Poisoning Paradise

Poisoning Paradise

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Presentato in apertura del Biografilm Festival 2017 di Bologna Poisoning Paradise, il documentario di Keely Shaye Brosnan, giornalista specializzata in problemi ambientali, prodotto dal marito, il celebre attore Pierce Brosnan. Un film che riapre un dibattito che forse è stato troppo frettolosamente archiviato, quello degli OGM e del monopolio delle multinazionali dell’agricoltura chimica. A essere presi in esame sono i danni per la popolazione autoctona delle isole Hawaii.

Monoculture della mente

Un viaggio nel mondo solo apparentemente idilliaco dei nativi hawaiani, le cui comunità sono circondate da campi per la sperimentazione di cereali geneticamente modificati e pesticidi spruzzati controvento rispetto alle loro case, scuole, ospedali e rive. Un film che svela quali sono i rischi concreti per le Hawaii, dando voce agli attivisti locali, esperti scientifici e professionisti sanitari che espongono gli effetti delle ingiustizie ambientali sulla popolazione locale. [sinossi]

Come in una genesi del mondo di qualche mitologia, l’inizio del documentario Poisoning Paradise rievoca la creazione stessa delle isole Hawaii, arcipelago di origine vulcanica, in un conflitto primordiale tra elementi, il magma infuocato eruttato da vulcani sottomarini che prende forma nell’acqua solidificandosi, tra il vapore e le fiamme che si spengono. Un paradiso terrestre dove originariamente il 95% delle specie animali e vegetali era assolutamente autoctono, vale a dire proprio di quelle isole. Ma la biodiversità è stata radicalmente cancellata dall’intervento umano che ora vede una delle isole dell’arcipelago, Kauai, usata come terreno di sperimentazione di coltivazioni OGM da parte delle multinazionali della chimica e dei brevetti sugli organismi.

Le multinazionali “cattive” come la famigerata Monsanto, denunciate dalla scienziata indiana Vandana Shiva, gli organismi geneticamente modificati brevettati che sono concepiti per poter essere usati solo abbinati ai giusti pesticidi, ovviamente di esclusiva di chi detiene anche i diritti dei succitati OGM, la corruzione dei politici hawaiiani che ha permesso un tale scempio di un territorio una volta incontaminato. Non sentivamo più parlare di queste tematiche dall’epoca dei movimenti no-global. Forse per una sconfitta di quelle minacce, dovuta a una presa di coscienza dei consumatori che richiedono alimenti OGM free. Ma forse questo non riguarda gli Stati Uniti. O forse perché in tanti anni l’evidenza della nocività di simili prodotti rimane controversa. Il dibattito rimane aperto. Come rimane, in Poisoning Paradise, presentato al Biografilm Festival di Bologna, l’attenzione verso i più deboli, vale a dire la popolazione indigena dei nativi hawaiiani, che la regista riprende nel loro folklore tradizionale. E, con ricca documentazione fatta di dati e interviste a giornalisti, esperti (come appunto Vandana Shiwa), e attivisti pronti a organizzare una nuova marcia di protesta, denuncia i fatti di cui sopra. Fatti che evidentemente non riguardano gli squilibri tra il Nord e il Sud del pianeta, visto che le Hawaii sono il 50° stato degli Stati Uniti, ma lo sfruttamento dei marginali del Nord del mondo. Basta un confronto tra la bellezza della natura locale, anche con gli aspetti più turistici come le grandi onde in cui praticare il surf, e i campi coltivati incorniciati dai segnali di pericolo chimico con tanto di teschio – già una contraddizione in sé trattandosi di produzioni alimentari – per comprendere come Poisoning Paradise rappresenta uno scampolo di cultura no global, non dicendo nulla di nuovo rispetto a quelle istanze che forse sono state frettolosamente fatte passare di moda. Il merito è quello di averle rispolverate e riportate alla nostra attenzione. Ci si potrebbe chiedere se gli stessi OGM venissero impiantati alla periferia di Quarto Oggiaro, piuttosto che in incantevoli località, ci sarebbe altrettanta mobilitazione. Poisoning Paradise rimane un documentario-inchiesta tradizionale, comunque sentito e sincero.

Info
Il trailer di Poisoning Paradise.
Poisoning Paradise, il sito ufficiale.
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