Uscite in sala 06 aprile 2017

Uscite in sala 06 aprile 2017

Qualcuno vi dirà che è da recuperare Libere Disobbedienti Innamorate, altri rilanceranno con il ritorno dietro la camera di Alex Infascelli; gli amanti del cinema francese citeranno l’esordio di Thomas Kruithof, già al Torino Film Festival, e poi ovviamente c’è il recupero di Milos Forman e Makoto Shinkai, che non fa mai male. Ma è inutile. Questa è la settimana dell’ultimo film di Aki Kaurismäki, già in concorso alla Berlinale e conferma di uno dei talenti più cristallini e immarcescibili del cinema europeo degli ultimi decenni.

 

L’ALTRO VOLTO DELLA SPERANZA
di Aki Kaurismäki

Eccolo dunque, l’omone di Orimattila, cittadina finlandese che dovrebbe fargli un monumento (e chissà che questo, tra qualche decennio, non accada davvero). L’altro volto della speranza è l’ennesimo film indispensabile di uno dei più grandi autori che il cinema europeo può ancora vantare: un viaggio lungo e lineare, che mette al centro dello sguardo l’uomo, colui che vive ai margini, il proletario. Un film che come al solito compie una scelta netta, una scelta di campo e di ciò che deve o non deve essere inserito nel quadro. Emozionante e doloroso, umanissimo e gentile, un esempio di cinema dal quale non si può prescindere. Oggi come ieri.

Due storie che si incrociano. Quella di Khaled, un rifugiato siriano che arriva di nascosto in una nave che porta carbone e chiede asilo senza successo. E quella di Wikström, un venditore all’ingrosso di camicie che, dopo una giocata a poker, decide di cambiare vita e aprire un ristorante. Wikström incontra Khaled, ora clandestino, che dorme dietro il locale. Gli offre cibo, alloggio e un lavoro. E decide di sfruttare il suo aspetto di straniero per convertire il locale in ristorante etnico. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

LIBERE DISOBBEDIENTI INNAMORATE – IN BETWEEN
di Maysaloun Hamoud

La Tucker Film porta in sala questo esordio della regista israelo-palestinese Maysaloun Hamoud, che com’è inevitabile va a inserirsi nel contesto di un incrocio tra culture che è sempre il centro nevralgico della questione israeliana – parlando della politica interna, ovviamente. Il tutto riesce a mantenersi in un buon equilibrio, dimostrando anche uno sguardo attento e volenteroso, anche se il film non evita alcuni nodi che finiscono per ingarbugliare di quando in quando la matassa. Un lavoro comunque interessante, e che trova una giusta collocazione in sala.

Laila, Salma e Noor sono tre giovani israelo-palestinesi che faticano ad affermare la propria individualità di donne arabe in un contesto come quello della moderna Tel Aviv. Combattivo avvocato la prima, barista e dj lesbica la seconda, timida studentessa la terza, le tre trovano nell’amicizia la spinta per la rivendicazione dei propri diritti, strette tra due mondi che sembrano parimenti tesi ad escluderle. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

PICCOLI CRIMINI CONIUGALI
di Alex Infascelli

Alex Infascelli torna alla regia cinematografica, dalla quale mancava dai tempi oramai lontani di H2Odio (che pure uscì direttamente in home video, secondo una pratica seguita anche in quei tempi da Eros Puglielli per AD Project), e lo fa con un dramma verbale – ma non verboso – d’interni, gioco al massacro borghese con tutti i pregi e i difetti del caso. Nulla di così memorabile, a dirla tutta, ma diretto con intelligenza e interpretato con verve da Castellitto e Buy, unici attori in scena dalla prima all’ultima sequenza. Curioso, un po’ sterile forse, ma da non disprezzare.

A causa di un incidente domestico un uomo ha perso la memoria. Sembra non riconoscere neppure la moglie che tenta di ricostruire la loro vita di coppia tassello dopo tassello, provando a nasconderne le ombre ma incontrandone di nuove. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

LA MECCANICA DELLE OMBRE
di Thomas Kruithof

Già visto al Torino Film Festival lo scorso autunno, il film d’esordio di Kruithof è un thriller politico che guarda ai grandi classici della New Hollywood (soprattutto I tre giorni del condor e La conversazione) senza potersi permettere un paragone difficile per chiunque ma anche con la volontà di aggiornare le tematiche agli scenari politici europei contemporanei. Peccato che non sappia scendere eccessivamente in profondità e che le belle idee restino un po’ sospese in aria. E il finale, che viene estratto dal cilindro a caso e senza preparazione, lascia con l’amaro in bocca. Comunque non privo d’interesse.

Un contabile ex alcolista di mezza età, da tempo in cerca di un impiego, accetta di lavorare per una misteriosa organizzazione che gli chiede di trascrivere delle intercettazioni telefoniche: rimarrà invischiato in un pericoloso intrigo politico che vede coinvolti i servizi segreti francesi… [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

THE STARTUP – ACCENDI IL TUO FUTURO
di Alessandro D’Alatri

Il nuovo film di Alessandro D’Alatri può essere letto un po’ come uno spaghetti-The Social Network, visto che in fin dei conti Matteo Achilli è uno Zuckerberg in miniatura; peccato che il risultato non sia lontanamente paragonabile, soprattutto per una prima metà del film che non ha idee e non riesce a mettere due sequenze di senso compiute l’una accanto all’altra senza ricorrere a una musica invadente. Il tutto migliora parzialmente quando l’azione si sposta a Milano, ma nulla che riesca davvero a risollevare un progetto monco, e privo di reale sostanza. Peccato.

Qual è il sogno di ogni ragazzo (e non solo) di oggi? Inventare una app e svoltare! È quello che riesce a fare Matteo Achilli, diciannovenne romano che, esasperato dall’ennesima ingiustizia subita, inventa un social network che fa incontrare domanda e offerta di lavoro in modo innovativo. All’inizio nessuno crede al progetto e molti sono i falchi pronti ad approfittare di lui. Ma Matteo tiene duro, non demorde e ad un certo punto arriva la svolta. A soli 19 anni si ritrova così, da un giorno all’altro, al centro degli interessi del mondo che conta. Da Roma a Milano, dalla borgata del Corviale al tetto dei grattacieli della city milanese: in breve tempo Matteo acquista popolarità e soldi. La sua faccia è sulle prime pagine dei giornali e la sua Start Up, che conta decine di migliaia di iscritti, fa gola ad aziende importanti. Ma il successo ha un prezzo: prendere o lasciare? Il costo sono gli affetti più cari: la famiglia, l’amicizia, l’amore. Cosa sceglierà Matteo? Ispirato ad una storia vera. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

POWER RANGERS
di Dean Israelite

Vi ricordate i cinque ragazzetti in tuta che combattevano per il bene dell’umanità tutta e che imperversavano nella televisione degli anni Novanta? Tutto all’epoca nasceva dal serial tokusatsu creato da Shōtarō Ishinomori con il nome Super sentai, ma questo è un altro discorso… Il fatto, per farla breve, è che ora questi cinque angeli del bene (!!!) tornano sul grande schermo, per ingolfare ancora di più un immaginario già saturo di supereroi. Ci si diverte poco, l’inventiva è al grado zero o giù di lì e la storia è risaputa. Se ne può tranquillamente fare a meno…

Nell’immaginaria cittadina di Angel Grove, cinque adolescenti ribelli con problemi di integrazione, vengono scelti dal Destino per vestire i panni della nuova generazione di Power Rangers, guerrieri mascherati chiamati a proteggere la terra dalle forze del male. Il male, questa volta, si presenta sotto le avvenenti sembianze della potente strega intergalattica Rita Repulsa che, sconfitta dalla vecchia squadra di eroi, è in cerca di vendetta. Grazie alle incredibili capacità acquisite e all’aiuto indispensabile del mentore Zordon, i ragazzi capiscono che l’unico modo per difendere il pianeta dagli attacchi alieni è unire le forze e fidarsi l’uno dell’altro. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

UNDERWORLD – BLOOD WARS
di Anna Foerster

Si può fare a meno anche dell’ennesimo capitolo della saga Underworld, in cui i vampiri lottano corpo a corpo contr i lupi mannari. Non manca qua e là qualcosa di vagamente interessante, ma tutto resta disperso nella bruma digitale di un prodotto che se ha avuto qualcosa da dire lo ha oramai dimenticato per strada…

Underworld: Blood Wars è il quinto capitolo della saga cinematografica che vede Kate Beckinsale nei panni di Selene, la spietata guerriera vampira. Braccata da un lato dal clan dei Lycans guidati dal carismatico Marius, e dall’altro dalla fazione dei vampiri che l’ha tradita, Selene può contare soltanto su due alleati: David e suo padre Thomas. Marius intanto riesce a convincere l’esercito di Lycans che lo ascolta a fauci spalancate, che la chiave per porre fine alla millenaria battaglia contro i vampiri, è il sangue di Eve, la figlia di Selene, per metà lycan, per metà vampira, in grado di conferire a chiunque ne beva anche solo una goccia un potere sufficiente a sconfiggere i nemici una volta per tutte. Nello scontro finale per proteggere se stessa e sua figlia, Selene sarà chiamata a compiere l’estremo sacrificio. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

ASSALTO AL CIELO
di Francesco Munzi

Per mettere in scena la Storia, e ancor più per utilizzare e maneggiare materiale d’archivio, sarebbe indispensabile mantenere un rigore, anche nella più totale follia se necessario. Ma un rigore logico, umano, che evita le secche del pop. Tutto questo a Francesco Munzi non riesce, e il suo lavoro sulle lotte politiche di piazza nel decennio che dal ’68 conduce all’ancor più riottoso ’77 finisce ben presto con l’apparire una cartolina volutamente a colori sgargianti ma priva di una reale forza, politica in primo luogo ma anche cinematografica. Il tema era affascinante e avrebbe davvero meritato un trattamento meno superficiale.

Costruito esclusivamente con materiale documentario di archivio, il film racconta la parabola di quei ragazzi che animarono le lotte politiche extraparlamentari negli anni compresi tra il 1967 e il 1977 e che tra slanci e sogni, ma anche tra violenze e delitti, inseguirono l’idea della rivoluzione, tentando l’Assalto al cielo. Diviso in tre movimenti come fosse una partitura musicale, il film esprime il sentimento che oggi conserviamo di quegli anni, mescolando nelle scelte del materiale e di montaggio memoria personale, storia, spunti di riflessione e desiderio di trasfigurazione. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

IL SEGRETO
di Jim Sheridan

In una settimana davvero scarsa sotto il profilo qualitativo trova spazio anche l’ultimo film di Jim Sheridan, già visto al Festival di Roma; melodramma privato che ambirebbe però ad aprire un discorso generale e collettivo, Il segreto si dimostra ingabbiato in una confezione plastificata, completamente avulsa alla “verità” dei suoi personaggi, che per di più si muovono seguendo una struttura narrativa a dir poco standardizzata. Delusione enorme.

Tratto dall’omonimo romanzo di Sebastian Barry vincitore di numerosi premi, arriva al cinema la storia di Rose, una donna forte e coraggiosa con nel cuore un segreto inconfessabile e negli occhi il bisogno di verità. Quando il Dottor Stephen Grene, incuriosito, inizia a indagare sul suo misterioso passato, verranno alla luce una relazione di passione e amore travolgente e una colpa, l’unica per Rose: essersi innamorata dell’uomo sbagliato. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

OLTRE LE NUVOLE, IL LUOGO PROMESSOCI
di Makoto Shinkai

Dopo You Name. si è giustamente capito che Makoto Shinkai, come tutti i grandi registi dell’animazione giapponese, poteva avere un pubblico di riferimento e trovare nuovi adepti. Ecco dunque che viene recuperato in sala da Nexo Digital e Dynit (ma solo per due giorni a partire da martedì 11: una moda che sarebbe forse il caso di rivedere) Kumo no mukō, yakusoku no basho, il film con cui nel 2004 Shinkai esordì al lungometraggio, ad appena 31 anni di età. Tra fantascienza e dramma sociale, realtà distopica e onirismo, Shinkai si muove con la levità che gli è consueta, firmando un’opera di grande eleganza stilistica e capacità di emozionare il proprio pubblico. Da non perdere.

Cosa si staglia oltre le nuvole? Si tratta di un’enorme torre bianca: fonte di mille dibattiti e ispirazione per innumerevoli fantasie. La torre ha segnato un punto di svolta nel paese e simboleggia un Giappone alternativo che, dopo la seconda guerra mondiale, è diviso in due parti: una occupata dall’Unione e l’altra sotto il controllo di un’alleanza tra Giappone e Stati Uniti. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

GLI AMORI DI UNA BIONDA
di Miloš Forman

Esce invece lunedì questo capolavoro della Nová vlna, che lanciò Miloš Forman (all’epoca trentaduenne) nell’empireo del cinema mondiale. Trova nuova vita in sala, dopo l’omaggio riservato al regista ceco dal Bergamo Film Meeting, grazie all’intervento della Cineteca di Bologna; un film che non dovrebbe necessitare di troppe presentazioni, e che va assolutamente recuperato sul grande schermo, per poter godere di una libertà creativa e concettuale che era a suo modo anche atto di resistenza politica e di riappropriazione di un immaginario in qualche modo deturpato e omogeneizzato. Lunedì sera sapete cosa fare…

A Zruce, una cittadina di montagna non lontana da Praga, sono impiegate in una grossa fabbrica di calzature circa duemila giovani operaie che trascorrono il loro tempo libero in un alveare-convitto. La mancanza di uomini sul posto ha già indotto molte delle ragazze ad allontanarsi e della cosa si preoccupa l’anziano e bonario direttore della fabbrica che, rivoltosi all’autorità superiore, riesce ad ottenere unicamente l’arrivo di un gruppo di vecchi soldati della riserva. Nel corso di una festa da ballo, Andula, una intraprendente ragazza, fa la conoscenza di Milda, il pianista dell’orchestra che la invita nella sua camera d’albergo e la seduce. Nei giorni successivi, attesa invano una lettera di Milda, Andula lo va a raggiungere nella capitale, avendole lui stesso indicato l’indirizzo. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

ROLLING STONES OLÉ OLÉ OLÉ!
di Paul Dugdale

Sempre lunedì esce in sala anche questo documentario che vede i Rolling Stones durante il concerto a Cuba, atto di disgelo ufficiale/ufficioso tra il piccolo stato del Caribe e l’occidente capitalista. Didascalico e superficiale, ma in grado comunque di trasmettere la carica energica di una band che sul palco sa ancora farsi rispettare, nonostante l’avanzare dell’età…

Il documentario di Dugdate segue il tour dei Rolling Stones nei primi mesi del 2016 attraverso dieci città latinoamericane e concluso con un concerto all’aperto all’Avana, Cuba, dove la band si è esibita per la prima volta. Un road movie che celebra il potere rivoluzionario del “rock” in modo divertente e indagatore. Entusiasmanti performance dal vivo si mescolano ad uno sguardo intimo e ravvicinato nel mondo della leggendaria band. Il film racconta il tour, la cultura locale e il legame unico che esiste tra i popoli dell’America Latina e i Rolling Stones e combina le vibranti riprese dal vivo con altre più intime che ci portano nel cuore di uno dei più importanti gruppi musicali del mondo, parte integrante della storia della musica internazionale degli ultimi decenni. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

In sala inoltre trovano spazio da oggi La parrucchiera (2017) di Stefano Incerti, I Puffi – Viaggio nella foresta segreta (2017) di Kelly Asbury, MMA Love Never Dies (2017) di Riccardo Ferrero, Ovunque tu sarai (2017) di Roberto Capucci. Buona visione!

Info
Il sito ufficiale dei Power Rangers.

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