Adorabile nemica

Adorabile nemica

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Testamento indie costruito ad arte per Shirley MacLaine, Adorabile nemica vive solo della forza centripeta dell’attrice e lascia girare a vuoto tutto il resto.

Voglia di tenerezza e di autarchia

Harriet Lauler è un’anziana pubblicitaria brillante e dispotica, talmente sicura di sé da controllare da sempre ogni singolo dettaglio della sua vita, compresi affetti e familiari. Dopo aver letto un necrologio appassionato sul giornale locale, decide di contattare l’autrice per poter avere il giusto commiato pubblico quando sarà arrivata la sua ora… [sinossi]

Tra un testamento giuridico e un testamento artistico la differenza non è solo in termini legali. Tra disporre le proprie volontà di fronte a un pubblico ufficiale e disporre di un personaggio con cui congedarsi idealmente di fronte a un pubblico di appassionati sostenitori c’è una differenza notevole che il cinema, per rispetto, devozione o semplice narcisismo, tende ogni tanto a obliterare con film che sembrano più solenni cerimonie funebri anticipate ed elargizioni di beni e memorie della celebrità. Attiva senza sosta da più di sessant’anni, Shirley MacLaine è una delle vere leggende viventi del cinema americano. Dopo aver attraversato tante epoche di Hollywood e incarnato tutte le forme della dolcezza della commedia (agrodolce, stralunata, sentimentale, grottesca), l’attrice trova in questo film scritto e cucito su misura appositamente per lei uno speciale ritorno sugli schermi.
Un abito sartoriale certamente preferibile ai tanti scampoli di ruoli marginali cuciti frettolosamente per gli ex divi con più di sessant’anni, che le permette di superare gli stretti confini dei caratteri di madri eccentriche, distratte o possessive per ritrovare piena centralità nel personaggio di una ex manager autarchica e (apparentemente) anaffettiva.

Se Harriet Lauler è il tessuto e il cervello di Adorabile nemica, Shirley MacLaine ne è indubbiamente il cuore e l’essenza, il principio primo e ultimo dell’esistenza stessa del film di Mark Pellington. Al punto che, una volta delineato lo spirito indipendente, arguto e narcisista del personaggio, si appaga del solo vederlo riempire lo schermo e la storia per forza d’inerzia. Le immagini del passato della celebrità MacLaine vengono esposte a più riprese, andando a costituire la base e lo spessore del personaggio Harriet, denunciando fin dalle prime inquadrature che senza la prima non ci sarebbe l’altra.
Questo rapporto di forza si estende anche agli altri personaggi, tutti quanti a poco a poco toccati e cambiati in profondità dall’intelligenza e dalla vitalità della signora senza aver mai la possibilità di ricambiare il favore. La misantropia, l’egoismo e la solitudine della protagonista conclamate in prima battuta diventano in poco tempo generosità, empatia e spirito collaborativo senza attraversare un minimo passaggio di redenzione o una breve crisi di coscienza.
Quello che ci viene presentato come il gesto cinico di un’individualista (costruirsi una reputazione nella comunità e una passione singolare per trovare il materiale necessario a un grande necrologio) dimentica presto il suo obiettivo e, forse per paura di contaminare l’icona della protagonista, si lascia tutto alle spalle. Non solo, le concede l’ulteriore vantaggio di trasformare la sedicente arpia in una mentore letteraria, una tutor divertente e una dj dai gusti musicali ricercati. Il resto della storia è un girare a vuoto di situazioni tra il formativo e il crepuscolare, che veicolano un messaggio che mescola la necessità di non vivere di rimpianti, il bisogno di una solidarietà femminile intergenerazionale e la nostalgia per i personaggi femminili del cinema che fu.

La giovane aspirante scrittrice di Amanda Seyfried gioca a fare il polo oppositivo della strana coppia giusto il tempo necessario, poi si lascia andare anche lei alla spinta centripeta imposta dal film senza fare resistenza. Anzi, come produttrice a fianco della MacLaine, partecipa attivamente a questa vacua operazione indie-testamentaria senza cercare qualche lascito in eredità o ambire a un passaggio di testimone. Tuttavia, se il desiderio di un necrologio anticipato vitale e appassionato venga pienamente soddisfatto è difficile stabilirlo tanto per il personaggio Harriet Lauler quanto per l’attrice MacLaine.

Info
Il trailer di Adorabile nemica su Youtube.
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