The Villainess

The Villainess

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Presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2017, The Villainess di Jung Byung-Gil è un adrenalinico action che pesca a piene mani da Nikita e Kill Bill e dall’estetica videoludica, puntando su una spettacolarità dopata, volutamente eccessiva. Alla fine, sotto la patina di sequenze ipertrofiche e di una trama smaccatamente derivativa, resta davvero poco. Convincente il cast, con l’arma letale e fatale Kim Ok-bin e il solito Shin Ha-kyun, tra i volti chiave della New Wave sudcoreana.

La Sposa

Fin da bambina, Sook-hee è stata cresciuta per diventare un’assassina. Ha una seconda possibilità quando Kwon dell’Intelligence Agency la recluta per diventare una cellula dormiente. La sua nuova identità è Chae Yeon-soo, ventisette anni, attrice teatrale. Con la promessa di una completa libertà dopo aver servito il paese per dieci anni, Sook-hee inizia una nuova vita… [sinossi]

L’industria cinematografica sudcoreana si ritaglia uno spazio significativo a ogni edizione del Festival di Cannes. Non solo coi nomi di punta, come l’onnipresente Hong Sangsoo, ma anche con produzioni pensate per un pubblico più vasto, per scalare il box office nazionale e internazionale. Archiviato il 2016 con lo splendido The Wailing e con il vivace zombie movie Train To Busan (da vedere col prequel animato Seoul Station, vigorosamente carpenteriano), da Cannes 70 guardiamo con evidente curiosità a due titoli: The Villainess di Jung Byung-Gil e The Merciless di Byun Sung-hyun. Assonanze pericolose?

La ricetta di The Villainess è semplice: si prende Nikita di Luc Besson e si aggiungono significative parti di Kill Bill, in primis il memorabile inserto animato di O-Ren Ishii realizzato da Production I.G. Si amalgama il tutto in sala videoludica, con esasperate soggettive durante le funamboliche sequenze action. Si aggiungono schizzi di sangue tarantiniani e si mescola, si mescola, si mescola, per sparpagliare il più possibile i flashback. Si lascia cuocere per due ore abbondanti e si aggiunge di tanto in tanto qualche lacrima. Poi si butta via tutto. Peccato.

Dal punto di vista puramente tecnico e spettacolare, The Villainess è quasi inattaccabile. Si potrebbero fare le pulci alla sequenza dell’autobus, per la messa in scena volutamente caotica che però funziona poco, racconta poco, perdendo di vista l’efficacia dell’incipit videoludico. Le performance fisiche, quando non sorrette dagli artifici della regia e della post-produzione, contrastano vistosamente con gli exploit quasi sovrumani. Ma sono dettagli, visto che è la prima sequenza a chiarire inequivocabilmente la natura estetico-spettacolare del film di Jung Byung-Gil.

L’incipit, nel bene o nel male, è folgorante. Un corridoio, soggettiva da sparatutto in prima persona (First-person shooter), nemici a pioggia, iper-violenza, sangue e armi. Le dinamiche sono da videogioco: si eliminano i nemici in uno scenario e si passa a quello successivo (una stanza, una palestra, un altro corridoio). Level Design e Aim Down Sight irrompono nella costruzione delle sequenze e delle inquadrature. Insomma, siamo dalle parti di Hardcore Henry.
La scelta del punto di partenza non è casuale. Da un corridoio risorge Oh Dae-su (Oldboy), assetato di vendetta, e Sook-hee/ Yeon-soo è una Lady Vendetta al cubo, una sorta di Frankenstein di celluloide al femminile: pezzi di Kill Bill e Nikita messi insieme, cuciti alla bell’e meglio. Nikita, la Sposa aka Black Mamba, O-Ren Ishii. Con Shin Ha-kyun nei panni di un simil Bill.
Lo script è un copia e incolla che non risparmia nemmeno il lato estetico: emblematica la sequenza omaggiata/clonata/plagiata di O-Ren Ishii bambina, nascosta sotto il letto, mentre il padre viene barbaramente ucciso. Il terrore silenzioso, gli occhi sgranati, il volto del padre, gli schizzi di sangue sul volto della bambina. Jung Byung-Gil non butta via niente e la sequenza ovviamente funziona, se si vuole stare al gioco.
Gioco, videogioco. Doppie e triple vendette. L’importante è spaccare tutto.
The Villainess è persino coerente. Prendere o lasciare. Lasciamo.

Info
La scheda di The Villainess sul sito di Cannes.
Il trailer originale di The Villainess.
La scheda di The Villainess sul sito del Kofic.
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