Becoming Cary Grant

Becoming Cary Grant

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La sezione Cannes Classics, gioia per gli occhi dei cinefili, non offre solo capolavori restaurati. Si può sondare il terreno dei documentari sul cinema, oggetti spesso utili per scoprire o riscoprire autori, attori e storie più o meno (mis)conosciute della settima arte. Un buon esempio è Becoming Cary Grant di Mark Kidel, documentario dalla breve durata che si addentra nella sfera emotivo-personale dell’attore hollywoodiano. Non un lato oscuro, ma indubbiamente problematico e poco conosciuto: la figura paterna e soprattutto materna, la sfilza di matrimoni naufragati, le terapie mediche a base di LSD.

Everybody would like to be Cary Grant

Cary Grant è una delle stelle più splendenti della Hollywood classica. Un trauma riconducibile all’infanzia lo ha accompagnato fino all’età adulta, provocandogli dubbi e incertezze per la maggior parte della sua vita. Per liberarsi dai suoi demoni, ha iniziato una terapia medica a base di LSD. Attraverso le sue parole e immagini inedite private, Becoming Cary Grant ripercorre il suo viaggio, dall’infanzia povera alla fama planetaria, dalle tenebre alla luce. Un Cary Grant diverso, l’uomo che si cela dietro una maschera affascinante e sofisticata, una maschera che indossava per superare le sue insicurezze. La storia di un uomo alla ricerca di se stesso e dell’amore che non riusciva a trovare… [sinossi]

Cary Grant non è un punto di partenza. La vita di Archibald Alexander Leach, inglese classe 1904, ha conosciuto diverse fasi, alcune piuttosto complicate, se non drammatiche. Prima di essere funambolo e attore di music hall, il buon Archibald ha dovuto fare i conti con un padre alcolizzato e una madre minata da disturbi mentali. Insomma, un’infanzia difficile, traumatica. Ecco la parola chiave: trauma. Cary Grant, in realtà, non è neppure un punto d’arrivo. Certo, da Archibald a Cary, dall’Inghilterra agli Stati Uniti, dalla compagnia di Bob Pender alla Hollywwod dorata, il passo è stato lungo, straordinario. Quasi una favola. Mark Kidel e il suo equilibrato e puntuale documentario Becoming Cary Grant si calano nei meandri della favola, dell’incubo, dei traumi e dei tentativi per superarli e uscirne. Il punto di arrivo, il traguardo raggiunto nella fase calante dell’età adulta, è il Cary Grant finalmente libero dai fantasmi.

Nel raccontare la parabola intima e personale della stella hollywodiana, Becoming Cary Grant ne ripercorre la splendente filmografia, individuando alcuni retroscena delle scelte attoriali e produttive. Una rilettura critica/analitica che ci restituisce un’immagine diversa e più sfaccettata dell’attore brillante, dell’icona cukoriana, hawksiana, hitchcockiana. Inevitabilmente, Kidel lavora su un primo piano più immediato, di evidente contrasto tra l’immagine proiettata dai vari Il diavolo è femmina (1935) e Scandalo a Filadelfia (1940) di George Cukor, Susanna! (1938) e La signora del venerdì (1940) di Howard Hawks, Caccia al ladro (1955) e Intrigo internazionale (1959) di Alfred Hitchcock e i retroscena privati: i divorzi, l’infanzia, la madre. I pensieri intimi di Grant risuonano grazie alla voce di Jonathan Pryce e ai ricordi delle ex-compagne dell’attore, e via via Becoming Cary Grant sostituisce al contrasto pubblico/privato una rete di interpretazioni e riletture, intrecciando biografia, psicologia e critica cinematografica.

Presentato al Festival di Cannes 2017 nella ricca sezione Cannes Classics, rifugio cinefilo che lenisce i limiti e le incongruenze del concorso, Becoming Cary Grant è un documentario breve, ottantacinque minuti che scorrono rapidamente, che assembla con puntualità materiale d’archivio, preziose interviste, interventi critici e celebri sequenze.
Un documentario che restituisce lo charme grantiano senza intaccarlo con un inutile sensazionalismo, ma che riesce persino a impreziosirlo, a spiegarne i retroscena umani, umanissimi, quasi impensabili per una stella che splende ancora. Everybody would like to be Cary Grant…

Note
1. Della settantina di pellicole interpretate da Grant, attivo dal 1932 al 1966, bisogna quantomeno ricordare anche la collaborazione con Stanley Donen e lo spassoso cult Operazione sottoveste (1959) di Blake Edwards.
Info
La scheda di Becoming Cary Grant sul sito di Cannes.
Il trailer originale di Becoming Cary Grant.
Il sito ufficiale di Becoming Cary Grant.
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