Scoop!

Scoop!

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Presentato al Far East Film Festival, Scoop! è una storia del mondo dei parapazzi di riviste scandalistiche. Un film che ritrae un mondo sordido, quello dei festini vip come quello dei reporter che vivono sul voyeurismo, ma anche un nuovo capitolo dei rapporti tra cinema e giornalismo e tra cinema e fotografia.

È il giornalismo, bellezza

Shizuka è un paparazzo di mezza età con un notevole talento ma è sommerso dai debiti per la sua dipendenza dal gioco. In passato era stato un reporter della rivista Scoop! dove ha messo a segno moltissimi servizi importanti. Oggi è un freelance che si arrangia cercando gli scandali delle celebrità. Con lui lavora Nobi, una giovane reporter della rivista a caccia di un colpo grosso. [sinossi]

Esiste anche l’equivalente di Fabrizio Corona in Giappone? Pare di sì, purtroppo, ed è ritratto in Scoop! nella figura di Shizuka, brillante paparazzo che conosce tutti i trucchi e i segreti degli ambienti dei vip, e riesce sempre a essere sul pezzo, a cogliere in flagrante il divo o il politico di turno in effusioni con un’amante, garantendo vendite record alla sua rivista. Ma Shizuka stesso è un uomo dissoluto, sgradevole e laido, quanto le sue vittime e forse di più, che si lascia andare spesso ad alcol e a donne a pagamento. Hitoshi One, regista che è ben noto ai frequentatori del Far East Film Festival, torna nelle redazioni dei giornali, a parlare del mondo dei media, a indagare su quello che succede dietro le quinte di questi. Dopo Love Strikes!, dove il protagonista è un autore di pezzi di costume per una webzine di cultura pop, e Bakuman sul mondo dei manga.

L’incipit di Scoop! è folgorante, ci mostra Shizuka dopo un rapporto sessuale consumato frettolosamente in macchina, nell’atto di un inseguimento mozzafiato per le strade di Tokyo, mentre in montaggio alternato si vede una redazione al lavoro e delle copertine di riviste patinate. Solo a un certo punto si capisce qual è il fine di quell’inseguimento: scatti preziosi da rotocalchi scandalistici. La società raccontata dal film non è molto dissimile da quella che anche in Italia conosciamo bene, la redazione della rivista per cui lavora Shizuka è estremamente e cinicamente professionale nel maneggiare scandali e foto private, e non a caso, l’altro suo campo di interesse, dopo le tresche sessuali dei vip, è quello della cronaca nera, dei casi di omicidio in cui entrare con tutta la morbosità possibile. Hitoshi One racconta questo mondo, di vip, politici e giornalisti, di droga e sesso a pagamento, in modo crudo e realistico. L’uomo politico che viene fotografato dalla finestra insieme a una procace fanciulla, si chiama Shinzo Otabe, nome che pare quello storpiato del premier giapponese. Ma Scoop! ha anche un tocco da commedia. Sembra emergere lo spirito del regista Juzo Itami con la sua capacità di raccontare i vizi del suo popolo in chiave comica. Itami che fu lui stesso vittima di un paparazzo che lo riprese in compagnia di un’amante giovane creando uno scandalo che lo avrebbe condotto al suicidio, ma la questione della sua morte è controversa. L’àncora di Scoop! alla realtà è anche dichiarata nell’elenco dei casi di cronaca nera che in redazione ricordano di aver seguito, casi reali tristemente noti come quello della setta religiosa Aum (altro argomento caro a Itami) e il suo attentato nella metropolitana, o quello del serial killer Tsutomu Miyazaki.
Centrale è ovviamente la figura di Shizuka, personaggio volgare e sgradevole, dedito a vizi e donne, ma che può anche baciare il suo amico rimanendo un vero uomo come i marinai di Lucio Dalla. Ma la sua vera natura si rivela quando fa davvero l’amore, in una scena di sesso che Hitoshi One rappresenta come patinata e idilliaca, il contrario di quei rapporti occasionali consumati in fretta. Proprio in questo momento Shizuka estrae la sua vecchia macchina fotografica, in pellicola, e parla del suo amore per il grande fotografo reporter Robert Capa.

Il voyeurismo e la morbosità dei media, e del pubblico è quello stesso che fa parte della natura del cinema, e di questo Hitoshi One si mostra pienamente consapevole. Shizuka è il novello Jeff/James Stewart de La finestra sul cortile, che con il suo potente teleobiettivo riprende il mondo, togliendo le parti inutili, per offrircelo a noi spettatori. E, nella sua ossessione, arriverà a cannibalizzare la sua stessa morte, a fare in modo di immortalare in uno scatto, l’attimo stesso della sua fine, in una smorfia di dolore raggiunto da un colpo di pistola alla testa, in un’immagine che ancora richiama quella celebre dell’esecuzione di un vietcong a Saigon. Come il protagonista di Blow Out di Brian De Palma cannibalizzava l’ultimo urlo della sua ragazza, usandone la registrazione per un film horror. Il cinema come morte al lavoro, che si sviluppa ancora come pellicola, nella camera oscura.

Info
Scoop!, il trailer.
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