spettatore. Altro appuntamento da segnarsi con forza nella mente.

Un naufrago lotta contro il mare in tempesta, resistendo strenuamente a montagne d’acqua che lo trascinano fino a una piccola isola. Una vegetazione lussureggiante, piccole tartarughe, granchi, uccelli e il naufrago: l’isola è deserta e l’uomo cerca di organizzarsi per sopravvivere e per tornare alla civiltà. La prima zattera che riesce a costruire affonda poco dopo la partenza, distrutta da strani colpi che vengono dal mare. Stessa sorte per la seconda, più grande e resistente, che l’uomo aveva ricostruito. Alla terza zattera… [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

I AM NOT YOUR NEGRO
di Raoul Peck

Da un paio di giorni nelle sale trovate invece già quest’altro eccellente lavoro documentario firmato da Raoul Peck ma costruito sulle parole che vergò James Baldwin, memoria critica della lotta degli afrodiscendenti negli USA per ottenere diritti e uguaglianza, nel suo saggio mai terminato intitolato Remember This House; un viaggio costruito con acume intellettuale, uno scandaglio del potere wasp e della sua assoluta ottusità, anche nelle figure che sulla carta avrebbero dovuto aprirsi a una conciliazione giusta con la popolazione “di colore”. Un’opera da far studiare nelle scuole, appassionante e che cerca di trovare la sintesi tra tre pensieri non sempre collimanti, quelli di Medgar Evers (ucciso nel 1963 a quasi 38 anni), Malcolm X (ucciso nel 1965 a 39 anni), e Martin Luther King (ucciso nel 1968 a 39 anni). Non martiri, né eroi. Pensatori e attivisti.

Medgar Evers, Malcolm X e Martin Luther King: attraverso la descrizione di questi tre iconici personaggi, e delle loro rispettive, tragiche scomparse, lo scrittore James Baldwin articola un racconto personale che è anche resoconto dell’intera storia americana recente. Da questo suo progetto, rimasto incompiuto, il regista Raoul Peck trae un documentario che vuole riflettere sul presente dell’America attraverso alcune sue fondamentali pagine di storia. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

LIFE – NON OLTREPASSARE IL LIMITE
di Daniel Espinosa

Nulla di nuovo sul fronte fantascientifico: Daniel Espinosa (quello del pessimo Child 44 e dell’assai più interessante Safe House – Nessuno è al sicuro) rilegge il mito di Alien tentando anche una riflessione, pur solo abbozzata, sulla natura ferina della vita stessa. Nulla di imperdibile, né di nuovo, per un b-movie con troppo poco sangue, ma in fin dei conti un passatempo anche godibile, per chi sullo schermo pretende solo un sonoro accompagnamento ai pop corn…

L’equipaggio di una stazione spaziale internazionale è in procinto di fare una delle scoperte più importanti della storia: raccogliere la prima prova di una vita terrestre su Marte. Quando l’equipaggio inizia a svolgere le prime ricerche sul campione, capirà di trovarsi di fronte una forma di vita più intelligente del previsto… [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

VICTORIA
di Sebastian Schipper

Visto prima alla Berlinale e poi a Pesaro nel 2015, arriva in sala con Movies Inspired questo teso thriller “a perdifiato” di Sebastian Schipper, giunto alla quarta prova da regista; due ore e venti che lasciano senza respiro, anche per via di una scelta stilistica che cerca di scavare la superficie per scendere in profondità, magari non sempre riuscendovi ma con grande coraggio. Potrebbe ambire al ruolo di cult movie, alla parola d’ordine di “one city, one girl, one take”.

Berlino, notte. Victoria, una ragazza di Madrid, sta ballando da sola in un club. Uscendo, incontra un gruppo di quattro ragazzi un po’ sbronzi. Si unisce a loro, forse attirata da Sonne, il più intraprendente della comitiva. Victoria ha finalmente incontrato gli amici che cercava. Ma la notte prende una piega inaspettata. E fino all’alba, è tutta una lotta per salvare la pelle. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

SLAM – TUTTO PER UNA RAGAZZA
di Andrea Molaioli

Il nuovo film di Andrea Molaioli vive un’evidente schizofrenia nel cercare di trovare (senza riuscirvi, se non in maniera episodica e forse casuale) il punto d’incontro tra la scrittura originale, desunta tra un romanzo del britannico Nick Hornby, e l’ambientazione capitolina. Ma il vero problema, forse, è che nel trapiantare l’Inghilterra in Italia non si è cercato di trovare una nuova quadra alle cose, restituendo dunque dallo schermo un’immagine falsa e inattendibile del paese. Peccato, davvero.

Per il sedicenne Sam lo skateboard rappresenta tutto: passa le sue giornate allo skatepark e adora Tony Hawk, il più famoso skater di sempre. Ma il vero sogno di Sam è diventare il primo rappresentante della sua famiglia a frequentare l’università, senza ripetere l’errore commesso dalla madre, dal nonno e dal bisnonno… Vale a dire, diventare genitore a sedici anni. Quando Sam incontra Alice, l’amore entra nella sua vita, un amore così intenso da allontanarlo da tutto e da tutti. Persino dallo skateboard. Ma per il povero Sam le novità non sono ancora finite. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

NON È UN PAESE PER GIOVANI
di Giovanni Veronesi

Un’idea ancora più falsa dell’Italia di oggi la si può però rintracciare nella nuova commedia giovanilistica di Giovanni Veronesi, in cui ventenni in fuga dal Belpaese cercano conforto e fortuna – vabbè – nientemeno che a Cuba! Se la volontà di raccontare le difficoltà delle nuove generazione a trovare spazio in Italia è lodevole, era lecito aspettarsi almeno un piccolo sforzo per uscire da stereotipi e da un’idea stantia del paese, e del suo racconto. Su tutto grava poi un’impressione di buonismo che stona ancor più con la vicenda narrata. Di film di questo tipo l’Italia ha davvero bisogno?

Sandro ha poco più di vent’anni, è gentile, a volte insicuro e il suo sogno segreto è diventare uno scrittore. Luciano invece è coraggioso e brillante, ma con un misterioso lato oscuro. S’incontrano tra i tavoli di un ristorante dove lavorano entrambi come camerieri. Come tanti loro coetanei, Sandro e Luciano sentono che la loro vita in Italia non ha alcuna prospettiva. Si scelgono istintivamente e decidono, presi da un’euforica incoscienza, di cercare un futuro per loro a Cuba. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

IN VIAGGIO CON JACQUELINE
di Mohamed Hamidi

A proposito di buonismo e falsità nel racconto di una nazione e di una realtà sociale, la palma per il film “fanalino di coda” della settimana spetta a questa commedia francese, che vorrebbe aprire le braccia a una ritrovata condivisione con la popolazione musulmana, ma lo fa tirando fuori dal cassetto il mito del buon selvaggio, e dimostrando che quella tensione a un immaginario distorto per raccontare gli afrodiscendenti, che tanto peso ha nella narrazione di I Am Not Your Negro, non ha purtroppo mai perso forza ed efficacia demagogica.

Fatah, piccolo coltivatore algerino, ha occhi solo per la sua mucca Jacqueline e sogna di portarla a Parigi al Salone Internazionale dell’Agricoltura. Quando finalmente riceve l’agognato invito, deve trovare il modo per raggiungere la Francia e Parigi, lasciando il suo sperduto villaggio in Algeria. Con una colletta di tutti i compaesani attraversa il mare e approda a Marsiglia. Di lì inizia per l’uomo e il quadrupede un lungo, faticoso viaggio a piedi attraverso tutta la Francia. Incontri pericolosi, incontri sorprendenti, l’inattesa caduta e la risalita, la solidarietà e l’ottusità, tra risate, sorprese, crucci e allegria in un viaggio inaspettato e pieno di tenerezza. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

In sala da oggi arrivano anche il thriller alpino La cura dal benessere (2016) di Gore Verbinski, Il pugile del Duce (2016) di Tony Saccucci, Vieni a vivere a Napoli (2017) di Guido Lombardi, Francesco Prisco, Edoardo De Angelis, Sfashion (2017) di Mauro John Capece, Moda mia (2017) di Marco Pollini, e Capire il passato per vivere felici di Helena Norberg-Hodge e John Page, che trova nuova vita in sala nonostante sia del 1993 e abbia già una distribuzione in home video. Buona visione!

Info
Il sito ufficiale di Elle

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