Uscite in sala 20 aprile 2017

Uscite in sala 20 aprile 2017

Settimana non entusiasmante, dominata dall’ultimo parto creativo della francese Mia Hansen-Løve, con Isabelle Huppert protagonista; per il resto l’interessante opera seconda di Ciro De Caro, un thriller bostoniano con Mark Wahlberg alle prese con il terrorismo, l’horror di Stacy Title, uno sfiatato remake francese di una commedia messicana e qualche altro titolo italiano…

 

LE COSE CHE VERRANNO – L’AVENIR
di Mia Hansen-Løve

Isabelle Huppert più mattatrice che mai nell’ultimo film di Mia Hansen-Løve, “vecchio” oramai di un anno ma per fortuna in grado di raggiungere le sale italiane: un’opera ambiziosa che non sempre riesce a tenere le redini del discorso (la lettura dell’universo filosofico si fa via via sempre più sfilacciata) ma di grande respiro, diretto con armoniosa intelligenza da una regista sempre più in crescita, film dopo film. Senza dubbio l’uscita più rilevante della settimana.

Nathalie, di mezza età, è un’insegnante di filosofia. Scrive e pubblica i suoi scritti per una piccola casa editrice. Ama il suo lavoro e la sua materia. Con il marito e i figli conduce una tranquilla esistenza. Ma una serie di eventi inaspettati cambierà tutto e Nathalie sarà obbligata a reinventarsi una vita. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

ACQUA DI MARZO
di Ciro De Caro

Sarà arduo rintracciare questo film in sala, ma l’ambizione non manca neanche a Ciro De Caro, alla sua opera seconda dopo essere assurto agli onori delle cronache con l’esordio Spaghetti Story. Il ritorno a casa del battipagliese Libero costringe tutto il mondo che lo circonda a una rinascita, e a fare i conti con i propri abiti pubblici: un film non privo di zone d’ombre ma riuscito, a tratti fragile ma risoluto, un’operazione indipendente che viene logico e naturale difendere e promuovere.

Libero torna nella cittadina d’origine per dare l’addio alla nonna in fin di vita. Ma la nonna non muore, e il passato che credeva essersi lasciato alle spalle lo travolge. Libero piomba in un limbo adolescenziale mai davvero superato, mentre la fissità di quell’universo cristallizzato gli urla che il tempo passa, e le cose cambiano. Poi, un evento inaspettato come un acquazzone primaverile segna la fine dell’inverno. E in un atto di libera, sincera incoerenza, Libero chiude finalmente il cerchio. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

BOSTON – CACCIA ALL’UOMO
di Peter Berg

Retorica patriottarda che scorre a fiumi e rischia di tracimare ben oltre gli argini del buon gusto, ma anche delle intuizioni non prive di sfumature interessanti; in questo continuo paradosso si agita il nuovo film di Peter Berg, che prende spunto dall’attacco terroristico che nel 2013 colpì i partecipanti alla maratona di Boston. Action di prammatica, ma che dimostra anche le capacità di un regista da non prendere mai sottogamba e da non sottostimare. A suo modo affascinante, anche se solo a tratti.

L’attacco del 2013 alla Maratona di Boston ha distrutto vite ma ha anche misurato la reazione dello spirito americano. Una intera città si è stretta insieme per consegnare alla giustizia i colpevoli, scovandoli in tempo ed evitando che commettessero ulteriori atti di terrore… [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

THE BYE BYE MAN
di Stacy Title

Non tutto torna neanche in questo horror diretto da Stacy Title, colei che una ventina di anni fa colpì l’immaginario indie con la black comedy The Last Supper; ma tra le pieghe di una normalizzazione continua dell’horror si agita comunque un babau non privo d’interesse, e in grado di inquietare gli animi e increspare le acque. Solo per appassionati del genere, probabilmente, ma c’è di molto peggio.

Tre studenti di college, Elliot, la sua ragazza Sasha e il loro amico John, vanno a vivere in una nuova casa. Ma ben presto scopriranno che l’abitazione custodisce le tracce di The Bye Bye Man, un’entità sovrannaturale che per decenni ha terrorizzato vittime ignare. Elliot scopre che l’unico modo per sconfiggerlo è eliminare qualsiasi ricordo del suo nome, secondo la formula “Non dirlo, non pensarlo”. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

LIBERE
di Rossella Schillaci

Mentre impazza l’ennesima polemica sulle commemorazioni del 25 aprile e della Guerra di Liberazione dal nazi-fascismo, Lab 80 porta nelle sale questo affascinante lavoro di documentazione portato a termine da Rossella Schillaci: un modo per cercare di tracciare le coordinate del ruolo svolto dalle donne nella lotta partigiana, e dallo scarso risultato ottenuto dai diritti delle donne stesse dopo la fine del conflitto. Un viaggio che denuda le ipocrisie di un sistema di valori e di pensiero strettamente maschile e al maschile, ma allo stesso tempo rivendica il compito svolto in un momento cruciale della storia politica dell’Italia. Per non dimenticare, certo, ma anche per dimostrare come la lotta non sia mai davvero finita.

Qual è stato il ruolo delle donne nella Resistenza italiana e soprattutto cosa ha significato per loro quel periodo di lotta ed emancipazione personale? E cosa hanno ottenuto subito dopo il termine della guerra? Il film racconta soprattutto cosa quel periodo di lotta ha significato per le donne stesse, utilizzando le loro stesse voci.
Attraverso un montaggio suggestivo di materiali d’archivio e gli estratti delle interviste di venti partigiane realizzate negli ultimi quarant’anni dall’ANCR e da altri istituti di ricerca, emerge una nuova visione di quel periodo, “rivissuto” dal loro stesso punto di vista, a cui si fa risalire, per molte di loro, la prima vera nascita del femminismo, dove la lotta è vista anche come emancipazione e ricerca di libertà, dove si acquista una maggiore libertà sessuale e si richiede la parità nel lavoro e nella famiglia. Cosa è successo dopo i festeggiamenti del 25 aprile 1945? Cosa hanno ottenuto le donne dopo la Liberazione, le promesse sono state mantenute? Le loro riflessioni, a volte amare, ci ricordano un pezzo della nostra storia spesso dimenticato. Il documentario indaga il periodo della Resistenza e la “restaurazione” avvenuta nel primo dopoguerra.
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L’ACCABADORA
di Enrico Pau

Enrico Pau porta sullo schermo il mito dell’accabadora, figura della tradizione popolare sarda che le attribuisce il compito di terminare le agonie di coloro che stan soffrendo. Il tema dell’eutanasia si sposa a quello di una tragedia immane, il conflitto bellico con Cagliari bombardata e rasa in parte al suolo: peccato che tutti questi slanci, poetici e politici, non trovino conferme se non occasionali nella struttura drammaturgica e nella messa in scena dei fatti. Permane dunque l’impressione di un’opera doverosa ma imperfetta, quasi incompiuta. Peccato.

Alla fine degli anni Trenta, la trentacinquenne Annetta, una donna solitaria e silenziosa sempre vestita di nero, vive in un piccolo centro nelle campagne sarde. Custodendo un terribile segreto del passato, passa le giornate nell’attesa di una chiamata e, quando ciò avviene, apre una vecchia sacca contenente una mazzuola di legno, un vecchio cuscino e uno specchietto spaccato. Da quel momento, qualcosa di imprevisto la porterà a Cagliari e le cambierà la vita, facendole scoprire di potersi staccare dal suo ruolo di accabadora, figura della tradizione sarda il cui compito è aiutare i morenti a trapassare. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

FAMIGLIA ALL’IMPROVVISO – ISTRUZIONI NON INCLUSE
di Hugo Gélin

Non ha invece alcuna ambizione (e non è un merito) questo scialbo remake di Instructions Not Included, la commedia che nel 2013 rese noto a livello internazionale il nome del messicano Eugenio Derbez. Omar Sy non fa oramai altro se non replicare all’infinito il medesimo schema comico, e il film di Gélin si arena ben presto, mostrando tutte le proprie opacità. Se ne può tranquillamente fare a meno, se non si è coinvolti nella produzione e nella distribuzione del film.

Samuel vive la sua vita nel Sud della Francia senza responsabilità e senza legami importanti fino a quando una delle sue vecchie fiamme gli lascia tra le braccia una bambina di pochi mesi: sua figlia! Inizialmente incapace di prendersene cura, Samuel impara giorno dopo giorno a essere un buon padre. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

In sala inoltre trovano spazio da oggi Lasciami per sempre (2017) di Simona Izzo, Baby Boss (2017) di Tom McGrath, Wilson (2017) di Craig Johnson, Ciao amore, io vado a combattere (2016) di Simone Manetti. Buona visione!

Info
Il sito ufficiale di Boston – Caccia all’uomo.

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