Karenina & I

Karenina & I

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Presentato al Biografilm Festival, Karenina & I è un racconto di viaggio, alle radici di Anna Karenina e di Tolstoj, in un paese, nella sua lingua e nella sua cultura, nel teatro. Un viaggio interiore di un’attrice alla ricerca del suo personaggio e di se stessa.

Il viaggio di Gørild

Gørild Mauseth, splendida attrice norvegese, non ha mai recitato in russo, ma decide di accettare la sfida di interpretare Anna Karenina a Vladivostok. Parte così per un viaggio in treno attraverso la Russia, sulle tracce di Anna, della sua terra, della sua storia… e della sua lingua, in numerose tappe che la arricchiranno di incontri e di splendidi scenari. [sinossi]

Avrebbe mai immaginato Stanislavskij un lavoro dell’attore sul personaggio così notevole come quello di Gørild Mauseth, attrice norvegese che vive in Italia, che ha imparato a recitare in russo apposta per uno spettacolo? E che allo scopo, come vediamo in Karenina & I, ha fatto un lunghissimo viaggio in treno nel grande paese per studiare e comprendere la lingua, la cultura che ha partorito il personaggio che deve interpretare a teatro, Anna Karenina, in un adattamento del celebre romanzo di Lev Tolstoj. Gørild viene scritturata da un regista teatrale di una compagnia di Vladivostok. Dopo i primi incontri, le prove, il valutare che l’attrice norvegese che risiede in Italia reciti in una delle lingue che conosce, il regista stabilisce che invece reciterà in russo, lingua che non conosce e che non ha mai parlato, ma può impararlo. Per lei è una sfida che anzi rilancia. Decide così di fare un lungo viaggio in treno per attraversare la Russia, per imparare la lingua, certo, ma anche per immergersi nelle radici culturali che hanno prodotto il suo personaggio. Gørild compie l’esegesi del testo sul sedile e nel vagone letto, interrogando i compagni di viaggio che si alternano, molti giovani che rievocano i propri ricordi scolastici, sul significato dell’opera Anna Karenina. E su quella straziante condizione che porta il personaggio a separarsi dal figlio per inseguire la sua storia di amore extraconiugale con Vronskij, il nucleo centrale del testo, il conflitto interiore della protagonista. E Anna Karenina diventa sempre più attuale, un personaggio archetipico anche se concepito a fine Ottocento.

Un attraversamento della Russia più profonda, varcando l’Europa per approdare alla parte asiatica, passando la città di Ekaterinburg, tra boschi di betulle, chiese ortodosse, il gulag, la tomba di Tolstoj. Un viaggio per forza di cose in treno. Treni e stazioni sono molto presenti nel romanzo di Tolstoj, che ha perso la vita proprio in una stazione ferroviaria. Il regista Tommaso Mottola in Karenina & I alterna il viaggio di Gørild, il training e le prove dello spettacolo e lo spettacolo stesso, le reminiscenze norvegesi della donna aggiungendo l’Italia come luogo di partenza, dove l’attrice incontra la collega Sonia Bergamasco che suona il piano. E usa la voce off, di Liam Neeson, che recita brani di Tolstoj. Utilizza inoltre molto spesso le riprese in movimento dal finestrino, la tipica visione del paesaggio che scorre quando si viaggia in ferrovia.

Anna Karenina conosceva cinque lingue e in generale l’aristocrazia russa utilizzava il francese, considerata lingua raffinata e adatta a un alto lignaggio. Questa è la grossa corrispondenza tra l’attrice e il suo personaggio, sottolineata nel film, personaggio che per le sue vicissitudini amorose è costretta a fuggire in Europa. Il carattere apolide, ma anche la possibilità di abbracciare culture diverse da quella di origine. Lo è per la stessa Gørild Mauseth, nativa in un fiordo, italiana d’adozione e ora pronta a una nuova ‘nazionalità’. E tutto Karenina & I è giocato sul pastiche linguistico, con la protagonista che arriva a intercalare l’italiano, mentre parla con il figlio, e il russo, mentre si rivolge agli altri passeggeri del treno, e in aggiunta la voce off di Neeson in inglese.
Presentato in anteprima al Biografilm Festival, Karenina & I è un viaggio sentimentale, un viaggio nella vita, di Anna Karenina, di Gørild Mauseth, di Lev Tolstoj. Un viaggio nella luce, nei differenti paesaggi colti nella loro peculiare illuminazione, quella fiochissima del fiordo norvegese, l’Italia, Venezia, il diradare delle vedute russe dal finestrino e l’algida scena teatrale. E il teatro, come dimensione, torna spesso, nelle scalinate, nel fiordo come anfiteatro. Mottola ha seguito Gørild, in un viaggio attraverso la cultura autentica, all’opposto della superficialità turistica di tanti documentari. Alla fine non può che essere applauso scrosciante. Degli spettatori di Vladivostok e nostro.

Info
La scheda di Karenina & I sul sito del Biografilm.

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